Oliviero Toscani boccia Foody, la mascotte di Expo 2015

12 marzo 2014

Foody, la mascotte scelta per l’Expo 2015 di Milano, non piace proprio a tutti. E non solo perché sul web da giorni si discute del pupazzo, un volto sorridente fatto di frutta e verdura, ma anche perché a esporsi sono personaggi di spicco dell’universo dell’immagine. Fra questi Oliviero Toscani, grande fotografo spesso impegnato in campagne pubblicitarie d’impatto, il quale non ha utilizzato mezzi termini per definire l’icona voluta nel capoluogo lombardo. E in un’intervista per il settimanale Vita commenta i significati dichiarati di Foody, quello di voler esprimere sinergia fra i Paesi e l’alimentazione del mondo: “Una cagata. Una spiegazione molto scema. Vuota. Di plastica come il prodotto grafico“.

mascotte expo 2015

Non è però forse solo Foody a indispettire il fotografo, ma forse l’intero Expo nel suo complesso. Dedicato al cibo, alla nutrizione sana, ma anche all’emergenza alimentazione nel mondo, sembra proprio che l’evento meneghino sollevi dubbi sin dai suoi esordi, non solo per l’icona elaborata da Disney Italia. disney italia ha elaborato l'icona che rappresenterà l'expo 2015 a Milano Non è di certo un segreto: il progetto per la kermesse è passato attraverso cerchi infuocati, tra rinvii, problemi nello stanziamento dei fondi, opere in ritardo e altre annullate. “Un evento sul cibo per sfamare il mondo ed è tutto taroccato. È tutto OGM. È tutto sbagliato” spiega l’artista, un percorso “partito male sin dall’inizio“, un evento “mediocre come il loro Foody“. E il nodo della questione non sarebbe tanto nell’evento in sé, quanto nella mancanza di cultura degli organizzatori, con cui pare Toscani abbia avuto già modo di interagire: “Ho avuto a che fare con alcuni personaggi. È un disastro. Ho provato a metterli in contatto con alcuni colleghi tedeschi che avevano delle idee e dei progetti, non c’è stato niente da fare. Non si riesce neanche a parlare con loro, non ascoltano”.

L’ad di Expo 2015 Giuseppe Sala con Foody

Tornando alla mascotte incriminata, Toscani sostiene come la scelta di Disney sia stata probabilmente poco lungimirante, perché la casa di produzione di contenuti per bambini sarebbe troppo lontana dal concetto di design che un appuntamento come quello di Expo 2015 dovrebbe rappresentare. E se un suo collaboratore avesse avuto l’idea di presentare un simile progetto, l’avrebbe “licenziato in tronco“, perché “quella roba lì è ridicola, fa pena. È una vergogna. Parlo da milanese. Smirne avrebbe fatto meglio, peccato. Avrebbero dovuto eleggere i turchi. Non siamo a livello delle grandi città mondiali“. E voi cosa ne pensate? Milano merita l’Expo 2015? E l’Expo merita Foody?

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