Le stelle Michelin per il 2014

19 novembre 2013

Novembre è il mese che mette la parola fine alle premiazioni e presentazioni delle guide ai ristoranti italiani. Un po’ come una bella donna che si fa attendere, per ultima arriva la Rossa Michelin, ancora la più influente, ancora quella che strappa lacrime di gioia e disperazione, ancora quella che cambia la vita. Ancora per molto? Chissà. La premiazione della Michelin a Milano chiude la lunga serie di presentazioni delle guide ai ristoranti italiani Quest’anno c’è stato un cambiamento ai vertici, annunciato già da qualche edizione e procrastinato fino ad oggi: Fausto Arrighi, amato direttore, ha ceduto il passo al giovane capo redattore Sergio Lovrinovich. Durante la premiazione però, nessuno ha avuto modo di incontrarlo perché, in nome della rinnovata esigenza di anonimato, Lovrinovich ha deciso di presentarsi alla premiazione di spalle, in un video registrato. Un po’ inquietante per dirla tutta, ma comprensibile. Ci mancherà lo spirito allegro e goliardico del buonvecchio Arrighi.

Fatto sta che la Guida, in fase di cambiamento, ha comunque voluto premiare l’eccellenza gastronomica italiana. Quest’anno riceve infatti la terza stella l’ottavo ristorante in Italia: il Reale Casadonna di Niko Romito (Castel di Sangro, AQ). Riassumendo:

Tre stelle Michelin, edizione 2014

Presentazione della Guida Michelin 2014

  • Osteria Francescana, Modena
  • Piazza Duomo, Alba
  • Da Vittorio, Brusaporto
  • Dal Pescatore, Canneto sull’Oglio
  • Le Calandre, Rubano
  • Reale Casadonna, Castel di Sangro
  • Enoteca Pinchiorri, Firenze
  • La Pergola, Roma
Antonello Colonna

Chef Antonello Colonna riceve la stella per il suo Resort a Labico

Ricevono la prima stella 29 nuovi esercizi, grazie ai quali l’Italia raggiunge il numero considerevole di 291 ristoranti (mono) stellati. Tra questi, c’è Antonello Colonna per il suo Resort a Labico. Nonostante tutte le edizioni della Rossa che lo hanno visto coinvolto e premiato in passato, Chef Colonna, in queste occasioni, si commuove ancora.

Poi: Petit Royal (Courmayeur), Locanda dell’Angelo (Millesimo),  I Caffi (Acquiterme), Il Portale (Verbania/Pallanza), Dac a trà (Castello di Brianza), La Présef (Mantello), Locale San Martino (Scorze’), Met (Venezia), Il Ridotto (Venezia), Spinechile Resort (Schio), Oseleta (Cavaion Veronese), Tilia (Dobbiaco), Alpes (Sarentino), Maso Franch (Giovo), Dolomieu (Madonna di Campiglio), ‘L Chimpl (Vigo di Fassa/Tamion), La Buca (Cesenatico), La Zanzara (Codigoro), Inkiostro (Parma), Castello di Fighine (San Casciano Dei Bagni/Fighine), Krèsios (Telese), Terrazza Bosquet (Sorrento), FrankRizzuti (Potenza), Pashà (Conversano), Angelo Sabatelli (Monopoli), Umami (Andria), Antonio Abbruzzino (Catanzaro), Belvedere (Pula).

L’edizione con i nomi più strani, possiamo dirlo?

Le nuove stelle Michelin

Sono tre invece i nuovi ristoranti che conquistano la seconda stella: Villa Feltrinelli (Gargnano), Locanda Don Serafino (Ragusa), Devero Ristorante (Cavegnano di Brianza).

Se da una parte la Michelin rimane la più autorevole, dall’altra c’è un aspetto della guida che inizia ad essere piuttosto anacronistico. Manca in effetti una reale ramificazione territoriale delle tavole italiane interessanti, le gourmand, per dirla come loro. In pratica: solo nomi vecchi e poco rappresentativi della qualità offerta. Un servizio mancato.

Sappiamo bene che oltre le stelle – che gli ispettori Michelin son tanto bravi a individuare e premiare – c’è un tuttoilresto che non viene affatto raccontato

E c’è molto di cui parlare.  No?

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