Umberto Cosmo e Cinzia Canzian: galeotto fu il prosecco

2 aprile 2014

Un’idea che non trova posto a sedere è capace di fare la rivoluzione” (cit. Leo Longanesi). Umberto Cosmo e Cinzia Canzian: Bellenda e Le Vigne di Alice, entrambe a Carpesica in provincia di Treviso. Separati in cantina ma uniti nella vita. La coppia del prosecco, quello vero, quello buono da volerne ancora e anche un po’ di più. umberto e cinzia, legati nella vita e nel lavoro, possiedono due aziende dedicate al prosecco a Carpesica, provincia di Treviso Sono strade che si incontrano perché così era scritto, cervelli originali che trovano nell’altro il completamento necessario, passioni diverse che convergono verso un’unica direzione: eccellere, sapendo e volendo farlo. Sono tante le coppie legate nella vita e sul lavoro e sono le storie che preferisco raccontare perché, secondo me, non c’è nulla di più bello del saper unire amore e impegno, comprensione e sacrificio. Umberto e Cinzia hanno storie diverse ma una musicalità e un’attitudine rock pari a quella della coppia pluripremiata Ike e Tina Turner: lei è anche amante delle complesse armonie di Wagner ispirate dai miti nordici e dalla poesia ermetica, lui impazzisce per l’oboe barocco di Haynes Bruce e mangia pane ed economia. Entrambi però si sono ritrovati a rivoluzionare uno dei prodotti più rappresentativi del nostro paese: il prosecco.

Bellenda

Bellenda

Tra le tante e meravigliose DOCG italiane, che si snodano tra nord e sud senza badare ai desueti confini regionali, quella del prosecco è forse la più imponente a livello numerico, nonostante questo sia sempre stato un vino considerato, stupidamente, di serie B. il prosecco degli anni '60-'70 era servito a fine pasto, ma adesso la realtà è cambiata e questo vino ha conquistato lo spazio che merita Cinzia dice che: “Negli anni ’60-’70 il prosecco è stato quello che non doveva essere. Era servito sempre a fine pasto, con il dolce, e alcuni ci aggiungevano un po’ di zucchero per poterlo tenere in scia con gli altri vini dolci italiani. È da poco che si è iniziato a fare il prosecco come Dio comanda e infatti i risultati si vedono. Abbiamo lottato e continuiamo a lottare per garantirgli lo spazio e il rispetto che si merita”. Umberto ha subito le idee chiare: fin dagli inizi dell’attività capisce, con i suo fratelli, che si deve cambiare la percezione delle persone sul prosecco e che un nuovo tipo di comunicazione può essere l’arma più adatta a farlo. Allora, forte di un prodotto curato, studiato e di qualità elevatissima, prende in mano carta, forbici e idee e inizia a disegnarsi le etichette, a trovare nomi accattivanti e a diffondere forsennatamente l’idea che il prosecco vada interpretato a tutto tondo: “Provatelo con le seppioline in umido, con una bella fetta di soppressa e perché no, la versione rosè è perfetta anche con la pizza. Non voglio essere ecumenico, il prosecco ha i suoi limiti ma sono molti meno di quelli che si pensa”.

Le vigne di Alice

Le vigne di Alice

Prende le valigie Umberto, e gira il mondo conquistando nel tempo qualcosa come 28 paesi. Un’altra eccellenza italiana capace di vedere oltre. Cinzia nell’azienda Bellenda impara un mestiere, passa tutte le fasi lavorative, dal magazzino agli uffici, dalle vigne alla vendita. Arriva il momento di mettersi in gioco e decide di sfidareil marito a colpi di bottiglie. Apre Le vigne di Alice con la socia Pierfrancesca Bonicelli e porta una ventata tutta femminile in questo mondo dominato dal testosterone. Life is a bubble, questo è il loro motto e devo dire che, riflettendoci, hanno proprio ragione. Bollicine in costante movimento che racchiudono saperi antichi e li declinano al presente; cuore veneto e cervello globale, scoppiettii intuitivi ripieni di professionalità e dedizione.

cucina madre

Cucina Madre

Tra le tante cose a colpirmi di Cinzia e Umberto c’è la loro attenzione al mondo dei giovani, troppo spesso sottovalutato dai mille baroni cadenti che popolano il nostro paese. da cucina madre molti bravi chef si alternano ai fornelli sperimentando con il proseccoNoi adulti non siamo i detentori della verità, abbiamo esperienza certo, ma ormai siamo corrotti dai pregiudizi, dall’idea di essere già arrivati. Ogni nuova idea viene sottoposta ai nostri due figli, 18 e 20 anni, e ai loro amici. Gli facciamo vedere etichette, brochure e presentazioni e spesso sono anche gli assaggiatori ufficiali dei nostri prodotti. Sono giudici imparziali, sono puri e dicono le cose come stanno, senza peli sulla lingua; capita di continuo che grazie a loro aggiustiamo il tiro”. E sono proprio i loro ragazzi a custodire con allegria e parsimonia la bellissima Cucina Madre, sempre a Carpesica, luogo a metà strada tra un golfo mistico e una dimora accogliente immersa nella Bubblevalley; un posto dove si sperimenta insieme a bravi chef che si alternano ai fornelli e si provano tutti gli abbinamenti possibili con il loro prodotto d’eccellenza. Insomma c’è attenzione in ogni cosa, apertura mentale totale e un cammino costante verso nuove sfide. Ok ok, ora però versatemi un SC1931 o un Punto G che mi è venuta sete!

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