Salumi di Carnia, storie di montagna

20 novembre 2013

Crisi, calo dei consumi, PIL immobilizzato, imprese che chiudono schiacciate dalla pressione fiscale e dalla burocrazia, per fortuna però qualcuno riesce faticosamente ad andare avanti. Oggi vi raccontiamo la storia di Renato Beorchia, un personaggio singolare, solare, positivo, imprenditore instancabile e con le idee chiare per la sua azienda:  Salumi di Carnia. Ci troviamo a Ovaro, comunità di poco più di 2.000 anime nel centro della Carnia nel bellissimo Friuli.

La posizione di Salumi di Carnia nella valle

Nella foto, la posizione di Salumi di Carnia in Val Degano

Qui le possibilità lavorative non sono moltissime, la maggior parte delle persone è occupata nei servizi turistici o in agricoltura. Le zone montane spesso sono emarginate, trascurate dalla vita politica centralizzata, e i giovani tendono a trasferirsi nei centri urbani più organizzati. A guardar bene però, gli spazi per fare impresa e generare lavoro in montagna ci sono ancora e la qualità della vita è spesso più alta di quanto si pensi.

Salumi

L’azienda di cui vi parliamo, Salumi di Carnia,  produce carne e salumi di ottima qualità. Alleva (o finisce di ingrassare) buona parte dei suini e dei bovini che lavora. Se li andate a trovare noterete che cinque o sei candide chianine che pascolano davanti all’azienda non mancano mai. Il macello è interno all’azienda e il banco delle carni fresche non ha nulla da invidiare a quelli che si vedono nei centri di qualsiasi città italiana. In estate apre i battenti anche la Braceria: potete venire qui, scegliere la carne, acquistarla, farvela cucinare alla brace (brace vera) e mangiarla sul posto. In estate apre la Braceria: si sceglie la carne, si acquista, e si gusta sul posto dopo averla cotta alla brace. Il tutto annaffiato da abbondante vino di grande qualità che Renato sceglie con dovizia. La storia gastronomica della famiglia Beorchia inizia con l’omonimo nonno. Nei primi anni ’40 il turismo non esisteva e gli abitanti della valle erano mossi dalla necessità di procurare del cibo per sé e per la propria famiglia. Le scorte, eventualmente, venivano usate come merce di scambio per un civilissimo baratto. Il nonno in quei tempi faceva il Malgaro (allevatore nei pascoli di Malga) e allevava diversi maiali. Non solo li allevava, ma li trasformava in meravigliosi salumi affumicati.

Bistecche di Chianina alla brace

Bistecche di Chianina alla brace

Il fumo, assieme al sale, è infatti il conservante naturale più antico che l’uomo abbia conosciuto e, soprattutto nelle zone montane, si tende ad affumicare quasi tutto. Spesso succede anche per necessità: i salami, i prosciutti, le pancette vengono appese vicino al caminetto perché gli altri luoghi della casa sono troppo umidi e l’affumicatura avviene in modo naturale. A proposito di fumo, c’è un prodotto dell’Azienda Salumi di Carnia in particolare che vi consigliamo di provare: la Pindula. Viene ricavata dal filetto salato, speziato e affumicato con legna naturale, veramente squisito. Assaggiato qui, in mezzo ai monti, è chiaramente perfetto, il contesto ideale. Nella Pindula come negli altri salumi di Renato di Carnia, ci sono sale, spezie, rispetto e amore per la propria terra e passione per le cose buone della vita.

I commenti degli utenti