Junior MasterChef: intervista a Bruno Barbieri

12 marzo 2014

Orfani di MasterChef non disperate: domani 13 marzo parte su Sky la prima di stagione di Junior MasterChef Italia, format che gli scorsi anni ha già mietuto successi a livello internazionale. domani 13 marzo partirà la prima edizione italiana di Junior MasterChef Protagonisti saranno 14 piccoli aspiranti chef di età compresa fra gli 8 e i 14 anni, scelti tra oltre 3000 bambini provenienti da tutta Italia: questi mini appassionati di cucina e talenti in erba capaci di creare piatti in grado di stupire i loro colleghi adulti, ripercorreranno le gare del format senior, con tanto di Mystery Box, Invention, Pressure Test e sfide in esterna a squadre, ma non ci sarà la tensione della gara e della competizione. I tre giudici che in Junior MasterChef, più che giudicare, guideranno i giovani concorrenti attraverso i dieci episodi, saranno Alessandro Borghese, Lidia Bastianich e Bruno Barbieri. Proprio lui, giudice inflessibile di MasterChef insieme a Carlo Cracco e Joe Bastianich è l’anello di congiunzione fra i due programmi. Agrodolce l’ha intervistato per voi.

Junior masterchef

Come ti è sembrata quest’avventura, rispetto a quella del tuo MasterChef?
Potrei dire davvero straordinaria. Mi sono anche un po’ emozionato, perché anche io da ragazzino avevo questa grande passione per la cucina, questa voglia di fare. È stata subito evidente la preparazione dei ragazzi, derivante dalla loro educazione alimentare, nata nelle famiglie. Una preparazione che davvero non mi aspettavo, ma che senz’altro è dovuta alla diffusione e al successo di programmi televisivi come MasterChef, che ha cambiato il modo di fare cucina degli italiani: adesso tutti cucinano molto di più a casa. E questo è un bene per tutti noi: significa che la nostra cultura, le nostre radici, la nostra società e il nostro Paese possono rinascere attraverso il cibo”

Oggi almeno il 25% dei ragazzi da grande vorrebbe fare lo chef: che ne pensi?
Tutto il bene possibile, almeno smetteranno di voler essere tutti calciatori . Se i ragazzi di domani faranno gli chef, attraverso il cibo potranno raccontare le storie non solo loro, ma anche di altri e di un intero territorio: quello a cui appartengono. Si incroceranno delle grandi storie italiane“.

Come è cambiato il tuo modo di rapportarti ai concorrenti?
Devo dire di non essere cambiato nel giudizio, ma ho cercato di pretendere meno tecnica e di far intuire le cose da fare“.

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Ragazzi così giovani conoscono le ricette locali delle zone da cui provengono?
Non solo le conoscono, ma sanno tante altre cose: dalla patatina con gli hamburger al menu del ristorante stellato dove vanno con i genitori. Diciamo che sono open minded, grazie all’educazione alimentare che hanno ricevuto e ricevono dai genitori: assaggiano e provano tutto, mangiano la verdura e ne apprezzano i sapori, sanno preparare una pasta perfettamente al dente“.

Come si è trovato con i suoi colleghi, Lidia Bastianich e Alessandro Borghese?
Benissimo. Amo Lidia perché è una figura chiave per la cucina italiana negli USA e non solo, inoltre perché mi ricorda situazioni della mia famiglia: dover emigrare perché non c’erano soldi né lavoro. Alessandro è un vero uomo di spettacolo, con la competenza di uno chef. In studio nei confronti dei ragazzi è stato il fratellone maggiore. Personalmente mi sono divertito moltissimo: e spero che Junior MasterChef diverta anche tutti gli italiani“.

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