Qual è la tua tisana preferita?

9 febbraio 2014

È facile lasciarsi rapire da immagini piacevoli quando si pensa all’inverno: l’atmosfera mozzafiato della città ricoperta dalla neve, i cieli limpidi delle giornate fredde ma piene di sole, le serate rilassanti davanti al caminetto. Le tisane, oltre che buone, hanno proprietà benefiche per il nostro organismo La stagione più fredda, però, presenta anche un rovescio della medaglia, degli effetti collaterali universalmente detestati: i malanni. Il calo delle temperature, così come la permanenza prolungata in luoghi affollati, rendono il nostro organismo esposto alle insidie di virus e batteri che, tra un bacio e una stretta di mano, mettono a dura prova il sistema immunitario. Fortunatamente, la buona cucina e le proprietà uniche di alcune erbe officinali possono aiutare nell’abbattere i sintomi, per tornare presto in forma. Ecco alcune idee per delle tisane toccasana, ma non dimenticatevi di raccontarci qual è la vostra preferita.

Rosa canina

Tisana alla rosa canina

Il raffreddore è la tipica maledizione dell’inverno, a cui raramente si riesce a sfuggire. Tra le varie tisane a effetto mucolitico e lenente una delle più efficaci è sicuramente quella a base di rosa canina. Questo fiore tipico dei boschi, diffuso su tutto il territorio italiano, è famoso per il suo altissimo contenuto di acido ascorbico, ossia di vitamina C. Proprio questa vitamina è un alleato irrinunciabile per le infezioni virali, perché favorisce la risposta immunitaria riducendo i tempi di guarigione. Per preparare una tisana a base di rosa canina si usano i fiori essiccati, acquistabili in erboristeria. Se ne immerge una quantità a propria discrezione in acqua e si porta ad ebollizione per almeno 5 minuti. Un’alternativa più elaborata e piacevole al palato prevede l’abbinamento con il tè verde, un pizzico di rosmarino e due cucchiai di miele d’acacia, da mescolare e far bollire in 250 ml d’acqua.

Eucalipto e Achillea

Eucalipto

L’eucalipto è da tempo noto per le sue specifiche proprietà sul sistema respiratorio: largamente utilizzato in passato per curare l’asma, prima ancora della diffusione della farmacologia moderna, è ricco di flavonoidi ad azione balsamica, utili per lo smaltimento del muco. Inoltre, il suo profumo intenso funge da vasodilatatore, portando così sollievo alle vie respiratorie occluse. Per una tisana originale, lo si può abbinare all’achillea: un fiore comune in Italia, i cui petali sono largamente utilizzati in erboristeria. La rutina e l’acido achilleo al suo interno sono specificamente indicati per il miglioramento della circolazione, anche negli stati di congestione e febbre. Per preparare l’infuso, si portino a ebollizione meno di una decina di foglie spezzettate di eucalipto, a cui aggiungere un cucchiaio di achillea in polvere. La bollitura deve durare almeno 10 minuti e, ovviamente, prima della degustazione il preparato dovrà essere filtrato.

Malva

Malva

Fra le erbe a maggior effetto lenente della gola e dei bronchi, la malva è una delle soluzioni di preferenza. Il fiore è facilmente riconoscibile grazie alle sue tinte lilla e si trova ovunque in Italia, tanto che si trova anche a ridosso dei centri cittadini o nei parchi comunali. Sia il fusto che i petali sono ricchi di mucillaggini, delle speciali glicoproteine con potere antinfiammatorio che, qualora ingerite, proteggono le mucose con un sottile strato vischioso impenetrabile ai batteri. Preparare un infuso alla malva è facilissimo: basta lasciare in ebollizione un quantitativo a piacere di fiore intero o sminuzzato – non vi sono problemi di sovraddosaggio – e filtrare non appena l’acqua raggiunge una viva colorazione verde. La malva ha un ottimo sapore, basterà quindi solo zuccherare il preparato, ma si può abbinare anche alla melissa, al miele o al limone.

Zenzero

Tisana allo zenzero

Lo zenzero è forse il ritrovato naturale più amico della salute: ricco di vitamine B5, B6, calcio, potassio, manganese, ferro e magnesio, questa radice di antica origine orientale è davvero un toccasana per i più svariati malanni invernali. Non solo le sue precise indicazioni antinfiammatorie lo rendono un ritrovato perfetto per le infezioni da virus e batteri, ma la sua specificità sull’apparato digerente può aiutare a combattere i tipici sintomi dell’influenza gastrointestinale. L’infuso è facile da preparare: basta immergere tre o quattro fette di radice di zenzero in acqua – o qualche cucchiaio in polvere – e portare a ebollizione per una decina di minuti, per poi aggiungere del succo di limone e dello zucchero. In alternativa si può optare per il miele come dolcificante, un alimento noto per i suoi effetti benefici sull’apparato respiratorio. E proprio dalle api e dal miele arriva un valido alleato, uno degli antibatterici più potenti in natura: la propoli. L’estratto, utilizzato dalle api per garantire l’igiene dell’alveare, sarebbe da assumere puro tramite spruzzi diretti in gola, ma qualche goccia può essere di certo aggiunta alle tisane.

Timo

Timo

La pianta del timo è usata da secoli per la cura delle affezioni alle vie respiratorie e per gli stati febbrili, tanto da essere a tutti gli effetti uno degli ingredienti cardine della medicina popolare, dei cosiddetti rimedi della nonna. La pianta è ricca di flavonoidi, dei composti vegetali con alto potere antiossidante, e l’uso è sia in infuso che in olio essenziale. Con quest’ultimo si possono curare le irritazioni della gola, non a caso in erboristeria si trovano appositi spray, mentre con la tisana si combatte il senso di nausea dovuto all’influenza. La preparazione della tisana prevede l’ebollizione per almeno 5 minuti di acqua e un paio di cucchiai da tè di foglie di timo tritate, da filtrare prima della degustazione. All’infuso può essere aggiunto a piacere dello zucchero, del miele, del limone o qualche goccia di succo d’arancia, per aumentarne gli effetti grazie alla vitamina C.

Passiflora

Passiflora

Sebbene la sua peculiarità sia principalmente ansiolitica, la passiflora può essere utilizzata anche come miorilassante, cioè per distendere i muscoli e sciogliere le tensioni – soprattutto al collo – dovute allo stress e all’esposizione al freddo. Ricca di flavonoidi e alcaloidi armanici, cioè dei potenti antispasmodici, una tisana alla passiflora può ridonare serenità, ridurre l’insonnia, stendere i muscoli e affievolire i dolori da postura. Essendo un ansiolitico naturale, e nonostante l’assenza di effetti collaterali di gran sorta, l’assunzione deve essere però controllata e misurata sulle proprie abitudini. È meglio infatti evitarne il ricorso in abbinato ad alcolici e, naturalmente, deve essere rifiutata da chi fa ricorso a benzodiazepine o antidepressivi, perché potrebbe aumentarne gli effetti sedativi e ipnotici. In tintura madre, ovvero in gocce, è da assumere esclusivamente per gli stati ansiosi. Nelle tisane, invece, si ricorre alle foglie intere o spezzettate, da mettere in infusione per una decina di minuti. Data l’enorme varianza delle preparazioni, per le dosi ci si deve attenere a quanto raccomandato dal proprio erborista di fiducia. L’infuso realizzato può essere completato con limone o zucchero, ma non mancano le proposte con valeriana e melissa per velocizzare il rilassamento dei muscoli. Tale combinazione potrebbe però indurre il sonno, quindi si consiglia di ricorrervi soltanto a tarda sera.

Ginseng

Ginseng

Al contrario della passiflora, il ginseng ha un effetto energizzante sull’organismo ed è indicato per quei disturbi invernali legati alla stanchezza, sia mentale che fisica, dall’esposizione al freddo. Originaria dell’Asia e da sempre sfruttata nella medicina tradizionale cinese, la radice del ginseng è ricca di ginsenosidi, delle sostanze che stimolano la reattività dell’apparato muscolare e del sistema immunitario anche durante gli stati febbrili. Normalmente il ginseng si trova in polvere nelle varianti bianca e rossa: quest’ultima deriva da un processo di bollitura a oltre 120 gradi, che ne rende i principi attivi ancora più efficaci. Per le tisane, viene normalmente venduta in erboristeria in dosi preformate, in tutto e per tutto simili alle normali bustine da tè: basterà semplicemente immergerle in acqua bollente. L’effetto energico del ginseng deve suggerire come l’assunzione non si affatto serale, perché renderebbe difficile conciliare il sonno: la peculiarità principale è infatti quella di sollecitare il metabolismo, aumentando i battiti cardiaci e l’attività del miocardio. Per questo è consigliata quando al mattino risulta difficile sollevarsi dal letto, per iniziare la giornata davvero di petto.

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