Morrissey, ma davvero mangiare carne è come essere pedofili?

10 gennaio 2014

Faccio outing: sono onnivoro, mangio carne e con piacere. Non credo che nel farlo stia commettendo “stupro, violenza, omicidio”, che possa considerarmi un pedofilo, né che macellare gli animali equivalga a sostenere “anche i campi di concentramento come Auschwitz”. Dichiarazioni di Morrissey, già leader di un gruppo cult degli anni ’80, The Smiths (uno dei miei artisti preferiti fra l’altro), le cui posizioni animaliste erano già note, ma certo non con questa veemenza integralista. Che purtroppo è quella che caratterizza ogni intervento degli animalisti, al grido “O con noi o contro di noi”, auspicando il peggio verso chi avanzi qualsivoglia osservazione o dubbio (vedi il caso di Caterina Simonsen nei giorni scorsi).

Morrissey

Ebbene, io ritengo che la natura dell’uomo sia carnivora: ha sempre cacciato e allevato animali per poi nutrirsene; in ogni parte del mondo ci sono specie considerate sacre oppure domestiche che non si mangiano, ma in tutte si mangiano le carni di animali. la scelta vegetariana e vegana è rispettabile ed eticamente comprensibile. chi mangia carne dovrebbe rivolgersi agli allevatori coscienziosi È giusto? È nel nostro DNA antropologico. Detto questo la scelta vegetariana o vegana è assolutamente rispettabile ed eticamente comprensibile: non ho alcun dubbio che sia alimentarmente corretta ed è di grande piacere al gusto, essendo il mondo vegetale ricchissimo in sapori, odori, consistenze. Ma è e deve rimanere una scelta personale e, anche per chi come me è carnivoro, è necessario fare una scelta etica: consumare meno carne e non utilizzare quella da allevamenti intensivi. Tutti sappiamo le condizioni in cui vivono gli animali allevati in batteria, in stalle senza altro spazio che per la stanzialità: sono inumane, antiigieniche, inquinanti. Dunque rivolgiamoci a chi alleva con coscienzioso rigore, con rispetto verso gli animali e la natura. Spenderemo la stessa cifra, mangiando meno e meglio. E non rinnegheremo la nostra natura: quello che siamo stati, abbiamo dimenticato e dovremmo tornare ad essere.

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