Festa Vico: intervista a Gennaro Esposito

24 febbraio 2014

Il sole degli ultimi giorni, così caldo per essere pieno inverno, ci ha costretti a proiettarci nella bella stagione e l’evento foodie che darà il benvenuto all’estate è sempre lo stesso da 11 anni: Festa a Vico. Un evento che ha cambiato pelle trasformandosi da raduno tra amici chef, ad happening gastronomico da non perdere per gourmet, addetti ai lavori, ma anche per semplici appassionati, un numero sempre più consistente.

Festa a Vico Bikini

Partita con l’edizione zero nel 2002, ideata da Gennaro Esposito (Torre del Saracino, Vico Equense), quest’anno la kermesse si terrà dall’8 all’11 giugno e sarà dedicata ai Maestri: Il prossimo giugno, dall'8 all'11, torna Festa a Vico dedicata quest'anno ai grandi maestri “cioè – ci spiega lo stesso Esposito – a tutte quelle persone che per la nostra generazione di chef, cioè la mia, quella di Bottura, Uliassi, Scabin, Cedroni e gli altri, sono state le figure di riferimento, coloro che ci hanno insegnato ad amare la nostra professione. Figure i cui nomi magari non diranno niente ai più, ma che a noi, da ragazzini, hanno trasmesso la passione e il rispetto per questo lavoro, le basi su cui costruire il nostro futuro. Sono stati loro ad aiutare ognuno di noi a trovare la propria personalità in cucina”. La Festa a Vico è cresciuta anche (e si vede) in autorevolezza, divenendo un appuntamento di riferimento per l’alta cucina: “Nell’edizione 2014 ospiteremo il Summit della Cucina Italiana nel mondo, con ottanta chef provenienti da ogni Continente. Faremo il punto sullo stato dell’arte della cucina italiana fuori dall’Italia”. 

Bikini notte

Quali le criticità esistenti secondo te?
“L’immagine romantica e vecchio stile, che non corrisponde assolutamente alla nostra cucina contemporanea e a come noi la pensiamo e la proponiamo. Esiste un divario su cui dobbiamo lavorare per scrollarci di dosso questa patina di polvere che ci ingrigisce e che danneggia nel mondo la ristorazione italiana. Tutti sappiamo che la nostra cucina – grazie ai prodotti, alle tecniche di cottura, alle tradizioni, alla cultura culinaria insita nel DNA di ognuno – è la migliore del mondo, ma ancora non ne sappiamo sfruttare appieno le potenzialità: ecco perché a Vico arriveranno anche grandi chef, come Mark Ladner de Del Posto, a New York che, pur essendo un americano doc, fa una grande cucina italiana”.

Quale sarà l’evento di punta di quest’anno?
“In realtà abbiamo fatto in modo che ogni giorno della festa abbia grandi contenuti, che sono stati spalmati durante l’intera quattro giorni: dallo Street Food, alla notte bianca dell’enogastronomia, quando tutti i negozi e le attività commerciali di Vico ospiteranno i giovani chef emergenti, e il la cittadina diventerà un grande ristorante all’aperto, coinvolgendo anche la Marina di Seiano. Martedì sera, il 10 giugno, sarà la volta del gemellaggio degli chef stellati italiani con i colleghi provenienti da tutto il mondo, poi avremo, come sempre, il concerto di beneficenza. Nel 2013 abbiamo avuto il regalo Nicola Piovani, e anche quest’anno ospiteremo un grandissimo nome della musica, ancora top secret”.

A proposito dello Street Food, che è un tema portante della Festa, che ne pensi dell’esplosione di quest’anno, attraverso programmi tv e libri?
“Negli anni si sono modificati stili di vita e consumi, la gente esce molto di più e quindi ha bisogno di modalità diverse di consumare il pranzo e la cena, modalità che peraltro sono sempre esistite nella tradizione enogastronomica italiana. Credo che, in relazione a questo tema, la sfida prossima futura che attende noi chef consista proprio nel confrontarsi con scenari di qualità ma anche di innovazione nel modo di fare, ma anche di pensare e quindi di proporre la cucina”.

Infine, il tuo punto di vista sul successo e sulla partecipazione di pubblico ogni anno crescenti?
“È un segnale incoraggiante: la gente ha voglia di conoscere l’enogastronomia italiana e il cibo, elemento che unisce le persone come niente altro. Nel cibo ci sono la nostra memoria, le nostre radici, la voglia di scambiarsi emozioni e di stare insieme”.

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