Al Bicerin a Torino: 250 anni e non sentirli

18 febbraio 2014

C’era una volta il Bicerin. Sembra una fiaba la storia di questo piccolo (anzi, piccolissimo) locale di Torino, nato nel 1763 e appollaiato in un angolo di piazza della Consolata. un locale storico di torino dove si rilassavano personaggi del calibro di camillo benso conte di cavour Oltre a essere un locale storico d’Italia per la sua data di nascita, il Bicerin lo è anche perché vanta la frequentazione di personaggi che fecero l’Italia: qui veniva pressoché tutti i giorni Camillo Benso Conte di Cavour. Alcuni dicono che vi attendesse l’uscita della famiglia reale dalla Basilica della Consolata, proprio di fronte alla bottega; altra voce vuole che invece il Conte incontrasse qui le sue amanti. Fatto sta che ogni giorno Cavour si sedeva a un tavolino del locale e ordinava la sua bevanda preferita, il Bicerin appunto: nipote della più antica Bavareisa, tipica di Seicento e Settecento, allora di gran moda fra nobili e borghesi, composta da caffè, cioccolato, latte e sciroppo di zucchero.

Il Bicerin

L’origine del Bicerin risale invece a inizio Ottocento: questa bevanda, molto diffusa nel XIX secolo a Torino, diede il nome al locale. Viene servito ovunque nel classico bicchiere (bicerin in dialetto piemontese) alto e in vetro, ma possiamo affermare tranquillamente che solo in questo locale la ricetta è rimasta quella originale: caffè, cioccolato e fior di latte, in dosi segrete. Al Bicerin non sempre è facile trovare posto a sedere: famose sono le code davanti al locale, che fanno parte del rito della merenda pomeridiana della zona. Quando si entra non si può non notare l’ambiente, appena otto tavolini di marmo con le boiseries di legno decorate da specchi, e dalla allure di un passato tipicamente sabaudo. Altre specialità maison: lo zabajone in nove diverse varianti (al marsala, al moscato, al Barolo Chinato, per citarne qualcuna), il toast al cioccolato, la Torta Bicerin Torino®.

Bicerin Torino

Non c’è turista che, visitando Torino, non sia passato da questo locale, piccolo gioiellino nel centro della città. Da quando ha aperto, alla fine del ‘700 (ma il suo interno, semplice e del colore del miele, risale invece al 1830), il locale ha sempre avuto una conduzione femminile e per molti anni è stato uno dei pochi luoghi dove le donne potevano mostrarsi sole in pubblico; qui inzuppavano nel bicerin i biscottini al burro, per rompere il digiuno dopo la Messa nella Chiesa della Consolata. Oggi la tradizione in rosa continua con la signora Maritè Costa, aiutata dalla figlia Eleonora. E per il futuro? Da tenere d’occhio la versione 2.0 della famosa bevanda realizzata da Barbara Scabin (sorella di Davide, chef del Combal.Zero): il Cyber Bicerin. Segno che il Bicerin resta e resterà la bevanda iconica di Torino.

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