Le castagnole più buone sono senza barriere

24 febbraio 2014

Le castagnole sono uno dei classici dolci di Carnevale. La loro bontà è nota a tutti e ne esistono infinite versioni: preparate con farina di mandorle, al maraschino, all’anice, alla ricotta, al cioccolato e chi più ne ha più ne metta. la onlus cuochi senza barriere nasce dall'idea di quattro giovani chef a maggio 2013 Ognuno ha i suoi gusti, ma non è aggiungendo ingredienti golosi che si raggiunge la ricetta perfetta: per ottenerla bisogna sottrarre qualcosa di immateriale: le barriere. Abbattere tutte quelle barriere sociali che troppo spesso limitano la fruizione della buona cucina a un pubblico elitario. L’hanno intuito quattro giovani cuochi che a maggio dell’anno scorso hanno fondato la onlus Cuochi Senza Barriere: si tratta di Roberto Di Pinto, cuoco al Bulgari Hotel di Milano e Alessandro Miocchi, Francesco Di Lorenzo e Giuseppe Lo Iudice de Il Pagliaccio di Roma.

frappe cuochi senza barriere

frappe preparate coi ragazzi della casa famiglia domus

L’obiettivo di questi quattro chef è rendere democratica e accessibile a tutti l’alta cucina. Come? Passando i preziosi giorni di riposo cucinando per la gente che mai potrebbe permettersi un pasto nei ristoranti dove lavorano. Un esempio? Ogni lunedì tengono due lezioni di cucina presso la casa famiglia Domus per ragazzi affetti da trisomia 21, conosciuta anche come sindrome di down. Siamo andati a trovarli durante il primo incontro che hanno tenuto lo scorso 17 febbraio: il menu prevedeva frappe e castagnole di Carnevale, ovviamente senza barriere. Per l’occasione abbiamo anche intervistato due dei giovani chef, Giuseppe e Alessandro:

Come nasce l’iniziativa Cuochi Senza Barriere?
L’abbiamo copiata da un amico: lui è Dj Senza Frontiere e suona nelle carceri, in case famiglia  e negli ospedali. Ci siamo resi conto che la stessa cosa poteva e doveva essere applicata all’alta cucina“.

Qual è il vostro scopo?
Far conoscere le emozioni dell’alta cucina a chi non avrebbe mai la possibilità di provarle“.

Cuochi senza barriere

gli chef impegnati durante sant’ambrogio senza barriere

Come avete cominciato?
Dai colloqui con l’ufficio Servizi Sociali del comune di Roma che ci ha consigliato di fondare la onlus. Abbiamo fatto pratica tenendo lezioni di cucina per gruppi scout, poi abbiamo avviato la collaborazione con l’organizzazione milanese Pane Quotidiano. Insieme a loro abbiamo cucinato il pranzo di Sant’Ambrogio per i senzatetto e una volta al mese prepariamo la merenda per i ragazzi orfani delle case famiglia di Milano. In autunno, con i soldi raccolti in 6 cene da Eataly Roma, abbiamo affittato un terreno ad Albano Laziale e avviato il progetto Crescere Dalla Terra per far praticare l’ortoterapia a ragazzi con disabilità mentali. Tutti i prodotti coltivati vengono acquistati dal ristorante Il Pagliaccio finanziando così il progetto“.

Va bene ragazzi siete degli eroi, ma perché lo fate?
Stiamo dietro i fornelli dalle 9.00 all’1.00, dal martedì al sabato. Lavoriamo per un mondo chiuso su sé stesso e comunichiamo sempre con il solito pubblico. La maggior parte degli chef è fissata per le guide, le classifiche, le stelle. Bisogna tornare con i piedi per terra, manca completamente il nesso fra professionalità e società! Condividere quello che sappiamo fare con il mondo vero ci emoziona e ci rimette al mondo“.

pane quotidiano cuochi senza barriere

gli chef con l’organizzazione milanese Pane Quotidiano

La più grande soddisfazione?
Lorenzo: ha 24 anni, è un alunno di Crescere Dalla Terra e durante le cene di beneficenza viene a darci una mano in cucina. La dimostrazione che questo lavoro può davvero essere di grande aiuto a tutta la società“.

Ci date la vostra ricetta delle castagnole?
Allora: con 200 g di farina 00 create un vulcano; all’interno del cratere versate due uova, 50 g di zucchero, la buccia grattugiata di un limone non trattato, un goccio di Mistrà, un pizzico di sale e 8 g di lievito chimico; amalgamate bene tutti gli ingredienti, aggiungete 40 g di burro ammorbidito e continuate a lavorare fino a ottenere una palla d’impasto liscia. Formate delle palline delle dimensioni di una castagna e poi friggetele in una padella di olio di semi bollente. Quando sono dorate scolatele su carta assorbente e cospargetele di zucchero“.

Il prossimo appuntamento?
Lunedì 3 marzo cuciniamo una cena in ricordo di Nino Manfredi, scomparso 10 anni fa, colpito da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). I proventi andranno alla onlus Viva La Vita che si occupa di migliorare l’assistenza domiciliare per le persone affette da questo morbo“.

Sembra tutto troppo dolce per essere vero, ma dopo aver assistito a una loro lezione vi assicuriamo che questa dolcezza non stanca e non basta mai. Anche se Anna, un’alunna di Crescere Dalla Terra, mentre assaggia l’ennesima castagnola che ha preparato insieme ai suoi compagni esclama: “Dovrò iscrivermi in palestra!”.

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