Se fossi un Riesling: Verdicchio di Collestefano

25 febbraio 2014

È una frase che sento spesso: i prodotti alimentari biologici costano troppo, o perlomeno vengono giudicati inaccessibili per una spesa quotidiana, addirittura saltuaria, nei negozi specializzati. Quello che sembra assodato per frutta e verdura, sembra non esserlo per il vino: non è la norma che un vino proveniente da agricoltura biologica (se non biodinamica) sia più caro di un vino proveniente da agricoltura convenzionale. Sono molti gli esempi virtuosi in proposito: uno di questi è certamente quel piccolo miracolo che avviene a nell’azienda Collestefano a Castelraimondo, comune nei pressi di Matelica, nelle Marche. In questa regione nasce uno dei vini che negli anni si è imposto al giudizio della critica e degli appassionati per qualità e longevità non comuni, con il plus di essere proposto a un prezzo commovente: il Verdicchio.

Vendemmia collestefano

Cominciamo dal principio: la famiglia Marchionni acquista una piccola azienda nel 1978; la svolta però avviene solo 20 anni dopo, quando Fabio, fresco di studi di enologia e di ritorno da una importante esperienza vinicola in Germania, dà vita al progetto di Collestefano. Un solo vino e un solo vitigno: il Verdicchio, interprete di un terroir nordico nelle caratteristiche climatiche e in grado di donare vini di grande acidità e longevità. il verdicchio di matelica ha molti punti di contatto con il riesling tedesco L’azienda, biologica certificata dal 1995, si è ampliata negli ettari vitati e nelle tipologie, affiancando al Verdicchio di Matelica anche uno spumante metodo classico, sempre da uve Verdicchio, e il rosato Rosa di Elena da uve Sangiovese, in prevalenza, e Cabernet Sauvignon. Ma è sempre il Verdicchio di Matelica Collestefano a fare la parte del leone e anche l’annata 2012 dimostra che Fabio è sempre più una certezza nella produzione bianchista italiana. Splendido il tenue dorato brillante, luminoso e invitante, è nell’olfatto però che i punti di contatto col Riesling tedesco trovano una conferma lampante: l’agrumato di mandarino, limone, pompelmo anche in scorza è l’anello di congiunzione con la il vitigno renano, a cui si aggiungono una dolce e tipicissima mandorla, la speziatura di zenzero e timo, e una sensazione salmastra e rocciosa. È il tipico naso giovanile di questo vino che nella sua strada troverà la complessità dei tocchi mielosi, canforati e floreali di ginestra, oggi appena accennati.

Collestefano

Il sorso è teso, salato, acido, agrumato, come un riesling trocken della Ruwer, con il medesimo incedere ritmico e succoso, con la stessa classe cristallina. E con un prezzo che lascia a bocca aperta: acquistando un cartone da 12 sul sito si spendono 90 € spedizione inclusa. 7,50 € a bottiglia per un vino in grado di regalare soddisfazione immediata e in grado di affrontare l’invecchiamento in maniera egregia (a oggi 2004 e 2006 sono splendide e giovanissime). Per l’abbinamento rivolgetevi al mare, come l’insalata di scampi e avocado per un perfetto matrimonio con la dolcezza del crostaceo e la forza fruttata dell’avocado.

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