Angelo Pumilia da Planeta: cucina per forestieri

29 gennaio 2014

Gradiva le differenze: forse per questo viaggiò tanto” (cit. Jorge Luis Borges). Sono un divoratore di vocabolari, confesso pubblicamente di avere una vera e propria fissazione per le parole. Sin da quando ero bambino mi ritagliavo un piccolo spazio di silenzio quotidiano nel quale aprivo una pagina a caso del mio fedele Devoto Oli, cercando di trovare i termini più desueti e anagrammabili. La foresteria della famiglia planeta a Menfi è anche il regno dello chef angelo pumilia Un esercizio che mi torna utile quando devo mettere le parole alla mia musica, ma che mi ha anche fatto scoprire quanti vocaboli ormai non usiamo più o ci siamo addirittura dimenticati. Peccato perché la nostra lingua è veramente meravigliosa e meriterebbe di essere studiata molto più a fondo, ma questa è un’altra storia. Qualche mese fa sono incappato nel termine foresteria e questa è la definizione: “Per foresteria si intendono locali adibiti ad alloggio per persone che sono di passaggio o devono temporaneamente dimorare in un luogo”. Non sono d’accordo e ora vi spiego perché: a settembre in una foresteria io ci sono stato e tutto avrei voluto tranne che tornare a casa o pensare che sarei rimasto lì solo per un paio di giorni. Io ci vorrei vivere a La Foresteria della famiglia Planeta (Contrada Passo di Gurra a Menfi).

La Foresteria

Ritorniamo di nuovo in Sicilia che ormai avrete capito essere parte di me (e come non potrebbe) e immergiamoci in uno dei suoi angoli più belli e suggestivi. Siamo a Menfi, tra Selinunte e Agrigento, e sulla sommità di una collina dalle linee dolci e sinuose c’è un piccolo borgo di casette rurali che sono a guardia dei vigneti e degli oliveti che lo circondano. Una cartolina di altri tempi e una sensazione di pace che si può toccare con le mani: questa è La Foresteria, un vero e proprio rifugio per viandanti moderni che trovano in essa un relax da viaggiatori senza tempo e un ristoro di eccellenza che merita, ovviamente, un capitolo a (p)arte. Diego Planeta, oltre cinquant’anni fa, dà il via e sostiene quello che viene considerato il rinascimento del vino di qualità siciliano e la figlia Francesca è oggi uno dei volti dell’azienda nel mondo, assieme ai cugini Alessio e Santi.

La Foresteria

Capasanta con pop corn di riso nero e riduzione di mandarino

I vini Planeta sono un vero e proprio viaggio dall’oriente all’occidente della Trinacria attraverso le sei cantine che rappresentano le diverse varietà autoctone dell’isola. A La Foresteria di Menfi però sono catturato anche dallo chef Angelo Pumilia, che qualche giorno prima ha postato su facebook una foto che lo ritrae in versione sirenetto con una gran bella coda di pesce fresco. Lo chiamano lo chef con il sorriso e ci metto poco a capire che Angelo ha una simpatia e una vitalità contagiosa. È giovane e talentuoso e dirige una cucina di una bellezza rara, fatta di maioliche bianche e blu e di grandi tavoloni di marmo. I fuochi e i forni affacciano direttamente sulle vigne e dalla natura che esplode tutta intorno Angelo sembra prendere inconsciamente ispirazione per i suoi piatti, che viaggiano sull’onda lunga della tradizione gastronomica siciliana con incursioni orientali e un po’ futuristiche. È il caso della Capasanta con pop corn di riso nero e riduzione di mandarino o del dessert giappo-siciliano fatto con Gelato ai fiori di ciliegio e biancomangiare. Una passeggiata tra il Giappone che a maggio celebra l’effimera e brevissima fioritura del sakura (ciliegio appunto) e le coste della Sicilia dove la crema di latte e mandorle è l’ambrosia naturale di ogni famiglia.

La Foresteria

Gelato ai fiori di ciliegio e biancomangiare

Il Giappone è la mia seconda casa. Ci vado spesso e a Tokyo, insieme con la famiglia Planeta e un’importante società di eventi locale, abbiamo appena inaugurato un nuovo ristorante, l’Angelo Court Tokyo, un angolo di Sicilia nel paese del Sol Levante. Ci sono molte più analogie di quelle che si possono pensare tra le due cucine, la necessaria stagionalità dei prodotti e la conseguente freschezza degli ingredienti e poi il meraviglioso accostamento di sapori agri e dolci”: il nostro cuoco è un fiume in piena e la nostra chiacchierata tocca mille argomenti diversi. Mi confessa di essere stato anche un buon violinista, anche se ai trilli ripetuti per anni sotto il ferreo insegnamento del nonno preferì la chitarra, non nascondendo un forte debole per la batteria. La sua storia mi ricorda quella di Stan Frazier, celebre batterista dei Sugar Ray, che dopo aver venduto più di 10 milioni di dischi col suo gruppo, negoziò le sue bacchette per un set di coltelli giapponesi per inseguire il suo secondo sogno della vita: fare lo chef e diventare comproprietario di un ristorante a Newport Beach in California. È bello respirare la genuinità delle parole di Angelo, non ci sono patinature nè sofisticazioni nei suoi discorsi, non percepisco edulcorazioni o conformismo, ho davanti un ragazzo vero, con tante idee e moltissima voglia di fare. E seppur non abbia venduto milioni di dischi, dietro quella cucina della west coast siciliana ci sarà sempre un cuoco pronto a regalarvi milioni di sorrisi. “I just wanna fly”, cantavano i Sugar Ray, continua a volare Angelo!

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