Schiscetta: 10 idee per la pausa pranzo in ufficio

31 marzo 2014

L’esercito di uomini e donne fedeli alla schiscetta, termine popolare che indica il contenitore del pranzo al sacco, è stato snobbato e maltrattato fino a ieri. Oggi però è l’ora della rivincita. La pausa pranzo in ufficio è infatti ormai completamente sdoganata, complici i budget ristretti, i tempi risicati, e l’esigenza di superare indenni l’anno lavorativo. negli ultimi anni la sana ed economica abitudine di portare il pranzo in ufficio sta diventando sempre più popolare Le regole di base sono poche ma essenziali. Se siete neofiti, procuratevi una bella sportina di quelle termiche, in modo da evitare sbalzi di temperatura e pericolose fuoriuscite di cibo. In secondo luogo, un set efficiente di posate vere, resistenti. Lasciate in ufficio, se possibile, una serie di oggetti e condimenti che potreste dimenticare a casa e che sono sempre utili: tovaglioli di carta, postate di riserva, sale, pepe, spezie, olio, dentifricio e spazzolino. Gli ingredienti che utilizzerete per cucinare devono essere freschi, di stagione, pieni di vitamine, e leggeri. Basta con la pasta scotta del giorno prima, l’insalata di pasta o riso bollito e scatolame, o il tonno sott’olio che chiede pietà. Ricordate sempre una porzione di verdure e un frutto per spezzare la giornata e, infine, seguite i nostri 10 consigli per la schiscetta perfetta:

  1. pappa al pomodoro
    Zuppe e vellutate
    : il fresco ci sarà ancora per poco, e alle zuppe realizzate con ingredienti tipicamente invernali da scaldare nel microonde dell’ufficio, preferite ad esempio una minestra di carote e zucchine, una vellutata di piselli o, meglio ancora, una pappa al pomodoro con due foglie di basilico fresco e un giro d’olio. Per i più bisognosi di energia, una crema di ceci o una crema di fave con cicoria ripassata può andar bene. Bastano pochi tocchi di minipimer per partire da un’ottima base di legumi.
  2. Polpettone mon amour: la nonna, si sa, ha sempre ragione, specialmente da quando vi ha confidato la sua ricetta segreta per avere il polpettone brunito fuori e succoso dentro. Lo fate una volta, lo congelate a fette e avete risolto per le pause pranzo delle prossime tre settimane. Ottimo macinato, qualche spezia e un contorno di finocchi ripassati o una patata al microonde possono fare miracoli per l’umore. Alternativa? Il polpettone di tonno.
  3. Il confezionamento della  torta rustica ricotta e spinaci
    Le quiche:
    le torte rustiche – come quella di ricotta e spinaci – fanno parte della nostra formazione, ammettiamo. Stanno tra le carte di Uno e i panini al latte con formaggino Mio e prosciutto cotto della festa delle medie. Allora tanto vale far lavorare il robot per impastare una briseè al volo, mentre spadellate velocemente qualche verdura – asparagi, spinaci, broccoli, zucca, verza, cavolo, carote, e realizzare così una quiche lorraine o un’altra torta rustica. Tanto poi finisce tutto sotto una hecoltre di pasta, non state troppo a dargli retta.
  4. Frittata: a volte penso che il mio padre putativo sia Fantozzi: a me la frittata piace, pure tanto. Veloce da fare, succosa, mutevole, arrendevole sotto la forchetta. Il trucco è non strapazzare troppo le uova e non seccarla nel microonde. Per il resto, funge da riciclo di quasi qualsiasi cosa.
  5. Carboidrati alla riscossa: c’è un mondo oltre la pasta. Un riso venere con zenzero e asparagi e un tocco di formaggio, un poco di farro con broccoli, carote, mela e scaglie di mandorle, un piatto di orzo con tonno, pesto e piselli. L’ideale è preparare la sera prima e lasciare il tutto ad insaporire. Non dovete neanche aspettare il turno per il microonde.
  6. La preparazione dell'insalata greca
    Insalatona chic
    : lo dico e non lo nego, a me una buona insalata piace. Riccia, sedano, mele, gorgonzola e qualche gheriglio di noci ad esempio, funziona alla grande con una piccola spruzzata di aceto. Anche un’insalatina, germogli di soia, pere e Roquefort con condimento di aceto balsamico e miele regala soddisfazioni. Oppure una greca, una waldorf, una caesar con pollo non fritto. Se non vi abbiamo convinto siete autorizzati a tornate al mais con tonno in scatola.
  7. Spezzatino misto: già lo stracotto gode di favoritismi non trascurabili normalmente, figuratevi in formato schiscetta. Morbido, condito, corroborante, pronto in anticipo. Tutto sta nel progettare la sera prima una cottura adeguata, anche in pentola a pressione. La scarpetta nel finale batte ogni ricompensa aziendale a fine mese.
  8. Lo sformatino di cavoli prima della cottura
    Sformati vari
    : siamo sullo stesso territorio dello spezzatino. Per la cottura basta prendere una verdura a caso di stagione, lessarla, ridurla grossolanamente in piccoli pezzi, quindi condire a piacere con formaggio o salsa, e magari pangrattato. Tanto per dirne qualcuna: sformato cavoli, di broccoli con besciamella, gateu di patate, tortino di finocchi gratinato, zucca e topinambur. Persino il petto di tacchino affumicato sembra appetibile.
  9. Tartare: qui, lo ammetterete, c’è del genio. Tartare confezionata in sottovuoto dal vostro macellaio, di quelle lavorate al coltello. Tirate fuori dal frigorifero un’oretta prima del consumo, quindi aprite il sacchetto, condite a piacimento e accompagnate con insalata e un po’ di pane. Se c’era anche del buon vino era domenica.
  10. SchiscettaPanino giusto: a fare un panino sono buoni tutti. Il trucco è non anticipare i tempi: al prosciutto un rapporto di lungo corso con pane e formaggio non fa bene. Optate per caprino e mostarda, verdure grigliate e feta, culatello e parmigiano a scaglie, puntarelle e pecorino. In ultimo: hamburger di ceci o spinaci appena passato in microonde, con cazzottino, pomodoro e pecorino fresco. Altro che tramezzini.

Sappiamo che tra di voi ci sono degli esperti in materia di schiscette. Quali sono i vostri suggerimenti?

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