Non chiamatelo tè: il rituale argentino del Mate.

1 dicembre 2013

Quando si arriva in Argentina una delle prime cose che si nota è che la gente sorseggia continuamente da una specie di tazza con una cannuccia metallica. L’abbiamo vista anche tra le mani di Papa Francesco, originario di Buenos Aires. Si tratta del mate, una bevanda tradizionale in Argentina, un elemento importante nella cultura del Paese perché simbolo di condivisione.

Il mate (o yerba mate) è un infuso ricavato dalle foglie della pianta Ilex paraguayensis, una specie di agrifoglio diffuso in Argentina, Uruguay, Brasile e Paraguay. Gli occidentali entrarono in contatto con questa bevanda durante il periodo coloniale e nelle missioni gesuite lungo il Rio Paranà iniziarono le coltivazioni. I missionari avevano capito l’importanza commerciale del mate, i suoi benefici energizzanti ed erano convinti che fosse la soluzione per tenere le popolazioni locali lontane dall’abuso di alcol.

Le foglie della pianta Ilex Paraguayensis

Le foglie della pianta Ilex Paraguayensis

Sono passati secoli da allora e il mate è ancora una bevanda molto diffusa. Secondo la guida Lonely Planet, gli argentini ne consumano una media annua pro capite di 5 chili, oltre quattro volte in più rispetto al caffè. Gli argentini consumano una media annua pro capite di 5 chili di mate Il successo dipende da tanti motivi. Per prima cosa il mate è una delle più importanti fonti naturali di caffeina. In più è utile per problemi digestivi e per prevenire i disturbi quando si sale ad alta quota. In alcune zone dell’Argentina e del Sud America in estate è molto caldo e il mate è un’ottima soluzione per reintegrare i liquidi. Gli argentini dicono che essendo più saporito dell’acqua, lo bevono più volentieri e lo danno anche ai bambini per evitare la disidratazione.

Yerba Mate

Al di là dei benefici, il mate, come dicevamo, è un rito. In passato, le famiglie ricche avevano un servitore che si occupava solo della preparazione del mate, il cebador. Oggi questa figura è quasi scomparsa e, una volta imparato, ognuno prepara la bevanda in modo autonomo e poi la si beve assieme chiacchierando tra amici, parenti o colleghi.

Come preparare il Mate

Ciò che vi serve sono le foglie, una bombilla (contenitore per mate), una cannuccia con il filtro a una estremità, e acqua calda. In Argentina, in molte stazioni di servizio, ci sono distributori automatici di acqua calda così che gli automobilisti possano riempire la loro bombilla. Per le foglie di mate, in Argentina esiste la distinzione tra sin palo (senza picciolo) o con palo. La differenza è nel sapore: le foglie senza picciolo danno un’infusione meno amara. Una volta che avete tutti gli ingredienti, dovete inserire la cannuccia dentro il contenitore e riempire la bombilla per ¾ con foglie di mate. Coprite con la mano e agitate poi piegate leggermente il contenitore in modo che le foglie abbiano un’inclinazione di circa 45°. La cannuccia deve rimanere nella parte in cui lo strato di foglie ha uno spessore minore ed è in questo punto che dovrete versare l’acqua calda (temperatura non superiore ai 75° C). Questa fase deve essere lenta in modo che l’acqua si distribuisca sul fondo senza bagnare tutte le foglie in superficie che possono essere usate per le successive infusioni. Per lo stesso motivo, dovete assicurarvi di mettere l’acqua sempre nello stesso punto finché non volete usare le altre foglie. A questo punto la bombilla viene fatta girare in senso orario tra i presenti.

matero

Il rito del mate non è veloce quindi la bevanda nei ristoranti e nei caffè argentini viene servita in bustina. Se volete provare questa esperienza, l’ideale è comprare tutta l’attrezzatura e iniziare a prepararlo.

Vi sentirete dei veri argentini.

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