Carlo Cracco a Hell’s Kitchen Italia: Cattivissimo me

19 febbraio 2014

Siamo come i bambini: non abbiamo ancora finito la pizza che già pensiamo al gelato. Ecco, a soli 3 giovedì dalla gloriosa finale dal vivo di Masterchef Italia, il nostro cuore sta velocemente archiviando i piagnistei di Rachida, i capelli di Almo, e gli aforismi di Alberto per lasciare spazio al vero evento gastrotelevisivo di questa stagione: Hell’s Kitchen Italia. Carlo Cracco sarà il terribile chef di Hell's Kitchen Italia, dalla prossima primavera su Sky Uno Protagonisti del programma un folto gruppo di giovani cuochi professionisti e ancora lui: Carlo Bellicapelli Cracco. Il cuoco vicentino, lo sappiamo da parecchio, sarà il volto della versione italiana di Hell’s Kitchen, la competizione culinaria più longeva della TV, pronta a sbarcare sulle frequenze di Sky Uno in data ancora da destinarsi. Ma molto, molto vicina. Con un personaggio sui generis come Gordon Ramsay a cui ispirarsi, l’ideatore del format a stelle e strisce, saranno davvero scintille fra i fornelli. Ed è lo stesso Cracco a confermarlo: “in cucina non c’è spazio per la tenerezza”. Eh, lo avevamo capito.

Un po’ di storia

Gordon Ramsay

Hell’s Kitchen nasce nel 2003 nel Regno Unito da un’idea del cuoco inglese superstar Gordon Ramsay, sebbene la fama internazionale sia giunta solo con l’edizione statunitense due anni più tardi. Al centro dell’intera competizione un ristorante, l’omonimo Hell’s Kitchen di Los Angeles, Hell's Kitchen è una tortura psicologica, un percorso fatto di tensioni, insulti, crisi di pianto e attacchi di panico dove due squadre di cuochi professionisti si sfidano per conquistare un ruolo da executive chef in una delle molte cucine di lusso di proprietà dello stesso ideatore. Quella a cui saranno sottoposti i concorrenti, però, sarà tutto fuorché una gara culinaria in senso stretto: Hell’s Kitchen è una tortura psicologica, un percorso fatto di tensioni, insulti, crisi di pianto e attacchi di panico, un “centro d’addestramento militare per chef professionisti che vogliono vincere qualcosa di importante”, così come lo stesso Ramsay la definisce. Piatti scaraventati con violenza al suolo, spergiuri da record, litigi che spesso rischiano di finire in rissa: sono questi gli ingredienti di base delle ricette televisive di Gordon Ramsay.

Le regole del gioco

Gordon Ramsay

16 i concorrenti, divisi nelle squadre degli uomini e delle donne, per due momenti distinti in ogni singola puntata. Nella prima parte i cuochi vengono sottoposti a una gara di abilità: la creazione del piatto più originale a partire da una disponibilità limitata di ingredienti, assaggi alla cieca per scoprire i segreti di una ricetta preparata dallo stesso Ramsay, prove a tempo, interrogazioni a sorpresa sul menu e molto altro ancora. i concorrenti devono affrontare due fasi distinte della gara ad altissimo tasso di adrenalina, con lo spauracchio dell'eliminazione Al termine di questa fase, la squadra migliore si aggiudica un pomeriggio di relax e divertimenti, la perdente rimane a Hell’s Kitchen per compiere gravosi compiti di cucina. La seconda parte vede invece l’apertura del ristorante a un pubblico solitamente VIP: oltre 100 i coperti per un servizio completo, con cucine a vista e gli occhi dei clienti sempre puntati sugli spaventanti cuochi. Spaventati è dire poco, perché è proprio in questa fase che Ramsay dà il peggio – o il meglio – di sé: insulti, turpiloquio e piatti gettati nell’immondizia, tratteggiano una cucina che è più luogo di espiazione dei propri peccati professionali che placido percorso davanti alle telecamere. Chi perde, dovrà nominare i due peggiori, uno dei quali a scelta del tiranno sarà eliminato definitivamente.

Hell’s Kitchen Italia: la sfida di Carlo Cracco

Nel luglio del 2013 Sky Italia e Magnolia hanno annunciato la produzione dell’edizione italiana di Hell’s Kitchen con Bellicapelli Cracco al timone. I casting si sono chiusi lo scorso settembre, ma l’intera produzione è ancora sotto il più stretto riserbo. 16 anche qui i concorrenti totali, selezionati non solo fra i cuochi ma dall’intero universo della ristorazione italiana. Cracco assicura di tirar fuori la parte più cattiva si sé per tener testa al collega inglese Si vocifera che il format sarà di più ampio respiro rispetto a quello statunitense con un maggiore accento sulla fase del loft, dove i concorrenti trasporteranno gioie e malcontento ben oltre i confini della cucina. In un’intervista apparsa la scorsa estate su TV, Sorrisi e Canzoni, Cracco ha regalato al pubblico le prime impressioni su questa nuova avventura televisiva. Arrivare dopo Ramsay non sarà facile, ammette, ma la strada per i concorrenti non sarà per questo in discesa: la cucina non è certo luogo per i pavidi di cuore e la determinazione è l’unica arma per arrivare al successo. “I concorrenti di Hell’s Kitchen sono chef professionisti. È sì uno show, ma è molto reale. In quell’ambito nessuno è tenero. Essere rigorosi e precisi fa parte del mestiere. Se sbagli un piatto, poi il cliente si lamenta. Devi pretendere sempre il massimo”.

Carlo Cracco

Il paragone con Ramsay sarà forse improprio, ma al cuoco vicentino pare non manchino le unghie affilate. In una intervista di diverso tempo fa, dichiarò di tenersi molto durante Masterchef, avendo a che fare con cuochi amatoriali. Si può solo immaginare, allora, cosa potrà succedere con gli addetti al mestiere di Hell’s Kitchen. Certo, non vi saranno forse gli spergiuri da collezione dell’insulto con cui Ramsay ha abituato il suo pubblico, ma Cracco è capace di intimorire anche lo chef più quotato con uno solo dei suoi severi sguardi. Proverbiali i suoi “muoviti!”, “daiiiii!” “non l’assaggio nemmeno, perché fa schifo”, “questo piatto è come te, insulso!”: tra spietatezza e un briciolo di perfidia, la gara promette di essere davvero all’ultimo sangue.

I commenti degli utenti