Berlino nel piatto: breve guida gastronomica alla capitale tedesca

5 dicembre 2013

Quello che segue è un piccolo tour di ristoranti, con consigli su dove e cosa mangiare a Berlino, scritto a seguito di un’esperienza diretta piuttosto soddisfacente. Certo, se cercate La Cucina Berlinese ve lo dico subito: non esiste. Come succede per le altre capitali, anche qui la cucina ha assorbito molte caratteristiche dalle cucine regionali e di imperi limitrofi.

Max und Moritz sulla Oranienstrasse (la strada) in piena Kreuzburg (il quartiere), ne è limpido esempio. Zuppe di patate e pancetta; la wienerschnitzel (invero in versione fin troppo sottile), l’ottimo filetto di maiale affumicato, una ricca bistecca con salsa di cipolle al vino rosso, un sontuoso stinco di vitello, birre alla spina servite come si deve, in un décor invariato o quasi dal 1902, alla modica cifra di 20 euri a cranio.

Da Henne troverete il miglior pollo della capitale

Da Henne troverete il miglior pollo della capitale

Con 8 invece potreste mangiare il miglior pollo della capitale e dintorni, contornato di patate, da Henne, ammesso però che riusciate a trovare posto, visto che i berlinesi lo prendono d’assalto. Da Wiesenstein, a Stiglitz: ravioli, spatzli, maiale e dolci indimenticabili Oppure provare la cucina sveva, Baden-Wuttenberg e dintorni, abbondante in porzioni e calorie, da Wiesenstein, a Stiglitz, periferia borghese a sud-ovest del centro. Vi abbofferete di maultaschen, ravioloni ripieni di carne o verdure, conditi in vari modi: io li ho presi con un intenso brodo di carne ricco di cipolle e un’ insalata di patate (con tanto aceto, ma pare usi così). E ancora spatzli, maiale, cavolo rosso, un rognone con una salsa al vino rosso che ci impieghi una settimana a digerirlo, dolci dimenticabili nonostante strudel e kaiserschmaren riportassero a ricordi altoatesini-austriaci memorabili, qui messi da parte.

Maultaschen, ravioloni ripieni di carne o verdure

E poi come in ogni capitale che si rispetti, e forse qui un pò di più, visto che manca un’identità culinaria forte, cucine da tutto il mondo, turca e mediorientale in primis, oltre all’onnipresenza asiatica e, naturalmente italiana (in questo caso un esempio, Sale e Tabacchi: la classica T bianca su sfondo nero dei nostri esercizi, introduce ad un locale che dalla colazione alla cena offre la tradizione italiana ad una platea di berlinesi entusiasti, noi per ripararci dalla tormenta abbiamo mangiato un bollito in salsa verde che, scafati come siamo, proprio entusiasmato non ci ha).

Kaisergranat Wasabi Mango

L’alta ristorazione, storicamente di impostazione francese, ha assorbito tutte queste influenze e oggi coniuga essenzialità e gusto, gli aggettivi perfetti per la cucina di Tim Raue (Restaurant Tim Raue) cuoco stellato di grande impatto mediatico, che ci ha donato il miglior pasto berlinese. Da non perdere l'alta cucina tedesca, in particolare il Restaurant Tim Raue Una golosissima pizza japanese stile con tonno e salsa di rafano fresco da mangiarsene all’infinito, un pollo (sì un pollo finalmente) stimolato nei sapori da una salsa di pepe del Madagascar, un purissimo mantecato di piselli e menta e del rafano giapponese grattuggiato, ogni cucchiaiata un vortice di sapori, e per finire un raviolo di mele con gelato allo stollen (un dolce tipico natalizio simile al nostro pandolce) di semplice, ma intensa, bontà. Il tutto a 38 euro a pranzo (meditate, ristoratori, meditate).

Kalb Périgord Trüffel Liebesapfel

In Germania l’alta cucina è di impostazione classica francese

Più classico a partire da ambiente e servizio, il Margaux, affacciato sulla Unter den Linden, di Michael Hoffman, che accanto ad un menu dove in prima linea troviamo astice, foie gras e cacciagione, ne propone uno vegetariano, esclusivamente con prodotti del suo orto, con coraggio e un pizzico di presunzione (le verdure cotte in acqua minerale sono fin troppo banalmente verdure cotte). I brodi che accompagnano molti dei piatti, sono intensissimi, fare un piatto solo a base di sedano (gnocchi, crema, brodo) è un virtuosismo riuscito e la melanzana caramellata, che riporta al nostro meridione, è ancora sul mio palato e fa perdonare alcune imperfezioni sul resto.

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