10 pause pranzo a Roma che vale la pena provare

10 gennaio 2014

Correre, correre e di nuovo correre: a un appuntamento, in palestra, dall’avvocato o al lavoro, il risultato non cambia e la famosa gocciolina di sudore sarà sempre lì per ricordarci che slow è un aggettivo figo ma sempre più utopistico, soprattutto se la pista da corsa è Roma. In tutto ciò, come recitava la pubblicità di una nota merendina di dubbia bontà, capita di pensare: “Non ci vedo più dalla fame”; se poi si ha anche la giustificazione che è ora di pranzo, allora è necessario correre ai ripari. In questo caso i ripari si chiamano Agrodolce ed eccovi una lista dove non solo rimpinguare lo stomaco nella famigerata pausa pranzo, ma anche far sorridere la mente a forchettate di buon cibo e magari riuscire a rilassarsi un po’. Vuoi mettere rientrare in ufficio col sorriso sulle labbra?

 

  1. Libreria SettembriniLibreria Settembrini (piazza Martiri di Belfiore, 12): Prati, zona ad alta densità di stress con professionisti in giacca e cravatta che escono anche dai tombini. Sedersi al tavolo sociale oppure a una mensola dopo aver composto il proprio piatto, ascoltando buona musica e sfogliando un libro, non ha prezzo. Bella la formula che prevede la scelta di una base (riso, orzo, cous cous) sulla quale adagiare due preparazioni vegetariane e una di carne o di pesce, il tutto cucinato a prova di dietologo. (ca. 12€)
  2. Il Goccetto (via dei Banchi Vecchi, 14): pieno centro storico, si arriva qui lasciandosi alle spalle il caos di Campo de’ Fiori e di corso Vittorio Emanuele II, per onorare la pausa pranzo e rifocillarsi dopo lo sforzo di aver schivato turisti indemoniati. Un bicchiere di vino è d’obbligo per accompagnare salumi, formaggi, sottoli e tartare. Addirittura potrebbe capitarvi di fare amicizia con i tanti ed eccentrici clienti abituali. (ca. 15€)
  3. Que Te PongoQue te pongo (via della Dogana Vecchia, 13): ancora in centro storico per chi non si accontenta del solito tramezzino triste. Volete una pausa pranzo veloce ma gourmet? Scegliete tra diverse tipologie di salmone o di altre specie ittiche conservate e componete il vostro panino ideale; io sono solito iniziare con la ciabattina farcita di salmone islandese, valeriana e stracciatella per poi continuare con un piattino degustazione di varie tipologie. Veloce e saporito. (ca. 6€)
  4. Ginger (via Borgognona, 43-44): se non siete riusciti a resistere allo shopping nelle strade romane del lusso significa che allora è la giornata buona per sentirsi fighetti. A pochi passi avete il locale più a cuore a chi cerca gusto e sapori chic senza dover cambiare la taglia dei pantaloni appena acquistati. Troverete tutti i sacri Graal dell’alimentazione light ed esotica: insalate, centrifughe, cous cous e tanti, ma proprio tanti, frutti tropicali in uno spazio molto cool. (ca. 18€)
  5. Mordi e vaiMordi E Vai (via A. Volta, Box N° 15 mercato di Testaccio): se vi ha intrigato Ginger lasciate perdere questo suggerimento, siete avvisati. All’interno del nuovo mercato di Testaccio il signor Esposito farcisce ciabattine senza soluzione di continuità e senza possibilità di schivare grassi saturi: trippa, polpette e soprattutto l’allesso di vitella con tanto di ciabattina imbibita nel brodo. Se siete vegetariani aspettatevi un panino con insalata condita, se ne vale la pena. Per tutto il resto altissimo indice di gioia a un prezzo piccolo piccolo. (ca. 5€)
  6. Trapizzino (piazzale di Ponte Milvio, 13): ultimo nato nella galassia di Stefano Callegari come punto vendita, il trapizzino non ha bisogno di presentazione, semplicemente è un must eat se siete in zona e avete i minuti contati. Triangoli di pizza farciti di ogni pietanza che vi ricorda la cucina della vostra nonna romana; in questa sede anche preparazioni più gentili per meglio incontrare il gusto delle tante fashion girls che affollano il quartiere. Se ci aggiungete che al picchiapò potrete accompagnare anche un bicchiere di Bruno Paillard cosa chiedere di più? (ca. 8€).
  7. Il Sorpasso (via Properzio, 31): si torna in Prati ma dalle parti del Vaticano. Se dall’aperitivo in poi questo locale diventa modaiolo e molto affollato, all’ora di pranzo la calma regna sovrana e voi insieme a lei. La scelta è molto ampia, potendo spaziare da una bella selezione di salumi, formaggi e prosciutti a una proposta più tradizionale di piatti caldi. Tanta scelta per il vino (è pausa pranzo quindi attenti a voi) e buoni anche i dolci. (ca. 20€)
  8. Romeo, RomaRomeo Chef & Baker (via Silla, 26): ultima segnalazione in Prati, perché almeno una volta nella vita dovrete pranzare con lo spettacolare panino farcito di pastrami di lingua di vitello con ciauscolo, microverdure, giardiniera e salsa alla senape. Se poi la lingua non riuscite a morderla allora potrete optare per altri panini gourmet, scegliere dal banco della gastronomia o ordinare uno dei piatti espressi pensati dalla chef Bowerman. Anche ingozzarvi di pizza made by Roscioli è un’opzione. Fossi in voi io mi morderei la lingua e mangerei il pastrami. (ca. 20€)
  9. Marzapane (via Velletri, 39): vicino piazza Fiume il prototipo di bistronomia più apprezzato da pubblico e critica a Roma. Se volete una pausa pranzo più sostanziosa e mai scontata questo è l’indirizzo giusto, perché la giovane chef spagnola Ruiz ha talento e creatività nella giusta dose. I piatti sono sempre equilibrati e non scontentano mai la pancia. Considerate poi che la sua carbonara (molti giurano essere nella top 5 romana) potrete mangiarla solo a pranzo in quanto il menu della cena cambia. (ca. 20€)
  10. Otaleg (viale dei Colli Portuensi, 594): se c’è chi ritrova la felicità durante la pausa pranzo mangiando un bel cono gelato, allora noi siamo qui per suggerirgli IL cono gelato a Roma.  In questa gelateria-acquario di Monteverde Nuovo è possibile assaggiare zabaioni e pistacchi tra i più buoni della capitale. I gusti cambiano in continuazione a seconda delle disponibilità del mercato e delle stagioni. Approposito: se volete essere cerchiobottisti spesso troverete anche dei gelati salati. (ca. 3€)

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