Belle storie: la Birra Perugia

8 gennaio 2014

La storia della Fabbrica della Birra Perugia è di quelle che incuriosiscono: parte da lontano, addirittura nel 1875, quando si impose di sicuro come uno dei primi birrifici italiani. Il prosieguo fu un po’ travagliato: dal boom dei primi del Novecento, anni in cui dovette cambiare sede per meglio rispondere alla crescente domanda del mercato del centro Italia, alla chiusura nel 1927 in favore di una grossa industria italiana del settore. Grazie a un gruppo di ragazzi, tra cui il giornalista Antonio Boco, la Birra Perugia sta vivendo un momento importante di rinascita Fino ai giorni nostri, quando un gruppo di ragazzi – tra cui il giornalista enogastronomico Antonio Boco – quasi per caso apprendono dell’esistenza e della storia del birrificio e decidono di dar nuova vita al marchio. Idee chiare sin da subito: produrre birra non pastorizzata, non filtrata, senza conservanti né additivi, rifermentata in bottiglia, senza cercare di rincorrere la volubilità del mercato ma solo seguendo il gusto di chi a questa fabbrica ha ridato vita. Ovviamente sperimentando nuove strade e cercando di affinare sempre più quelle già intraprese, mantenendo un tratto comune: prodotti di grande bevibilità ma allo stesso tempo carattere, cercando la nitidezza dei sapori e degli aromi.

birra perugia

Le primogenite della seconda vita del birrificio di Pontenuovo di Torgiano sono la Golden Ale e l’American Red Ale. La prima (Medaglia d’oro all’European Beer Star Award 2013) con un olfatto freschissimo di agrumi, su cui spiccano limone e arancia, poi la pesca e la papaya, le erbe aromatiche, lo zenzero. La bocca di buona acidità, corpo agile e slanciato, giusta luppolatura in chiusura per una birra di beva coinvolgente. Più introversa e scura nelle tonalità olfattive l’American Red Ale, con il chinotto, la scorza d’arancia, la speziatura di liquirizia e chiodi di garofano, fino alle tostature di caffè e caramello. Il sorso ampio, avvolgente, di impatto sia nella lunghezza che nella chiusura piacevolmente luppolata. La birra perugia è una birra non pastorizzata, non filtrata, senza conservanti né additivi, rifermentata in bottiglia Non poteva mancare una Porter e non poteva che essere una Chocolate Porter, visti i natali perugini. L’impatto aromatico tra caffè e cioccolato è ovviamente didascalico e via via, col passare delle cotte, trova sempre maggiore sprint la bocca, grazie all’amaro in maggior evidenza a discapito delle dolcezze dei primi imbottigliamenti. Per chi ama i gusti forti (tutto caramello, cioccolato, caffè e toni scuri tostati) da pochissimo è nata una Barley Wine, sia in versione classica (etichetta rossa) che nella versione affinata nelle barrique provenienti dalla prestigiosa cantina Lungarotti di Torgiano. Esperimento interessante anche una IPA assaggiata in anteprima, col cereale e la florealità in evidenza. Per il resto staremo a vedere, anzi, a bere.

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