5 bacari da provare a Venezia

9 maggio 2014

Il bacaro dei giorni nostri è un locale tipico di Venezia, arredato con semplicità per rispettare, in chiave moderna, le caratteristiche e i colori della bettola locale d’altri tempi. Sul bancone l’immancabile vetrina di cicheti, veri e propri finger veneziani a base di pesce, carne e verdure. i bacari più conosciuti rimangono nella zona originale di Venezia, l'area di Rialto Non tutti i bacari hanno tavoli e posti a sedere, ma è altresì piacevole sostare nello spazio antistante, tenendo con una mano il cicheto e con l’altra l’ombreta (il bicchiere) di vino o lo spritz. L’origine del nome bacaro risale a qualche anno dopo l’annessione di Venezia al Regno d’Italia a opera di Pantaleo Fabiano, un negoziante di Trani che, dopo essersi stabilito in città, aprì una taverna a Rialto (la city di quel tempo) per spacciare il vino che importava dalla Puglia. Una sera entrò nell’osteria un gruppo di gondolieri, tra cui un vecchio campione del remo che, assaggiando quel vino e analizzandone al palato le espressioni sensoriali, lo classificò vin da bacaro, un termine che coniò al momento per esternare estasi ed entusiasmo. Il Fabiano ampliò quindi la rete di spaccio del vino ed aprì altri locali in vari punti di Venezia, e li chiamò appunto bacari. Dislocati in tutta la città, i più conosciuti rimangono nella zona originale, l’area di Rialto, cuore pulsante anche ai giorni nostri. Ecco dunque 5 bacari da non perdere a Venezia secondo Agrodolce.

  1. Al MercàAl Mercà (San Polo, 213). C’è spazio solo per il banco e la vetrina dei cicheti in questo minuscolo locale nelle immediate vicinanze del mercato della frutta. Tra le specialità della casa a far da padrona è la polpetta nelle sue varianti: la veneziana classica, preparata con manzo bollito; quella di melanzane e quella con il tonno. L’alternativa è un’ampia scelta di mini panini imbottiti con i migliori affettati o con formaggi artigianali. Buona la selezione di vini veneti, friulani e trentini. Ottimo lo spritz.
  2. MuroMuro (San Polo, 222). Di nuova generazione, questo bacaro offre anche i piatti della cucina tradizionale veneziana. Ogni sabato a mezzogiorno viene servita la frittura di pesce fresco del mercato, accompagnata da bollicine, a 10 euro. Il banco offre vari tipi di cicheti tra i quali il carpaccio di polpo e lo spiedino di moscardini fritti. Ottima la qualità dei vini, dello spritz e dei cocktail.
  3. All'ArcoAll’Arco (San Polo, 436). Bacaro storico a conduzione familiare, tra i più frequentati dai veneziani che lavorano nella zona o transitano nei dintorni. I cicheti vengono preparati al momento, in base a ciò che si trova al mercato e secondo l’estro dei proprietari. Nella vetrina, comunque, non mancano mai quelli classici. Buona la lista dei vini veneti e friulani. Ottimo rapporto qualità/prezzo.
  4. Cantina do Mori 3Cantina do Mori (San Polo, 429). Nato nel 1462, è il bacaro per eccellenza. I paioli in rame appesi al soffitto, la scarsa illuminazione e le damigiane allineate dietro al bancone, gli conferiscono un’aria antica. In esposizione una vasta gamma di cicheti che va dai francobolli, tramezzini mignon, ai crostini con vari tipi di baccalà, ai folpetti (polipetti) bolliti, sarde in saor, mezze uova con l’acciughetta, alici marinate e la chicca della casa: la coppa di toro, un tipo di prosciutto che si trova solo qui. Notevole è la lista dei vini con mescita di etichette pregiate al bicchiere.
  5. Cantina do SpadeCantina do Spade (San Polo, 860). È un locale storico, uno tra i più antichi di Venezia: se ne parlava già nel 1448. Tra i cicheti tipici nella vetrina sul bancone si trovano la spienza (milza) bollita e i nerveti con le cipolle. Ottimo il vino della casa, lo spritz e le birre. La frequentazione di artisti e intellettuali di passaggio ne elevano la fama, anche se è stata aperta un po’ troppo al turista.

Andare per i bacari dispersi in un dedalo di calli è un’esperienza da provare anche solo se a Venezia si transita per poche ore. Diteci cosa ne pensate e quali sono i vostri preferiti.

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  • Lorella Fabris

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