Identità Golose 2014 ospita la Thailandia

6 febbraio 2014

La decima edizione milanese di Identità Golose (nel polo fieristico di via Gattamelata), vede come nazione ospite la Thailandia: 4 chef declineranno il tema Una golosa intelligenza, raccontando la loro esperienza attraverso altrettante ricette sul palco della sala Auditorium, durante la mattinata di martedì 11 febbraio. la nazione ospite di identità golose quest'anno sarà la thailandia, con un focus durante la mattinata di martedì 11 febbraio La Thailandia possiede un territorio vasto e ricco di profumi e sapori, che si spande su tradizioni e influenze disparate; attinge dai paesi confinanti come Cina, Malesia e Laos, riecheggiando culture e religioni per riversare tutte queste componenti nella sofisticata tradizione gastronomica. L’intelligenza della cucina thailandese risiede nel delicato equilibrio con cui si dosano le spezie e le componenti aromatiche: poche cucine utilizzano tanti ingredienti caratterizzanti in contemporanea, eppure i piatti thailandesi, se ben eseguiti, sono tra i più equilibrati che si possano gustare. Acido, piccante, dolce e sapido sono le componenti essenziali della cucina thai, e nell’equilibrio c’è la manifestazione dell’intelligenza dello chef. Le lezioni nella sala Auditorium saranno tenute da 3 tra i maggiori chef thailandesi e dall’unico stellato in Europa per la cucina thai, Henrik Yde. Ecco i 4 appuntamenti nel dettaglio:

  1. Chumpol Jangprai
    Alle 10 aprirà le file delle lezioni lo chef Chumpol Jangprai, tra i più apprezzati in patria: un cultore delle tradizioni gastronomiche, fine conoscitore della cucina che interpreta, innalzandola da popolare a eccelsa, senza smettere mai di cercare una mediazione con i gusti e il palato occidentale.
  2. Prin Polsuk, sous chef del ristorante Nahm di Bangkok, alle 10.45 terrà il secondo intervento e illustrerà gli equilibri di una preparazione thailandese, tesa alla ricerca di un sottile equilibrio tra acidità e piccantezza, sapidità e dolcezza, raccontando il cibo della sua città natale.
  3. Unica stella Michelin in Europa, il ristorante Kiin Kiin dello chef Henrik Yde, interprete indiscusso in una città all’avanguardia come Copenaghen, declina il suo talento in più ristoranti di impronta asiatica; il suo intervento, alle 11.30, verterà sulla valenza della fermentazione degli ingredienti, argomento spinoso e molto dibattuto negli ultimi anni.
  4. Bo e Dylan
    A chiusura della mattina, alle 12.15, l’illustrazione della cucina di due interpreti come Dylan Jones e Bo Songvisava, anima e cuore di uno dei ristoranti sostenibili più intelligenti al mondo secondo il NYTimes, il Bo.lan (Bangkok). La loro filosofia di cucina si potrebbe riassumere nelle parole tradizione e reperibilità (delle materie prime), mirando all’integrazione consapevole di prodotti locali, coniugati a tecniche di conservazione e di cottura tradizionali; il loro intento è la valorizzazione dell’enorme varietà di ingredienti e la salvaguardia del patrimonio gastronomico thailandese. Sarà un po’ come assistere alla chiusura di un cerchio che si aprirà la sera precedente con la cena che elaboreranno e presenteranno al ristorante Trussardi in collaborazione con lo chef Luigi Taglienti, East meets West, dove i piatti e i sapori si rincorreranno in un susseguirsi di portate alternate tra italiane e asiatiche. Perché se una golosa intelligenza è il tema annuale del congresso questo accostamento ci sembra tra i più centrati: intelligenza di creare un equilibrio goloso tra due cucine diametralmente opposte, ma legate dalla peculiarità di una tradizione secolare; un costante adattamento al territorio e la ferma volontà di non fermarsi mai nel migliorare.

Tutti gli interventi arricchiranno la percezione che abbiamo di una cucina così lontana, forse la più elegante in termini di sensazioni organolettiche, regalandoci una volta di più la voglia di viaggiare lontano, anche se solo con il palato.

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