Roma: 12 ristoranti con un’ottima carta dei vini

21 febbraio 2014

Una domanda: per voi quanto conta che un ristorante abbia una carta dei vini interessante? Quanto incide sul vostro giudizio finale dell’intera esperienza? Lo chiediamo perché di recente, sempre più clienti usano la carta dei vini come una bussola per orientare la scelta di un ristorante. Come dire: prima viene il vino. Per fortuna, le opportunità che offre una grande città come Roma sono davvero molte e lungi dal voler essere esaustivi con questa lista, abbiamo selezionato 12 ristoranti romani di fascia media (più o meno), dove la carta dei vini è davvero interessante e accessibile.

  1. Cesare
    Cesare al Casaletto (via del Casaletto, 45) A un tiro di schioppo da Villa Pamphili, una delle migliori trattorie della capitale, gestita dal patron Leonardo Vignoli, con garbo e solide basi. Tradizione e materie prime in cucina, atmosfera famigliare, carta dei vini pensata, dove ai classici si affianca una bella selezione personale, con grande attenzione al rapporto qualità/prezzo.
  2. La Barrique  (via del Boschetto, 41/b) Dopo la ristrutturazione di due anni fa, quello che era soltanto uno dei migliori winebar di Roma è divenuto un ristorante vero e proprio. Il menù cambia secondo mercato, con un occhio al portafoglio e l’altro alla tradizione rimodernata. Ottima la carta dei vini, frutto dell’appassionata selezione di Fabrizio Pagliardi.
  3. Epiro
    Trattoria Epiro  (Piazza Epiro, 25) Un’apertura recente, una formula giovane ed originale, una carta giocata in larga parte sulla scelta di vini cosiddetti naturali e di piccoli produttori in genere (anche se qui stiamo parlando di una lista ancora non definitiva e in via di sviluppo). Posizionato di fronte al mercato rionale, offre menu a prezzi contenuti, ispirati dai prodotti in vendita sui banchi.
  4. Ferrara (Piazza Trilussa, 41) Ex convento, situato sulla piazza che funge da porta d’accesso alla movida trasteverina, è diviso in tre zone: quella del ristorante elegante ma informale, la sala dell’osteria Ferrarino, con prezzi più contenuti e la zona mescita, con un’ampia scelta di bottiglie in quotidiana rotazione. In cantina oltre 25.000 bottiglie: non patirete certo la sete.
  5. Le Ninfe (via G. Antamoro, 65) Ci troviamo nel quartiere residenziale della Bufalotta, quasi al limite con il GRA, che abbiamo preso come confine per la nostra selezione. Si mangia bene, in questo piccolo ristorante: cucina creativa, ma non troppo, ma il locale è più conosciuto dagli appassionati romani del bere bene per la ricca carta dei vini, con ricarichi molto contenuti.
  6. Primo al Pigneto
    Primo al Pigneto (via del Pigneto, 46) Cucina di territorio con grande attenzione alla scelta delle materie prime. Lo chef Marco Gallotta interviene con belle variazioni personali sulle solide basi della tradizione, mentre la cantina, di tutto rispetto, con una carta in continuo aggiornamento, denota una grande attenzione al rapporto qualità prezzo.
  7. La Gatta Mangiona (via F. Ozanam, 30) Qui parliamo di ottime pizze e non solo. Spesso le si accompagna a una birra, come del resto si può fare anche in questo locale, dotato di un’apposita lista con decine di valide proposte. La carta dei vini propone una validissima selezione di etichette perfette per esaltare i sapori di qualunque tipo di pizza scegliate.
  8. Interni, Antico Arco
    Antico Arco, (piazzale Aurelio, 7). In cima al Gianicolo, il ristorante di Patrizia Mattei propone una cucina che è un mix di tradizione e innovazione, nell’interpretazione mediterranea dello chef Fundim Gjepali, in un ambiente elegante e caldo. La cantina, ricavata in una grotta del complesso delle catacombe di San Pancrazio, contiene oltre 20.000 bottiglie.
  9. Casa Bleve, (via del Teatro Valle, 48). In uno storico palazzo del centro, a due passi da Piazza Navona. Un nome che da più di quarant’anni è sinonimo di grandi scelte enogastronomiche, un menu di impronta classica e rassicurante curata dalla moglie di Anacleto, la signora Tina, le cantine, forse, più belle di Roma, con un muro di epoca augustea perfettamente restaurato.
  10. Checchino dal 1887  (via di Monte Testaccio, 30). È lì, vicino allo storico mattatoio, da quasi un secolo e mezzo. Menu dedicato alla romanità, vero tempio del quinto quarto, spettacolare cantina scavata nelle viscere del monte dei Cocci, centinaia di etichette, molte delle quali laziali, con qualche vino altrove introvabile.
  11. Enrico Pierri
    Il Sanlorenzo (via dei Chiavari, 4) di Enrico Pierri, è uno degli indirizzi cittadini sicuri per chi ama il pesce. Il pescato, in bella vista come del resto la cucina, predispone fin dall’ingresso ad una serata speciale. La carta dei vini è ricca di vini con personalità forti, pescati, è il caso di dirlo, anche tra aziende emergenti. Anche chi vuole affidarsi ai grandi nomi, però, troverà quel che cerca.
  12. Chinappi (via A. Valenziani, 19). Sede romana dello storico ristorante di Formia, una famiglia con la passione per il pesce che scorre nelle vene. Materia prima di eccellenza, preparazioni rispettose della tradizione. Carta dei vini non enciclopedica, ma con proposte per tutti i portafogli, incentrata da Stefano su scelte territoriali, con una bella sezione dedicata alle bollicine.

Avete qualche altro consiglio da darci? E sinceramente, scegliete anche voi un ristorante in base alla carta dei vini?

 

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