Roy Caceres alla prova del questionario di Proust

17 febbraio 2014

Conoscete il questionario di Proust? È un test che divenne famoso perché vi rispose, tra gli altri, il noto scrittore francese Marcel Proust: siamo alla fine dell’800 e a quel tempo, soprattutto in Francia e Inghilterra, rispondere a interviste simili era considerato chic e divertente. abbiamo applicato il questionario di Proust allo chef del Metamorfosi, Roy Caceres: 20 domande per conoscerlo meglio Lo scopo dei questionari era quello di conoscere i gusti e il carattere di qualcuno attraverso una semplice e veloce sequela di domande. Affinché risultasse efficace, bisognava buttarsi sulle risposte senza pensarci troppo, così, d’istinto, in modo da offrire un lato di sé il più sincero possibile. Questo vale oggi come allora: abbiamo voluto applicare il questionario ad alcuni personaggi del mondo dell’enogastronomia. Il primo malcapitato è  lo chef stellato del ristorante Metamorfosi (a Roma, zona Parioli), Roy Caceres. Di lui sappiamo che è nato a Bogotà nel 1977 e che è venuto in Italia seguendo la passione per la cucina e per la pallacanestro. Dopo diverse esperienze sul territorio italiano è approdato a Roma e in pochissimo tempo ha portato la stella Michelin nel quartiere Parioli. Pronti a scoprire il resto?

Il questionario di Proust (con licenze food&wine)

Roy Caceres

Il tratto principale del mio carattere
“La testardaggine”

L’ingrediente preferito
“L’uovo”

La qualità che desidero in un uomo
“La sincerità”

Cosa non mangerei mai
“Provo tutto, sono onnivoro, poi semmai decido di non riprovarci”

La qualità che preferisco in una donna
“Mi ripeto, la sincerità”

Quel che apprezzo di più nei miei amici
“Non ho molti amici, sono piuttosto solitario, ma direi la capacità di ascolto”

Il vino del cuore
“I Riesling e in particolare quelli di Joh Jos Prum”

Il mio principale difetto
“Mi disegnano egoista”

La mia occupazione preferita
“Pensare, non smetto mai di interrogarmi”

Un piatto che avrei voluto creare
“Il tortellino, geniale!”

Il mio sogno di felicità
“Stare bene con la mia famiglia e raggiungere le tre stelle Michelin”

Il colore che preferisco
“Il blu, ma poi scelgo sempre il marrone quando acquisto”

I miei idoli preferiti
“Micheal Jordan”

I miei eroi nella vita reale
“Mio nonno che anche il mio grande rammarico. Avrei tanto voluto che assaggiasse i miei piatti di oggi”

La cosa più bella e quella più brutta del mio mestiere
“La più bella è quando a fine serata i clienti sono soddisfatti; la più brutta è non aver tempo per fare altro, togliendo spazio alla famiglia o a un hobby”

Quel che detesto più di tutto
“Ipocrisia e menzogna”

Il dono di natura che vorrei avere
“Capire di più le persone”

Come vorrei morire
“Da vecchio, addormentandomi; se dovesse capitare prima, facendo qualcosa che mi rende felice in quell’istante”.

Stato attuale del mio animo
“Ora un po’ giù, credo che sia colpa della pioggia degli ultimi mesi”

Il mio motto
“Nel lavoro dico sempre che chi conosce la ragione dei sui gesti, può modificarli. Nella vita dico: tutto è possibile”

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