La verità sullo street food milanese

13 febbraio 2014

Forse per il clima inclemente o forse perché non ci sono grandi mercati come nel resto delle città europee, lo street food a Milano in passato non ha avuto grande successo. a milano lo street food proviene spesso da altre regioni o paesi I traghettatori sui navigli, in servizio fino a qualche decennio fa, preferivano sedersi a una delle trattorie sulla darsena e ordinare un piatto caldo; gli operai erano abituati alla schiscetta portata da casa. Oggi alle due opzioni si sono aggiunti i pasti a domicilio che, in confezioni esteticamente gradevoli e biologicamente sostenibili, raggiungono direttamente le scrivanie degli uffici. Per chi vuole uscire dalle quattro mura, anche e non solo per la pausa pranzo, le alternative sono quindi limitate e sì, si basano quasi tutte sul cibo da strada, ma di altre regioni o paesi. Non resta che ringraziare il cosmopolitismo milanese e provare cosa c’è di buono:

  1. panzerottoIl primo e più noto caso è quello di Luini (via Santa Radegonda, 16): la signora Giuseppina, trasferitasi al nord nel 1949, ha portato dalla Puglia i suoi amati panzerotti. Oggi il locale è considerato uno dei più tipici di Milano: ci si va per i panzerotti fritti e per quelli al forno, per i dolci e per i salati. La fila è sempre lunga, il servizio veloce.
  2. Antica focacceria san francescoSe proprio non tollerate le code, potete ripiegare sulla vicina Antica Focacceria S. Francesco (con sedi in via San Paolo 15, via Piero della Francesca 56 e via Panfilo Castaldi 37). La catena è arrivata a Milano nel 2009, figlia di una storica bottega palermitana, e propone cibi di strada tipici del capoluogo siciliano: panini con la milza, schietti o maritati, arancine di vari ripieni e dimensioni, focacce palermitane e panelle.
  3. Per chi preferisce la focaccia genovese, l’indirizzo giusto è in via Santa Croce 1: alle Focaccerie Genovesi Gregorio Barbieri sforna da quindici anni le sempre apprezzate farinate di ceci e focacce di Recco con ingredienti rigorosamente liguri.
  4. Un assortimento più variegato, che comprende anche panzerotti, pizza con il pomodoro o le verdure, arancine, dolci e torte salate si trova invece da Come una volta (corso Buenos Aires, 88), dove si offre qualche posto a sedere ma si incentiva il consumo di strada.
  5. KioskoPiù insolita è l’offerta del Kiosko di piazza XXIV maggio: a fianco del banco pescheria si preparano al volo fritti di calamari e crostacei. I prezzi non sono a buon mercato, ma regalano la soddisfazione di mangiare pesce fritto dal cartoccio passeggiando lungo i poco distanti navigli.
  6. Il fritto si può trovare anche da Mangiari di strada (via Lorenteggio, 269). Questo locale però, nonostante proponga cibi poveri provenienti da ogni angolo della penisola, è un vero e proprio ristorante: ci si viene apposta, perché è lontano dal centro e dalla maggior parte degli uffici e, per mangiare le piadine, le bombette di Alberobello e perfino il pastrami rumeno, ci si siede ordinatamente ai tavoli.
  7. Giannasi_3Molto più informale è un pranzo consumato da Giannasi (piazza Buozzi): il chiosco di gastronomia più noto di Milano propone, fra le altre cose, polenta fritta e al forno, pollo piccante e altre specialità da mangiare direttamente dalle vaschette di alluminio, seduti sulle panchine nelle vicinanze, ungendosi con soddisfazione le mani.
  8. Ci sono poi i locali stranieri: i negozietti con kebab e felafel abbondano in tutta la città. Fra i migliori ci sono Anatolia Döner Kebab (via Giambellino, 15) e Mekan Kebap (via Carlo Troya, 10 e piazzale Baiamonti, 2), che preparano entrambi in proprio sia il rotolo di carne sia il pane per piadine e panini, con l’aggiunta di felafel, polpette di verdure e anche piccoli dolci.
  9. Per variare sul tema e provare qualcosa di più leggero c’è Mythos (via Maurizio Quadrio, 23), dove si prepara il miglior gyros della città, in pita o in piatto, povero di condimenti ma insaporito dal rinfrescante tzaziki.

Clicca qui per visualizzare la mappa

I commenti degli utenti