Ho partecipato alle selezioni di Hell’s Kitchen Italia

14 aprile 2014

La cucina dell’inferno è famosa in America e in Inghilterra per la forte pressione a cui sono sottoposti i concorrenti e per la valanga di insulti riservata loro da Gordon Ramsay. Da quanto si evince dal promo del programma, Hell’s Kitchen Italia (in onda dal 17 aprile) non sarà da meno: a “capo dei gironi” non ci sarà però un personaggio vulcanico e irascibile bensì Carlo Cracco, chef notoriamente gelido e ponderato. un'amica di agrodolce ha partecipato alle selezioni di hell's kitchen italia e ci ha raccontato com'è andata Certo è che per soddisfare tutto il sadismo di noi spettatori, i concorrenti dovranno essere dotati di grande capacità di sopportazione o essere affetti da una forte sindrome masochista: pare infatti che siano stati scelti proprio in base a queste caratteristiche. Un’amica di Agrodolce, che preferisce restare anonima, ha partecipato alle selezioni di Hell’s Kitchen Italia rischiando di finire nella cucina dell’inferno, anche se poi non è stata presa. L’abbiamo incontrata settimana scorsa in un caffè romano e ci ha raccontato tutto su come si sono svolti i provini. S. ha poco più di 30 anni, bella presenza, fresca, solare. Non ha frequentato l’istituto alberghiero, la vocazione per la cucina è arrivata dopo la laurea in critica del cinema al DAMS e un’esperienza lavorativa di 4 anni in un’agenzia di comunicazione: “La parte che mi divertiva di più era progettare i menu con gli chef per le cene di gala, così a certo punto mi sono iscritta a una scuola di cucina e ho cominciato a lavorare. Sono stata nelle cucine di due ristoranti parigini e un anno e mezzo da Romeo con Cristina Bowerman”.

Anonimo

Le faccio il terzo grado per cercare di capire perché lei sia stata chiamata per il provino mentre tanti “altri cuochi che hanno compilato la domanda non sono mai stati chiamati pur avendo curricula di tutto rispetto”. Com’è capitato all’amica che ha iscritto S. al provino: “Mi ha coinvolto una collega che non voleva provarci da sola. Abbiamo compilato una lunghissima domanda d’iscrizione online prima dell’estate. I provini erano previsti per fine luglio e il 25 ho ricevuto la convocazione telefonica a Milano. Ho rifiutato ma tre giorni dopo mi hanno ricontattata chiedendomi di ripensarci. Così ho accettato. Ho pensato velocemente a un piatto da proporre e il 30 luglio mi sono presentata agli studi milanesi di Magnolia“.

Come si sono svolte le selezioni?
Niente code alla Masterchef, tutto molto ben organizzato e ben studiato. Ci si registrava compilando un altro questionario, ma in più c’erano anche domande sul piatto presentato, il nome datogli e il perché“.

Il tuo come si chiamava?
Precious: sono una fan dei Depeche Mode e l’attacco di quella canzone riassume la mia filosofia in cucina. Le cose preziose e fragili hanno bisogno di mani speciali“.

Ok col marketing ci siamo, ma come era composto il piatto?
Gamberi cotti sottovuoto con crema di porri e patate, zest di lime, cubetti di melone e anguria compressi, pomodori datterino ripieni di olio alla menta“.

Accidenti! Perché proprio questo piatto?
Volevo un piatto che mi rappresentasse e che fosse facile da trasportare e da assemblare appena prima del provino. Mi avevano avvisata che non avrei avuto a disposizione grandi mezzi sul posto, così ho preparato tutto il giorno prima e sono partita con tutti i miei sacchettini sottovuoto“.

Cracco a Hell's Kitchen

E gli altri aspiranti concorrenti? Che tipi erano e che piatti presentavano?
Si dividevano più o meno tutti in due tipi: l’esaltato e lo sfigato. Il primo lo riconoscevi dalla grande borsa frigo stile zia Carmela a ferragosto sotto l’ombrellone, dal set di coltelli giapponesi e la voglia di farti capire che lui ne sapeva più di te. Il secondo aveva una borsa refrigerata ancora più grossa del primo, ostentava piatti stile anni ’90 dai nomi barocchi tipo Trionfo di gambero su letto di vattelappesca. Il piatto che andava per la maggiore tra gli esaltati invece era decisamente il filetto“.

Dopo aver compilato il questionario che è successo?
A gruppi di tre ci hanno fatto salire in un’altra piccola anticamera dove c’erano dei tavoli. Ci hanno detto di stare tranquilli e che ci avrebbero avvisato loro quando iniziare a comporre i piatti, tanto c’era tempo e avremmo avuto una decina di minuti. Intanto vedevamo uscire qualche sconfortato aspirante con i piatti ancora mezzi pieni o addirittura intatti. Ho aspettato fin quando è arrivata una ragazza a dirmi che sarei stata la prossima e che avevo solo 50 secondi prima di far scattare loro una polaroid al piatto da allegare al curriculum e andare al patibolo, pardon, prima di essere provinata“.

Hell's kitchen Italia promo

Un’ottima tattica per capire subito se una persona è in grado di lavorare velocemente. Com’è andata?
Sono entrata in un teatro di posa, uno studio vuoto. Sono salita su un piccolo palco dove c’era un tavolo per appoggiare il piatto. In fondo alla sala 3 persone mi scrutavano comodamente sedute. Sono iniziate le classiche domande di presentazione, mentre loro non si sono minimamente presentati. Questo mi ha messo ulteriore ansia e una leggera sensazione di pentimento: non ero così agitata nemmeno prima degli esami universitari. Mi hanno chiesto perché ero lì: credo di aver balbettato di voler provare una cosa nuova. Poi mi hanno chiesto perché avrebbero dovuto prendermi e, se non ricordo male, ho risposto pateticamente: perché sono brava, anche se in tono interrogativo. C’era un tipo psicologicamente invadente che faceva sempre le domande più intime: hai famiglia? Sei permalosa? Rancorosa? La mattina hai paura di affrontare la giornata? Hai mai litigato violentemente con qualche collega? Poi mi hanno chiesto come mi vedono gli altri“.

E come ti vedono gli altri?
Mi vogliono bene, credo. Alla fine del provino mi hanno chiesto se avrei avuto problemi a vivere nella stessa casa con tutti gli altri concorrenti e mi hanno lasciata uscire con il piatto ripulito. L’impressione che ho avuto è che cercassero persone competitive, con un forte ego, oppure i classici agnellini”.

Probabilmente S. non è stata presa perché è semplicemente troppo serena, troppo calma e professionale: a me ha ricordato Amélie Poulain, protagonista del noto film di Jean-Pierre Jeunet. Ora attendiamo di vedere i 16 prescelti e le loro reazioni alla cura di ice devil Cracco: il 17 aprile tutti con gli occhi puntati su Hell’s Kitchen Italia.

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