Tutte le uova della Gatta Mangiona a Roma

11 aprile 2014

Il momento è catartico a Roma: non solo numerosi locali e continue inaugurazioni, ma anche grandi certezze e rinnovati sodalizi. Tra tanti è questo il caso del gruppo che si ritroverà dietro i fornelli per la cena di lunedì 14 aprile a Roma, che gioca intorno al tema delle uova. Tutto prende forma nello scenario della La Gatta Mangiona, pizzeria incastonata tra le viette impervie di Monteverde. Il terreno di gioco è messo a disposizione da Giancarlo Casa, patron e anima propulsiva della pizzeria e della ricerca che dietro si cela a molte delle preparazioni più estrose servite al locale. Protagonisti della serata saranno anche Gianfranco Pascucci di Pascucci al Porticciolo (Fiumicino), Roberto Liberati, Corrado Tenace e Stefano Callegari.

Agrodolce

Giancarlo, partiamo dal nome della cena, Gatta ci c’ova. Perché proprio le uova?
Tutto nasce da un gruppo di amici in vacanza. L’anno scorso creammo tutta una cena attorno al tema dell’ostrica, un alimento che prima della degustazione prevede un rito di apertura e scoperta. Quest’anno ci siamo diretti sul tema dell’uovo immediatamente, senza lunghe ricerche o riflessioni. Il titolo è volutamente un indizio sulla simbologia dell’uovo, tutta racchiusa sulla energia creativa che vi risiede. Poi, c’è anche un omaggio al locale della Gatta che ospita la serata. In fondo si tratta di una serata nata tra amici”.

I protagonisti della serata, infatti, non sono casuali
No, esatto. Siamo tutti amici da molto tempo: ci saranno Gianfranco Pascucci, lo chef stellato del ristorante Pascucci al Porticciolo, l’angelo della carne Roberto Liberati, l’uomo dei ricci Corrado Tenace e l’inventore del trapizzino Stefano Callegari. Non saremmo qui a giocare con il contenuto delle uova, tuttavia, senza il ruolo determinante di un amico comune, un gourmet prestato alla professione: assieme a Gino Manfredi, infatti, abbiamo tracciato il fil rouge della serata”.

La gatta mangiona

Come nasce l’idea di un tema così ampio da affrontare?
In completa leggerezza. Proprio per l’amicizia che ci lega, tutte le persone coinvolte nell’organizzazione della cena si sono ritrovate – tranne il Liberati – in settimana bianca. Tra una pista e l’altra è venuta fuori l’intenzione di replicare una cena come quella fatta l’anno scorso, dove l’ostrica era proposta sia al naturale che in abbinamenti insoliti. Diciamo che prima di tutto volevamo ritrovarci in cucina assieme e poi abbiamo pensato di allargare la cosa”.

Quanto impegno e quanto ricerca c’è dietro un evento del genere?
Sicuramente tanto. Per quanto riguarda i piatti, ognuno di noi ha cercato di esprimersi al meglio nella propria specialità: siamo esigenti con la materia prima e ricerchiamo per noi stessi e per gli amici la soddisfazione di testa e di pancia nel piatto. Anche per la parte alcolica abbiamo coinvolto nella scelta degli abbinamenti gli amici di Remigio e della Barrique. La verità è che si trattato di un lavoro di concerto e di coinvolgimento di un gruppo di amici affiatati, affamati e soprattutto e divertiti dalla partecipazione reciproca”.

Quindi: ricci nature, elaborazione di carne e uova di gallina, tonnarello al burro e caviale su carpaccio di mare e carne, trapizzino con uovo in trippa, uova di quaglia alla scozzese, sono solo alcune delle portate della serata di lunedì, abbinate a champagne, riesling e altre grandi bottiglie. La domanda nasce spontanea: tra tutte le uova che la natura offre – uova di riccio, uova di trota, uova di quaglia, bottarga e via dicendo – voi quale preferite?

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