L’amore per lo zafferano: Croco e Smilace

11 dicembre 2013

Lei gli domandò in quei giorni se era vero, come dicevano le canzoni, che l’amore poteva tutto” (Gabriel Garcia Marquez). È una storia d’amore quella tra Gabriela e Toni. L’amore nella sua espressione massima: il coraggio di cambiare vita insieme, non senza timori o incertezze, ma convinti che sia quella la strada per la felicità. “Tutto è iniziato tredici anni fa per puro caso, in un monastero buddista ci siamo incontrati e innamorati. Lui programmava robot a Torino mentre io insegnavo in un liceo pisano. Oggi definiamo quel periodo ‘quando eravamo ricchi e infelici’ “. gabriela e toni hanno abbandonato i loro rispettivi lavori per intraprendere una nuova avventura: coltivare lo zafferano Quando un racconto inizia così io mi perdo subito tra le parole, se poi davanti a me sono seduti i due coltivatori di zafferano (e non solo) più pazzerelli d’Italia il gioco è fatto. Croco e Smilace, questo il nome d’arte che hanno scelto per la loro piccolissima azienda di San Miniato, vicino a Pisa. Croco e Smilace, un uomo e una ninfa che a causa del loro amore furono trasformati dagli invidiosi dei dell’Olimpo in due fiori: lo zafferano e la salsapariglia. Mi ricordano Carla Bley e Steve Swallow, geni dell’avanguardia sonora, uniti nella musica e nella vita, capaci di reinventarsi in ogni disco, suscitando attraverso le loro produzioni suggestioni leggendarie.

Zafferano

Il viaggio verso la felicità inizia con l’incontro di un grande maestro zafferanaio d’Italia, Egisto Brandi, che indica loro come cominciare a coltivare il prezioso fiore, non senza avvisarli che stavano per entrare in un settore da fuori di testa. Leggere per credere: lo zafferano italiano è considerato il migliore del mondo ma si trova a dover combattere quotidianamente contro due realtà: da una parte le lobbies industriali che vendono polverine chimiche gialle e rosse facendole passare per prodotti di alta qualità, e dall’altra lo zafferano che arriva dall’estero. Quest’ultimo, essiccato al sole, presenta una bassissima resa in termini di aroma, visto che gli stigmi del crocus sativus sono fotosensibili. E cosa pochissimo. “I fiori devono essere cavati, ancora chiusi, all’alba; si puliscono i bulbi dalle tuniche vecchie, si selezionano e si mettono a dimora nei mesi di luglio e agosto, si raccolgono, sfiorano ed essiccano in autunno. Per fare un grammo di zafferano servono circa 300 fiori che equivalgono a 1000 pistilli, più di un’ora e mezza di lavoro.”

zafferano

Nonostante questo scenario di sacrifici e difficoltà non da poco, Croco (Toni) e Smilace (Gabriela) decidono di iniziare coltivando un piccolo appezzamento di terreno a Canneto, un villaggio sulle colline di San Miniato. lo zafferano è una coltura antica che richiede pazienza, gentilezza e concentrazione La prima raccolta è minima in termini di quantità, ma Toni mi confida: “L’emozione è stata pari a quella di un primo bacio e ogni anno questa magia si rinnova“. Io le vedo le mani provate da ore e ore di lavoro, vedo le loro schiene doloranti per le mattine passate chinati sui fiori ma vedo anche la gioia nei loro occhi per essersi guadagnati una vita che finalmente li ha resi felici. Lo zafferano è una coltura antica, non meccanica e assolutamente mai intensiva. Gabriela la definisce un esercizio potente di meditazione dinamica: “Ti insegna la pazienza, la gentilezza e la concentrazione sul presente. Mette a bada il tuo ego perché la terra ti insegna che non puoi nulla se lei non vuole“.

Miele e zafferano Ambra Liquida

Si aggiungono piano piano altre coltivazioni: il rabarbaro, la menta, il timo e la fantasia di questa coppia di esploratori porta alla creazione di numerose delizie sia dolci che salate. Tutti i loro prodotti nascono dal desiderio di veicolare, in maniera immediata, il re(g)ale sapore dello zafferano che pochi conoscono veramente. Sembrano pozioni magiche, unguenti adatti a qualche rito esoterico, ma in bocca sono profumi e sapori inaspettati, sorprendenti. Io personalmente sono un fanatico di Ambra liquida, il miele di acacia con stigmi di zafferano e di Rha, la confettura di rabarbaro e zenzero che trovo vincente con il pesce crudo.

Zafferano

Tanto tempo, continuo amore, belle intuizioni e duro lavoro. Il percorso di Croco e Smilace mi rimanda a Escalator over the Hill, il capolavoro di Carla Bley che lei stessa definirà una Chronotransduction, un inesorabile avanzamento di idee attraverso il tempo. Un album registrato in ben tre anni e che dura più di due ore, un lavoro immenso di capacità artistica e vera poesia. Le porte dell’azienda (che è anche casa loro) sono sempre aperte e, se posso darvi un consiglio, andarli a trovare vale veramente la pena. “Il sorriso goduto di chi assaggia una delle nostre creazioni per noi vale più di mille parole, come potremo mai rinunciare a tutto questo“. E mi permetto di aggiungere, cari Gabriela e Toni, che la vostra luminosa sincerità è entrata di diritto nello strambo puzzle della mia vita.

I commenti degli utenti