Norvegia: tutti pazzi per i tuberi

31 ottobre 2013

Lo sapevate che le norme doganali proibiscono di importare patate in Norvegia? Il tubero autoctono è infatti parte dell’orgoglio nazionale, un tesoro da non minacciare con altre varietà straniere. In realtà i norvegesi vanno fieri di tutto ciò che produce la loro terra, ma le patate occupano un posto speciale nei loro cuori.

Grazie all'alto contenuto di carboidrati, le patate sono da sempre alimento base delle popolazioni nordiche

Grazie al loro alto contenuto di carboidrati, sono state uno degli alimenti base delle antiche popolazioni nordiche e ancora oggi sono il contorno più diffuso. Bollite, al forno, fritte, gratinate: ce n’è davvero per tutti i gusti, sia per quanto riguarda le ricette che per le tipologie da provare.

Nella terra dei fiordi esistono più di 10 tipi di patata, divise in tre categorie: quelle adatte ad essere bollite, quelle farinose e quelle per intenditori. Una delle più famose rappresentanti del primo gruppo è la Asterix, un tubero a buccia rossa e pasta giallo chiaro dalla grande versatilità: ottimo nello sformato di patate e sedano rapa oppure come contorno di carne o pesce alla griglia. Altro nome simpatico, soprattutto pensando che ci troviamo in Norvegia, è quello della patata Troll, un prodotto farinoso di coltivazione biologica.

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La più venduta è la patata Beate, un tubero di colore rosso vivo, coltivato nella parte orientale del Paese. Dalle regioni centrali, in particolare dalla valle di Oppdal, arriva la Fjellmandel, un tubero di piccole dimensioni con la buccia che va dal marrone al giallo. Gli agricoltori consigliano di tagliarla a spicchi, friggerla con la buccia e condirla con timo e sale di Maldon, due ingredienti molto usati nella cucina norvegese.

Al forno, fritte, lesse o in purè: ogni tipo di preparazione in Norvegia ha la sua tipologia di patata

Per il purè, le migliori sono le Mandelpotet, letteralmente le “patate mandorla”, i tuberi dal gusto più intenso. Molti piatti tradizionali come le costolette d’agnello o il lutefisk (un particolare tipo di stoccafisso cucinato durante le festività natalizie) sono accompagnati dalle Ringerikspotet, piccole patate, coltivate nella zona del lago Tyrifjord, vicino a Oslo. Di solito si cuociono al forno e si servono con olio extra vergine ed erbe aromatiche.

Dal nord della Norvegia viene la Gulløy, una delle più antiche varietà norvegesi, chiamata anche “patata di mezzanotte”. Si contraddistingue per la dolcezza, garantita dalle condizioni particolari in cui cresce: la luce continua dei mesi estivi garantisce ai prodotti coltivati nelle regioni settentrionali del Paese un sapore molto intenso.

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La patata è sicuramente il tubero più popolare e amato della Norvegia ma non l’unico: in passato il topinambur era uno degli ingredienti più usati in cucina. Oggi la coltivazione è limitata ad alcune zone meridionali del Paese ed anche il suo consumo non è più popolare come una volta, al contrario di ciò che avviene in altri Paesi come la Germania.

Oltre alle patate, in Norvegia c'è un largo e apprezzato consumo di Tobinambur e barbabietole

Il topinambur si utilizza spesso nella preparazione di zuppe o purè, così come un altro tubero coltivato in Norvegia, la barbabietola, un alimento ancora molto apprezzato. Il merito è anche di alcuni chef (come ad esempio la medaglia d’argento al premio culinario “Bocuse d’Or 2003”, Tom Victor Gausdal), che hanno ridato dignità alla barbabietola nelle loro cucine influenzando l’opinione popolare. Questo ortaggio è comunque un ingrediente importante nella cucina tradizionale norvegese, perché il suo sapore si accorda molto bene con la selvaggina da pelo, come la renna e l’alce. Una delle ricette norvegesi più tradizionali è l’insalata di barbabietole con cumino, panna e mele.

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