Tartuflanghe: tartufi d’amare

12 febbraio 2014

Nel godere, si vada lenti; nell’agire, in fretta” (cit. Baltasar Gracián y Morales). La passione della famiglia Montanaro nasce da lontano e fortunatamente (per noi viziosi del gusto) non si è mai persa. la famiglia montanaro, partita dalle cucine e dai mercati, ha dedicato la propria vita al tartufo La loro storia è una cavalcata senza paura tra le onde del tempo e dei cambiamenti repentini che hanno caratterizzato il mondo gastronomico in Italia. 50 anni di avventure cominciati sulle navi da crociera come capo-chef e Giuseppe Montanaro, ancora oggi il timoniere dell’azienda Tartuflanghe (a Piobesi d’Alba, in provincia di Cuneo), non si ferma più. Torna ad Alba, in quella zona piemontese che riserva delizie da mangiare a ogni svolta d’angolo, apre un ristorante, Da Beppe, che ben presto viene segnalato dalle guide Michelin come punto di riferimento per i piatti a base di funghi e tartufo; con la moglie Domenica vende tartufi ai mercati e, grazie ad un savoir-faire magnetico e a una grande conoscenza del prodotto, inizia a tessere una tela di clienti affezionati che ancora oggi entrano in azienda per acquistare direttamente i prodotti disponibili.

Tartufo

Domenica ha un’energia contagiosa (quando la incontro sta per prendere un aereo direzione Burkina Faso per andare a costruire pozzi d’acqua) e Beppe è un visionario. Una miscela di capacità che funziona e porta, nel 1990, all’idea principe che lancerà Tartuflanghe nell’olimpo delle aziende specializzate in prodotti gastronomici di alto profilo. Nasce la prima pasta pronta al tartufo del mondo e a cascata il risotto pronto, la polenta e la fonduta, sempre accompagnate dal prezioso gioiello della terra: il tartufo di Alba. I prodotti nascono dalle ricette di Beppe, gran conoscitore della tradizione culinaria del territorio, e preparate mescolando magistralmente tecnologia moderna e rispetto per le materie prime.

Tartufo nero

Oggi a guidare la nave sono Paolo e Stefania, i figli di Beppe e Domenica, che dei genitori hanno conservato la voglia costante di migliorare, aggiungendoci la conoscenza del mondo che corre a 2000 all’ora. Stefania, 31 anni, si occupa della produzione e studia continuamente vere e proprie pozioni magiche per introdurre in linea nuovi prodotti. Da sottolineare il lavoro sui cibi disidratati, sui perlage di tartufo e sulle praline che sono, credetemi, una vera e propria droga. Paolo, la mente economica della famiglia, si occupa del mercato italiano e internazionale. Viaggia, assaggia, fa gruppo con giovani e promettenti chef, organizza cene e sfida quotidianamente le difficoltà burocratiche del nostro paese che, devo ammettere, potrebbero demoralizzare anche il più duro degli imprenditori.

paolo-montanari-tartuflanghe

Ad accompagnare i loro racconti c’è la musica. Un sacco di musica perché in azienda viene diffusa a rotazione una playlist fatta direttamente da Paolo e Stefania. Rock principalmente perché, ammettono quasi all’unisono: “fa bene ai tartufi!”. Tartuflanghe è una realtà bella del nostro paese: i Montanaro’s (sì, mi piace chiamarli così) sono un altro esempio di famiglia italiana tosta e determinata che passo dopo passo ha creato un polo del gusto unico nel mondo. Li ho ascoltati raccontarmi la loro storia e ammettere che in alcuni momenti hanno pensato di arrendersi perché in Italia è sempre più difficile far ascoltare la propria voce e far comprendere che la direzione da prendere è quella della tutela delle nostre unicità, che tra l’altro tutto il mondo ci invidia, e non della limitazione delle potenzialità.

Raccoglitore di tartufi

Spassoso sapere che ancora oggi ingaggiano vecchi raccoglitori del tartufo che conoscono a menadito ogni angolo delle Langhe e sanno estrarre il tubero senza rovinare un ecosistema delicatissimo e irriproducibile dall’uomo. Rispetto della terra, del ciclo naturale di vita del tartufo, innovazione, ricerca continua e voglia di fare. Una ricetta da seguire pena la fine di un sogno reale che sta in bilico tra la lentezza della vera goduria e la velocità del mercato. Si può fare, basta crederci!

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