All’inseguimento di un sogno (o dei riflettori?)

26 novembre 2013

Partecipare a MasterChef sicuramente cambia la vita, fatevelo dire da uno che quelle scene le ha calpestate per un po’. Ma è tutto oro quel che luccica? La verità sta nel mezzo. Tra poco andrà in onda la terza edizione e sul sito sono pubblicate le foto dei casting.

Ah, i casting! Forse il ricordo più bello di tutta l’esperienza: ti ritrovi catapultato in un mondo a te sconosciuto nella totale inconsapevolezza di quello che ti aspetta, un universo in cui le interminabili attese si trasformano in un concentrato di ansia pandemica dilagante. nelle selezioni abbondano i personaggi. c'è il saccente, il genio, la fashion victim, ma anche la classica casalinga Ti guardi intorno e vedi una molteplicità di persone, ma soprattutto personaggi: c’è quello iperagitato che cerca di carpire informazioni da ogni respiro perchè non ama le sorprese; il tipo saccente che tesse a tutti le sue lodi; la casalinga che ha cucinato un mappazzone incredibile; la donna di mezza età arrogante e sicura di sè che non dà troppa confidenza e si comporta come quelli che a scuola si coprivano il quaderno con la mano per non farsi copiare; il ragazzo zitto zitto che sa il fatto suo; la fashion victim un po’ oca orgogliosa della sua torta di mele vintage in perfetto American style; il genio che appena lo vedi cucinare pensi “Questo mi distrugge”; lo sfigato che non sa con esattezza cosa sia venuto a fare. E poi ci sei tu.

Selezioni Masterchef

Backstage fatti di spazi bui e impolverati, pareti di legno grezzo e cavi elettrici in quantità che ti introducono in scenografie cangianti e fastose illuminate da riflettori e telecamere, mai visti così tanti tutti insieme. Tocca a te: in quel momento non pensi di essere ripreso, ma sei lì davanti ai tre giudici con mille aghi in gola, le mani sudate e il cuore che ti sta uscendo dal petto, pronto ad ostentare sicurezza, ma completamente incapace di farlo perchè hai mille dubbi sul piatto che hai presentato. L’esito: “Sì, sì, assolutamente sì”. Ce l’hai fatta, non ci credi:dopo l'esito positivo concesso dai giudici, l'esperienza vera e propria spesso non è quella che ci si aspettava esci dallo studio con le gambe che non ti tengono e d’un tratto ti senti figo, in un certo qual modo importante; finalmente riuscirai a fare quello che hai sempre sognato e lo farai sopra le righe, proprio come piace a te. Poi però ti trovi lì e seppure l’esperienza che stai vivendo è stupenda, unica e sai che non ti capiterà una seconda volta, non te la godi completamente, perchè inizi ad accorgerti che non è proprio come te l’aspettavi e che quelle pareti tappezzate di diamanti, se le guardi bene da vicino, sono in realtà coperte di fondi di bottiglia e questo ti lascia un po’ d’amaro in bocca quando vai via, a prescindere dalla posizione con cui ti classifichi.

Selezioni di Masterchef 2013

Viene da chiedersi, già guardando i vari ego che si susseguono durante le selezioni, se non si stia snaturando l’amore per la cucina in favore della mania di apparire. Ciò che speriamo per questa terza edizione di Masterchef è di trovare, tra i vari telecamera-dipendenti, una scintilla di pura passione, qualcosa che faccia sbocciare nel telespettatore la vera call to action del programma: “voglio provarci anch’io.”

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