Commenti su TripAdvisor: arrivano le querele

28 febbraio 2014

Un inverno caldo, quello di TripAdvisor. Dopo il caso del ristorante di Brescia, con l’invito agli utenti del noto portale di andare a cenare altrove, è oggi il turno delle querele. Giunge notizia da Venezia, infatti, di una denuncia voluta da un esercizio pubblico per difendere l’attività dalle ingiurie riportate online.

I fatti

Osteria vecio pozzo

Il tutto nasce nel 2012 quando Alessandro Lanza, titolare dell’osteria Al Vecio Pozzo, rileva su TripAdvisor dei commenti non proprio edificanti da parte di un turista statunitense, tal TonyL815. L’uomo, nonostante abbia elogiato le pietanze consumate nel ristorante, non avrebbe avuto alcuna remora morale nel giudicare il servizio: armato di tastiera, pare abbia pubblicato degli insulti rivolti al personale. Così il proprietario – supportato dall’avvocato, i colleghi e i dipendenti – ha optato per una querela per ingiuria e diffamazione, sia contro l’utente che contro l’intero TripAdvisor, quest’ultimo accusato di aver omesso ogni forma di controllo. Il percorso legale non è però stato privo di intoppi. In prima battuta, il pm Massimo Michelozzi ha richiesto l’archiviazione del procedimento, per l’impossibilità di identificare il responsabile. I legali del titolare si sono però opposti, così il caso è stato esposto al gip Andrea Comez che, nei prossimi giorni, deciderà se proseguire le indagini o confermare l’archiviazione proposta dal pm.

TripAdvisor, di chi è la colpa?

Trip Advisor

Non si entrerà nel merito della causa, sarà l’autorità giudiziaria a fornire adeguata risposta. La vicenda è però interessante per analizzare il fenomeno TripAdvisor, sempre più di frequente al centro della cronaca. Il sito più famoso dedicato ai viaggi, infatti, si caratterizza per una nutrita community di commentatori – 35 milioni si ipotizzano siano le recensioni ospitate – e per le polemiche che queste generano tra clienti e ristoratori. Quando si ravvisa la possibilità di un reato, però, la responsabilità è dell’utente o del portale? Rispondere a questo quesito non è semplice. Tripadvisor declina ogni responsabilità relativa al giudizio personale espresso dagli utenti, ma la legge potrebbe non essere d'accordo Nei termini di utilizzo riportati sul sito, ad esempio, viene specificato come tale responsabilità sia del singolo utente, sebbene lo staff del portale si riservi il diritto di rimuovere e segnalare alle autorità competenti tutti gli interventi che violano le regole della community o le norme vigenti. Così si legge “TripAdvisor non controlla né cura l’edizione dei Messaggi dell’Utenti pubblicati o distribuiti su questo Sito, compresi quelli presenti in tutte le chat rooms, bollettini informativi o altri forum di comunicazione, e non sarà in alcun caso responsabile per tali Messaggi dell’Utente. TripAdvisor comunque si riserva il diritto di cancellare, a suo insindacabile giudizio, senza avviso, Messaggi dell’Utente e/o Contenuti del Sito”.

Inoltre, in caso di contenziosi legali, pare che la sede di riferimento sia quella dell’azienda in Massachussetts, nonostante TripAdvor detenga uffici anche in Italia: “Il sito è sotto il controllo di TripAdvisor LLC, ed è gestito da TripAdvisor LLC, dai suoi uffici nei pressi di Needham, Mass, USA. Accedendo al Sito, utilizzandolo o pubblicando su esso, tu e TripAdvisor espressamente convenite che tutte le controversie, le azioni legali, o le altre questioni derivanti o connesse al tuo uso di questo sito saranno soggette alla Legge del Massachussets (USA) senza alcuna applicazione dei principi di diritto internazionale privato da essa previsti.”.

Date queste premesse, sarà certamente interessante capire come la questione verrà risolta.

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