Roma: i migliori ristoranti dimenticati

3 marzo 2014

Quante volte avete scelto un ristorante perché andava di moda? Sicuramente più spesso di quanto pensiate. Nell’era di massima diffusione delle guide gastronomiche (dalle classiche cartacee a quelle in rete), delle app che segnalano il ristorante giusto a portata di smartphone, dei forum animati da appassionati (spesso veri e propri opinion leader) che consigliano il locale imperdibile e imprescindibile per un gourmet degno di tal nome, non è infrequente che alcuni ristoranti diventino un must che non si discute, un posto alla moda, per tornare all’inizio del discorso. capita che alcuni locali validi vengano scalzati da nuovi ristoranti di moda giudicati imperdibili dall'onda mediatica Quasi sempre i posti segnalati dagli amici esperti, o dai guru dei blog specializzati sono locali ottimi, in cui difficilmente si rimane delusi. Ma c’è sempre il rovescio della medaglia: a volte capita che un ristorante, sulla cresta dell’onda mediatica per una stagione più o meno lunga, improvvisamente scompaia dalla lista dei più amati senza una motivazione apparente, se non quella di essere scalzati da locali di nuova apertura, magari con un format più moderno e accattivante. Questo non significa però che locali un po’ dimenticati non siano ancora ottime scelte per passare una serata piacevole. Ecco alcuni locali di Roma che solo qualche stagione fa erano consigliati e recensiti da migliaia di appassionati e che negli ultimi tempi si sono ritrovati lontani dalla luce dei riflettori, ristoranti dimenticati ma sempre validi.

  1. giuda ballerinoGiuda Ballerino (largo Appio Claudio, 346). È stato uno dei locali più innovativi della ristorazione romana a cavallo del nuovo millennio, inaugurando il nuovo corso della coraggiosa cucina gourmet in piena periferia. Dal 2008 si è aggiunto lo spazio dell’Osteria, con il trasferimento nella nuova sede. Classici sempre in carta, anche in versione low cost , in osteria.
  2. Le Tre Zucche (via G. Mengarini, 43). Ristorante sempre premiato dalle guide per il rapporto qualità prezzo: fin dall’apertura, nel 2006, ha riscosso grandi consensi spinto anche dal passaparola tra appassionati. Da poco ha raddoppiato con l’apertura della bottega adiacente, dove acquistare prodotti di qualità, prendere un aperitivo o per una cena leggera dopo cinema.
  3. Grappolo D’Oro (piazza della Cancelleria, 80). In pieno centro, a pochi passi da Campo de’ Fiori, un ristorante per mangiare ottime interpretazioni della tradizione romana e non, in una zona ricca, ahimè, di trappole acchiappaturisti. Un locale dall’arredo semplice e familiare, adatto a cene con amici o pranzi festivi in famiglia, a costi contenuti.
  4. ParisParis (piazza di San Calisto, 7). Un altro dei posti che sembrano fuori dalle consuete rotte dei gourmet romani è questo solido ristorante del centro di Roma, che rimane un punto fermo della ristorazione tradizionale di qualità. Piatti ben eseguiti, con punte di assoluta eccellenza (come nel caso dei carciofi), atmosfera familiare e servizio informale ma senza sbavature.
  5. Al Ceppo (via Panama, 2). Un ristorante che più tradizionale non si può. Atmosfera calda e rassicurante, perfetta per una cena tranquilla e rilassata. Piatti della tradizione marchigiana, rivisitati e arricchiti in stagione da tartufo di Acqualagna, carni speciali. Costo medio-alto: la qualità si paga, anche qualche piatto ci pare un filino caro.
  6. Osteria di Monteverde (via P. Cartoni, 163). Una trattoria moderna che poggia su ferme basi fatte di rispetto della tradizione e delle materie prime. Piatti romani rivisitati con tecnica e creatività, ma senza la ricerca ossessiva del fuoco d’artificio. Carta dei vini adeguata alla tipologia della cucina, ambiente assai rumoroso con il tutto esaurito.
  7. Trattoria MontiTrattoria Monti (via di San Vito, 13/a) Un’istituzione del quartiere Esquilino, appena dietro Piazza Vittorio. I Camerucci gestiscono questo ristorante, perché il termine trattoria ci sembra un po’ riduttivo, dagli anni ’70, proponendo una cucina di sostanza con prodotti di grande qualità, provenienti in buona parte da fornitori della loro regione d’origine, le Marche.
  8. Osteria dell’Angelo (via G. Bettolo, 24) Il locale di Angelo Croce, ex campione di rugby, resta immutabile nella formula del menu a prezzo fisso, che prevede la scelta di primi, secondi e contorni (tutti della tradizione romana, senza eccezioni), ma con antipasto standard e ciambelline con il cesanese dolce per dessert. Rassicurante, senza fronzoli, a costi ragionevoli.
  9. Colline Emiliane (via degli Avignonesi, 22) Autentica enclave emiliana nel centro di Roma. Gestito da quasi cinquant’anni dalla stessa famiglia, propone i piatti più classici della cucina regionale: tagliatelle e paste ripiene preparate tutte le mattine, bolliti e carni della tradizione: insomma, il trionfo della cucina di casa. Per chi non vuole brutte sorprese.
  10. tram tramTram Tram (via dei Reti, 44) Da più di vent’anni nel quartiere di San Lorenzo, nel reticolo di vie dove la vita è scandita ancora dal passaggio del tram. Un po’ osteria, un po’ bistrot d’epoca, lontano dalle riproposizioni modaiole di oggi, gestito dalla famiglia Di Vittorio con passione e cortesia: il menu si snoda tra proposte della cucina pugliese e della tradizione capitolina, con una buona proposta di vini per tutte le tasche.

Ci siamo forse dimenticati qualche altro ristorante dimenticato? Non si sa mai…

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