Paccheri di Napoli Terre D’Italia: la degustazione

22 aprile 2014

I paccheri di Napoli Terre d’Italia sono stati interpretati dal produttore nel pieno rispetto del formato originale nella forma; prodotti con semola di grano duro e acqua, trafilata al bronzo ed essiccata con metodo antico, conservano integre le loro peculiarità aggiungendo un brio insolito e sorprendente nello spessore. i paccheri di Napoli Terre d'Italia conservano integre le peculiarità di questo prodotto tipico I test su questo prodotto li abbiamo condotti in maniera approfondita proprio perché curiosi di scoprire l’autenticità del sapore e della consistenza. Come prima cosa abbiamo esaminato la confezione e la pasta cruda, assaggiandone un pezzo; ne abbiamo cotta una prima porzione in abbondante acqua bollente non salata, successivamente in acqua salata e condita con olio di oliva extravergine a crudo. Queste prove le abbiamo effettuate per valutare oltre all’aspetto visivo, il profumo e il sapore, prendendo in esame anche la sapidità naturale, la consistenza e la tenuta in cottura. Ci siamo soffermati attentamente a discutere sul ruolo dello spessore per poterne apprezzare il valore aggiunto. La prima cottura è stata portata fino a 13 minuti, la seconda ai 15, il range consigliato dalla confezione.

Paccheri

8

Francesca

Da un punto di vista estetico è indubbiamente bella da vedere e piacevole da toccare con le mani, la semola fine in superficie dona un aspetto setato. Cotta in acqua non salata mantiene una sapidità niente affatto invadente che lascia trapelare il sapore della semola, mentre degustata con un filo d'olio suggerisce un condimento ricco e saporito. Gli amidi superficiali sviluppatisi in cottura renderebbero ad esempio cremoso un sugo di carne, favorendo l’aderenza del condimento alla pasta

7.5

Alessio

Come prima impressione mi ha colpito l’ottimo profumo di farina cruda e la ruvidità tra le dita; in entrambe le cotture ho notato che questo formato tiene bene la forma e la consistenza non perdendo l’anima centrale del dente. Una volta cotta mantiene inalterate le caratteristiche organolettiche che ci si aspetterebbero da una pasta di grano duro, ha un sapore accogliente e più che soddisfacente.

7.5

Giulia

Mi ha piacevolmente colpita lo spessore di questo formato; in cottura trovo che i tempi indicati sulla confezione siano perfettamente adeguati per diversi tipi di condimento. Volendola mantecare, l'ideale è scolarla al tredicesimo minuto. Con un sugo più leggero, di pesce per esempio, è il caso di portarla a cottura piena e condirla aggiungendo sempre con un po' d'acqua della bollitura per ammorbidire gli amidi naturali della pasta.

8

Alfonso

Nonostante l’imballo leggero e trasparente sono rimasto stupito che nella confezione non fosse presente nemmeno un pacchero spezzato, stupore confermato in cottura dove non abbiamo riscontrato alcuna frattura o perdita di forma. Sia da cotta che da cruda questa pasta ha mantenuto le promesse di una pasta di grano duro, un profumo e sapore altamente caratterizzati senza per questo essere invadenti con il condimento. Mangiata al naturale, cotta senza sale ho potuto apprezzare una naturale sapidità indice di utilizzo di buone materie prime.

8

Alessandro

Ho pensato che questi paccheri fossero piacevoli al tatto, la loro superficie leggermente infarinata mi ha incuriosito. Anche il profumo è notevole, dolce e accogliente. Consiglio sicuramente di utilizzare abbondante acqua per bollire questo formato così grande e spesso, al fine di evitare di stressate troppo il singolo pacchero. Buona la consistenza in bocca e piacevole il sapore. Con un filo d'olio l'effetto senza sale è stupefacente, lascia intendere ampie possibilità di utilizzo e condimento.

Conclusioni

In buona sostanza questo formato di pasta ci ha sorpresi tutti per gli usi estremi che ci ha suggerito. Durante gli assaggi ci siamo trovati a fantasticare su come la avremmo usata in casa per le nostre ricette: tutti d’accordo che questo formato richieda un sugo di carne, un ragù di maiale e manzo ad esempio, ma non ci è stato difficile immaginarlo declinato a paste da mantecare, persino le più difficili come cacio e pepe o carbonara. Ottima per un uso quotidiano così come per un azzardo gourmet, come suggerito da un degustatore: scolata ancora molto al dente e farcita in verticale, successivamente gratinata in forno. Travalica i limiti e le caratteristiche di un pacchero tradizionale stupendo e aprendo le porte a possibilità di impiego più ardite.

8

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