Mercati di Roma: Ponte Milvio

19 marzo 2014

Andare al mercato è sempre un’emozione forte e coinvolgente. Gli occhi si riempiono dei colori dei banchi, le narici dei profumi del cibo, il cuore dei sorrisi e delle storie dei venditori. Ma allora perché stiamo letteralmente lasciando morire i migliori mercati rionali delle nostre città? un mercato nato tra le due guerre e ora costretto a dividere lo spazio con un colosso degli elettrodomestici Perchè andiamo a fare la spesa nei supermarket, magari di catene estere, per saturarci gli occhi coi neon, gonfiarci i polmoni di aria condizionata ed esaurire la pazienza in coda alla cassa davanti a una cassiera svogliata? Dopo aver visitato il mercato Trionfale, quello dell’Esquilino e il mercato rionale di Ponte Milvio a Roma, questo è quello che mi chiedo. Nato a cavallo fra le due guerre, questo mercato un tempo si teneva nel grande piazzale che unisce la chiesa Gran Madre di Dio a Ponte Milvio; da maggio 2008 è stato trasferito, pardon, nascosto sotto la grande struttura che ospita un noto megastore di elettrodomestici. Da quel momento a oggi i 76 banchi con licenza (più una trentina di abusivi) si sono ridotti a una quarantina e molti venditori hanno abbassato definitivamente le saracinesche: “S’incassa pochissimo” mi confessa amaramente Renzo, affabile proprietario di un banco di abbigliamento.

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Nonostante la crisi però, molti venditori resistono con orgoglio e passione offrendo prodotti eccellenti, selezionati e preparati col cuore. È il caso di Domenico Piazzolla del banco Ghiottonerie (di nome e di fatto): vende funghi freschi e secchi, prodotti pugliesi e soprattutto ogni tipo di frutta disidratata, morbida e saporita, di quella che conserva ancora un po’ di acidità e non si attacca ai denti. Domenico la mescola insieme per farne macedonie gustose ed energetiche a cui aggiunge semi di canapa ricchi di omega 3 e vitamina: il perfetto cibo da passeggio di metà mattina.

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Esattamente di fronte a Ghiottonerie c’è un meraviglioso banco di pasta fresca, anzi freschissima visto che la produzione continua sotto gli occhi dei clienti tutta la mattina. È il box della famiglia Biaccini che, dal 1947, vende i formati di pasta tipici della nostra penisola: dai tagliolini alle busiate, dagli gnocchi ai tortellini, tutto è autoprodotto.

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Poco più avanti sulla destra potrete imbattervi nel grande banco di Mauro, fruttivendolo da 41 anni. L’offerta tra frutta e verdura è ampia e i prezzi sono nella media (sodissimi carciofi romaneschi a 1 € l’uno): quasi tutto proviene dai campi di Albano Laziale. Chiedete consiglio su quale sia la merce migliore perché, prima di vendervela, Mauro ve la farà assaggiare. Allo stesso banco trovate anche ottime ricottine e mozzarelle di bufala campane.

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Sempre per quanto riguarda l’ortofrutta, proprio nella piazzetta del mercato, dove la copertura si apre e lascia entrare qualche raggio di sole, c’è il bel banco di Ornella e Silvana. si trova davvero di tutto, dal pesce di anzio ai supplì fritti al momento Vendono verdure già pulite, insalate miste con erbe di stagione, funghi freschi, tartufi, asparagi selvatici e quanto di meglio ha da offrire ogni periodo dell’anno. Per il pesce potete contare su Ivano: il suo banco è un po’ nascosto ma vi basterà chiedere indicazione a qualche venditore per essere ben indirizzati. Due volte a settimana Ivano partecipa all’asta del pesce di Anzio, mentre per il resto dei giorni si rifornisce al mercato ittico di Guidonia; possiede anche un grande complesso di vasche alimentate ad acqua marina per molluschi e aragoste. Per il pane e la pizza c’è il forno di Rita e Sergio (box n° 1). Sono entrati a far parte della squadra del mercato di Ponte Milvio da soli tre mesi ma il loro lavoro è già apprezzato da tutti. Sfornano pane fresco tutte le mattine fatto con l’impasto della pizza e supplì e polpette sono fritti al momento.

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Se amate la carne questo è decisamente il vostro mercato: al box n° 14 la macelleria di Claudio Del Monaco vende carne bovina di razza Marchigiana e ottimi conigli ripieni pronti da infornare. Mentre dalla parte opposta del mercato la grande macelleria della famiglia Artibani è una vera e propria istituzione: qui la carne bovina è per il 90% di razza Danese e la vetrina è una festa di colori, arricchita dalle meravigliose preparazioni di Angela, la cuoca di famiglia. Qualche esempio? Arista di maiale con lardo di Colonnata, pere, pistacchi e cioccolato fondente, pronta da infornare o da cucinare al tegame; i muffin con carne di vitella, zucca e taleggio, gli straccetti pinoli e pancetta, i cornetti di pasta sfoglia con fettine di vitello e prosciutto crudo e molte altre leccornie.

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il flash mob alla macelleria artibani

Proprio mentre capito davanti al bancone della macelleria, quelli che pensavo essere clienti in attesa intonano Libiamo ne’ lieti calici di Giuseppe Verdi: è un flash mob organizzato dalla famiglia Artibani che per intrattenere e ringraziare i clienti ha ingaggiato il coro del teatro dell’Opera di Roma. Segue aperitivo gratuito a base di polpette al sugo, battutine di manzo e Prosecco. Ennesima dimostrazione dell’orgoglio e della caparbietà di chi nei mercati ci è cresciuto e prova inconfutabile che fare la spesa in questi posti sia sempre e comunque un’esperienza che riempie il cuore.

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