Molto amaro o molto dolce: qual è il tuo amaro preferito?

26 gennaio 2014

Liquori e amari sono un mondo infinito e affascinante. È una questione di ricette, segreti, pozioni, magie e alchimie che in antichità (dal 1300 in poi, quando si dice abbiano inventato i distillati) o avevano la funzione di guarire qualche malattia o di allungare la vita. un tempo amari e liquori avevano la funzione di guarire qualche malattia o la pretesa di allungare la vita Il famoso elisir di lunga vita, per capirci, dovrebbe essere un intruglio a base alcolica. Nella storia dell’alchimia medievale europea, la ricerca di questa leggendaria pozione in grado di fermare il tempo è stata il principale obiettivo di molti studiosi, chimici e stregoni. Più famoso di tutti il mitico Conte St-German, uomo avvolto nel mistero e vissuto in Europa gli anni centrali del 1700, francese, protagonista di esperimenti segreti ed esoterici, è stato sospettato di aver l’elisir di lunga vita e per questo in qualche modo perseguitato. Se ne dicono tante sul suo conto, anche che non sia ancora morto e che lo si possa incontrare a Roma, a Natale, seduto nei giardini del Pincio.

amari

Tornando ai giorni nostri, i liquori restano uno dei piacevoli divertissement più usati dagli uomini e dalle donne di tutto il mondo. Si perché per liquore si intende una soluzione alcolica (qualsiasi sia la sua origine) nel quale sono messi in infusione o macerazione: frutta (limoncello, arancello, mirto etc), foglie (laurino, ruta etc), semi (caffè, per esempio), petali, (rosolio) o cortecce (china). Ad un certo punto il liquore è diventato di moda ed è nata un’industria che ancora oggi gode di una forte importanza economica. L’Italia, sotto questo aspetto, è piuttosto avvantaggiata, poiché il suo territorio è ricco di piante ed erbe aromatiche. È convinzione comune che liquori e amari siano due bevande del tutto distinte; in realtà anche gli amari (o bitter) rientrano nella categoria merceologica dei liquori, la differenza è che sono quelli più amari, appunto. Il problema di tanti amari commerciali, al centro della nostra indagine, è che non sono esattamente amari. Il loro essere morbidi e piacioni, aumenta il numero di clienti. Ma noi volevamo un amaro, non una cosa che deve piacere a tutti. Alcuni esempi dei preferiti (dal sottoscritto):

  • Unicum: Secondo la leggenda, originariamente la bevanda sarebbe stata presentata da József Zwack all’imperatore Giuseppe II d’Austria, (figlio di Maria Teresa d’Asburgo), che dichiarò “Das ist ein Unikum!” (è una specialità!). La ricetta comprende più di quaranta piante medicinali ed invecchia in barili di quercia.
  • Braulio: è un amaro di origine valtellinese a base di erbe. La quantità di amaro non è eccessiva, c’è un buon equilibrio.
  • Benfort: 20 tipi di fiori, radici ed erbe alpine, tra cui il Benefort che in Patois valdostano corrisponde all’Artemisia absintium, l’assenzio. Se volete capire cosa significa amaro.
  • Petrus: anche questo rientra nella categoria degli amarissimi. Lo dice anche lo spot anni ’80:”Petrus, l’amarissimo che fa benissimo!”. Tutto merito della genziana usata senza parsimonia.
  • Amaro 18: storico amaro prodotto con 18 erbe differenti. Tutto sommato ben bilanciato.

I gusti però non si discutono, quindi apriamo un sondaggio tra i bevitori del liquore scuro: preferite gli amari molto amari o quelli più dolci e un po’ ammiccanti? Qual è il vostro preferito?

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