Il buon cibo come stile di vita: Cascina Barbàn

11 febbraio 2014

Secondo voi si può fare una scelta di vita basata sul cibo? Slow Food docet: c’è chi resiste, c’è chi decide di imbracciare davvero un forcone e mettersi a coltivare per sfuggire a una vita cittadina che non offre poi granchè. la cascina barbàn è un bell'esempio del fenomeno del ritorno alla terra in italia In Italia il fenomeno del ritorno alla terra sta diventando di giorno in giorno sempre più diffuso. Nel nostro Paese questo processo acquista un senso particolare proprio per l’attaccamento che abbiamo al nostro territorio, alle nostre origini e alle nostre tradizioni. C’è chi se ne va dall’Italia – qualcuno con rabbia, qualcuno a malincuore – e c’è chi decide di restare e di provare a fare qualcosa di diverso, riprendendosi il proprio tempo. Mantenere la biodiversità, utilizzando la tecnologia contemporanea, per ottenere una qualità della vita migliore: gli esempi di questo ritorno alla vita agricola sono davvero tanti e uno di questi è quello di Cascina Barbàn, micro realtà in crescita nella Val Borbera piemontese, ad Albera Ligure, in provincia di Alessandria.

cascina barbàn

Maurizio Carucci, già voce degli Ex-Otago, gruppo indie genovese, ha deciso di trasferirsi qui con la compagna Martina Panarese, dando vita a un’idea che frullava da anni nella loro testa: una vita migliore, più lenta, che permetta di decidere davvero che cosa avere nel piatto. Oggi Cascina Barbàn è una realtà ancora piccola ma in movimento: Maurizio si occupa di tessere relazioni con le istituzioni locali e di gestire i rapporti con gli acquirenti. Il progetto è in divenire e per il futuro sono in previsione laboratori esperienziali e di didattica. Per i ragazzi è fondamentale il contatto con il pubblico: ci raccontano che una delle cose per loro più soddisfacenti di questa nuova vita è il contatto diretto, quindi il dialogo con il mangiatore, poiché, spiegano: “non amiamo il termine consumatore, preferiamo mangiatore perché il consumatore consuma in maniera piuttosto inconsapevole e compulsiva, il mangiatore invece è colui che conosce ciò che mangia, sa da dove viene e come è prodotto, e lo mangia con consapevolezza. Non amiamo gli intermediari“.

Fagiolana_bianca_barban

fagiolana bianca di figino

Alla Cascina Barbàn è un piacere ricevere ospiti, come è un piacere raccontare di tutta la produzione e dei progetti futuri. Spiega Maurizio: “Il mangiatore deve avere un ruolo fondamentale in agricoltura, deve sapere che cosa mette nel suo piatto; io, in quanto contadino, glielo voglio spiegare“. La coltivazione di punta di Cascina Barbàn è la fagiolana bianca di Figino, prodotto tipico della Val Borbera, che qui, grazie alle caratteristiche pedoclimatiche, risulta unica: le dimensioni sono più grandi e la buccia leggermente più spessa.

Martina Panarese

Martina Panarese

Qui non si praticano trattamenti chimici di alcun tipo sulle coltivazioni, si utilizzano sementi antiche e l’orto cambia a seconda delle stagioni. Al momento in cascina si producono cavolo nero, verza, rapa di Milano, radicchio di Castelfranco, patate, cipolle, zucche; quest’anno è stata fatta anche la prima vendemmia, un uvaggio di 15 vitigni autoctoni della zona: per il risultato non resta che aspettare.

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