Street food natalizio: i mercatini

23 dicembre 2013

Il loro nome originale, come la provenienza, è tedesco: Kristkindlmarkt. In Italia li chiamiamo mercatini di Natale, e dal Tirolo l'origine dei mercatini natalizi è tedesca, ma da qualche tempo se ne possono trovare anche a Milano e in altre città italiane ogni anno sembrano muoversi sempre un po’ più a sud: oggi non è strano trovarne anche in qualche piazza di Milano, organizzati dal comune, da associazioni di quartiere o da centri commerciali. La vera atmosfera però la si trova solo a Nord, da Trento in su, in tante piccole città dove, per tutto il periodo delle feste, le piazze si illuminano e si riempiono di casette in legno e aromi speziati. I piccoli stand sono abitati da artigiani locali che propongono creazioni a tema natalizio: palline in vetro decorato, presepi in legno, soprammobili e oggetti vari perfetti come pensierini per parenti e colleghi, o per decorare casa propria in vista delle feste.

mercatini

Ma i mercatini sono anche una miniera di sapori natalizi, di dolci ricchi di frutta secca e di sapori speziati, come lo Zelten, dolce invernale che si trova in varietà diverse (sempre a base di frutta secca) sia in Trentino sia in Alto Adige, e lo Stollen, dolce tedesco simile al panettone, ma con l’aggiunta delle mandorle, e l’immancabile Strudel di mele. Nel sud della Germania, specialmente a Norimberga, non bisogna perdersi i Lebkuchen: biscotti morbidi con nocciole, mandorle, miele e cioccolato. Ne esistono diverse varietà e forme; come le stelle alla cannella e altri biscottini profumati di spezie, possono essere acquistati sfusi o in scenografiche scatole di latta.

vin brulè

cottura del vin brulé nel paiolo di rame

Ci sono poi stand gastronomici per i quali il momento migliore per una visita è al tramonto: nell’aria fredda del tardo pomeriggio, dopo una giornata passata a passeggiare o a lavorare, un bicchiere di vin brulé può risultare irresistibile. Nei mercatini il vino caldo si prepara sera per sera, in grandi paioli appesi sopra al fuoco: a volte, soprattutto nelle piazze tedesche, viene chiamato Glühwein, e si serve in tazze di porcellana decorate a tema natalizio. Per utilizzarle bisogna versare una cauzione di qualche euro, ma finita la propria bevanda è possibile tenersi la tazza, come souvenir del mercatino.

mercatini

Sauerkraut con salsicce, pancetta e aromi

In Trentino e Alto Adige si può anche assaggiare il Parampampoli: è una bevanda originaria della Valsugana, a base di caffè, vino, grappa, zucchero e miele. Viene venduta regolarmente in bottiglia, ma prima di gustarla bisogna scaldarla e darle scenograficamente fuoco. Da gustare al momento, al bancone o appoggiandosi a qualche altro tavolo, sotto la nevicata o il cielo terso di stelle, sono anche i piatti caldi come la polenta con il goulasch, il panino con la luganega, stufati corroboranti di vario tipo o i bratwurst con gli immancabili crauti: la degna conclusione di una giornata nel mercatino di Trento, Bolzano, Merano o Norimberga.

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