21 piccoli segreti di Carlo Cracco

7 marzo 2014

Un uomo determinato, ma generoso, con la famiglia al centro del proprio mondo e che fa fatica a trovarsi un difetto: le risposte alle domande in stile questionario di Proust, in due righe, sembrano dire questo di Carlo Cracco. 21 domande veloci e dirette per scoprire qualcosa in più sul giudice di masterchef, carlo cracco Il più sexy degli chef italiani ha decretato ieri sera, insieme agli altri due moschettieri della cucina in tv – Barbieri e Bastianich, interrogato la scorsa settimana – il vincitore della terza edizione di Masterchef: Federico. Lui, in verità, è già indaffarato da tempo su altro, ovvero sul nuovo ristorante milanese Carlo e Camilla in segheria: chissà se punta ad altre stelle, il cuoco che voleva farsi prete. Intanto strizza l’occhio dalle pagine dei giornali in veste modello Diadora. A Cracco le copertine piacciono, non vi è dubbio, ma ha sempre il pregio di quel distacco un po’ ieratico (forse merito dei cenni di vocazione) che lo salva dall’egoriferimento insopportabile. Si è sempre circondato di collaboratori bravissimi (qualche maligno dice anche migliori di lui), ma questo è un segno inconfutabile di un narcisismo che scende a patti con l’idea della squadra che vince.

Le risposte di Carlo Cracco al nostro questionario

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Il tratto principale del mio carattere
La tenacia

L’ingrediente preferito
Il riccio

La qualità che desidero in un uomo
La lungimiranza

Cosa non mangerei mai
Tutto ciò che non è fatto con amore

La qualità che preferisco in una donna
La determinazione

Quel che apprezzo di più nei miei amici
L’allegria

Il vino del cuore
Troppi per citarne uno

Il mio principale difetto
Mmm…

La mia occupazione preferita
Cucinare per i miei cari

Un piatto non mio che avrei voluto creare
Non mi sono ancora pentito di nulla

Il mio sogno di felicità
Rendere felici gli altri

Il colore che preferisco
L’azzurro

I miei eroi nella vita reale
Sono tutte persone comuni che fanno parte della mia quotidianità

La cosa più bella e quella più brutta del mio mestiere
Bella il rapporto con la gente; brutta il dormire poco

Quale sarebbe per me la più grande disgrazia
Non poter condividere ciò che faccio con la mia famiglia

Il paese dove vorrei vivere
L’Italia ovviamente

Quel che detesto più di tutto
La saccenza

 Il dono di natura che vorrei avere
Saper disegnare

Come vorrei morire
Felice!

Stato attuale del mio animo
Indaffarato

Il mio motto
Vince solo chi è convinto di poterlo fare

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