4 ristoranti thailandesi da non perdere a Milano

19 febbraio 2014

In Italia per un certo periodo la cucina thailandese è stata considerata un’appendice generica del gusto orientale: la si trovava, con involtini e spaghetti saltati, nelle ultime pagine dei menu di molti ristoranti sino-nippo-thailandesi. Spesso è ancora così, ma la situazione è in via di miglioramento. Al congresso di Identità Golose 2014 a Milano la Thailandia è stata ospite d’onore e Try Thai, una nuova iniziativa gastronomica milanese attiva fino al 28 febbraio, permetterà di assaggiare classici della cucina thailandese rivisitati da alcuni tra i migliori chef della città. Nel frattempo vi consigliamo i ristoranti thailandesi da non perdere a Milano:

  1. bussarakham 2Il più conosciuto, anche grazie alla sua posizione a pochi passi dai navigli e dalla stazione di Porta Genova, è Bussarakham (via Valenza, 13). Un pasto qui è una vera e propria immersione nella tradizione siamese: tante piante e arredamento in legno, tavolini bassi e cuscini, oppure sedie con intarsi tradizionali. I camerieri indossano costumi tipici e sono particolarmente cortesi: l’ideale per una romantica cenetta a due, con un menu che comprende classici come il pad thai, ricche zuppe, carni speziate, gamberi e, per finire, dolci di cocco o banana.
  2. Pad thaiMolto tradizionale e dall’atmosfera rilassante è anche Komenn (via Lazzaro Papi, 5), ristorante il cui nome significa rubino dorato. I piatti, presentati con particolare cura, sono quelli della tradizione: polpette di pesce e vegetariane, pad thai con gamberi e pollo, manzo al curry rosso o verde e zuppa di pollo con latte di cocco. Anche la birra è thailandese (accompagnata però da Heineken e da una discreta carta di vini italiani). Oltre che con i dolci di soia, il pasto si può concludere con frutta mista e papaya.
  3. thai squareSe invece cercate un ristorante adatto a un pranzo di lavoro, la scelta migliore è probabilmente il Thai Square (via Cenisio, 8). Qui, a parte qualche decorazione, tavoli e arredamento sono in stile moderno e occidentale. Il locale si rivolge soprattutto alla clientela internazionale, ed è piuttosto frequentato anche da turisti e residenti thailandesi. Il menu è molto vasto e comprende tutte le più note specialità: molto apprezzati sono i bocconcini di pollo avvolti in foglie di banana.
  4. ArtestTutti i ristoranti elencati fin qui sono a gestione orientale: ma c’è una felice eccezione che vale la pena conoscere (e frequentare). Artest (corso Garibaldi, di fronte al numero 117) è nato come piccolo negozio di artigianato, fondato da una coppia italiana amante della Thailandia; da poco più di un anno alla bottega si è aggiunto un caffé – in realtà un piccolo ristorante – che serve una ristretta selezione di specialità. L’ambiente è piuttosto piccolo, con appena una ventina di posti a sedere, ma affascinante: ci si può accomodare su una fila di poltroncine da vecchio cinema, mentre un angolino è riservato a una libreria con volumi e bottiglie di vino e a un tavolino in ferro battuto. La carta è breve, con proposte dal profumo di curry e lemon grass: molte le ricette vegetariane, come gli involtini, le polpette, le zuppe e i piatti tradizionali, fra cui l’immancabile pad thai. I dolci tipici comprendono la crema di riso con mango, ma l’ottima crema pasticcera con scaglie di cioccolato rivela la guida italiana della cucina.

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