Da Masterchef a Chissenefood: intervista a Maurizio e Andrea

11 maggio 2014

Fino a pochi anni fa c’erano solo due strade per entrare in cucina: quella della scuola e della gavetta e quella casalinga, in cui ci si metteva ai fornelli per famigliari e amici. Da qualche tempo però i cuochi di casa sono usciti dalle mura domestiche per sfidarsi a colpi di padella davanti al grande pubblico della tv, vedi Masterchef.Che fine hanno fatti gli ex concorrenti di Masterchef? Due sono stati con noi a Taste of Milano I vincitori hanno incassato ricchi premi in denaro, scrivono libri di ricette e appaiono in altri programmi televisivi: ma davanti a Cracco, Bastianich e Barbieri sono passati altri 53 concorrenti, per lo più spariti dalla scena. Sono riusciti a realizzare i loro sogni culinari? Maurizio Rosazza Prin e Andrea Marconetti, rispettivamente secondo e terzo classificato nella 2ª edizione, sono comparsi nella lista degli ospiti d’onore al Taste of Milano 2014: hanno tenuto una lezione su come preparare una pasta alla norma 3D con tagliolini fritti e hanno presentato il loro speciale uovo in camicia svizzera (rivestito cioè di Emmentaler). Poi sono venuti a trovaci allo stand di Agrodolce, per spiegarci i loro progetti e il loro modo tutto particolare di intendere la cucina.

Andrea a Taste of Milano 2014

Andrea a Taste of Milano 2014

Cosa è successo dopo Masterchef? Siete riusciti a realizzare i progetti che avevate in mente all’inizio?
Maurizio: “Diciamo che i progetti che avevamo in mente sono cambiati di colpo. Masterchef ti cambia molto. Noi abbiamo fatto tesoro dell’esperienza e soprattutto della nostra amicizia, e ora vogliamo proporre una maniera diversa di fare cucina, più divertente e irriverente”

Andrea: “Il talent è molto serio e competitivo. Noi due siamo più leggeri: è questa filosofia in cucina che vorremmo trasmettere. Siamo anche un po’ incoscienti: abbiamo lasciato i nostri vecchi lavori”.

Maurizio: “Già, da veri incoscienti. Abbiamo creato un progetto con un nostro marchio: Chissenefood. L’idea è di far capire attraverso i nostri prodotti e le iniziative, come gli incontri di oggi, quanto può essere divertente lo stare in cucina. Il punto è di non prendersi troppo sul serio”.

Come vi ha aiutato Masterchef?
Maurizio: “Da Masterchef abbiamo imparato soprattutto la bellezza del rapporto con il pubblico. Cerchiamo sempre di coinvolgere e creare un legame, anche con delle lezioni di cucina un po’ informali. È molto bello quando qualcuno, dopo quindici mesi dal programma, ti riconosce e viene a dirti “dovevi vincere tu”.

Andrea:“Già, l’affetto del pubblico è meraviglioso”.

Maurizio

Maurizio

Avete intenzione di diventare chef di ristorante, adesso o in futuro?
Andrea: “No, anzi, noi siamo cuochi con la Q!”

Maurizio: “Vorrei sfatare una diceria. Non è che partecipando a un talent televisivo si diventi uno chef: sì, si lavora in un ambiente professionale, ma gli chef sono quelli che passano quindici ore al giorno in cucina solo per imparare. Il talent è un’esperienza forte dal punto di vista umano, ma non serve per imparare un mestiere, non ti dà una vera formazione”.

Cos’è di preciso il vostro progetto, Chissenefood?
Maurizio: “È un progetto globale. C’è ad esempio una linea di abbigliamento professionale (di cui fanno parte le giacche che indossiamo durante gli show-cooking), che verrà presentata al Pitti di quest’anno, ci sono dei kit per chi ama cucinare e ci sarà anche un libro”.

Andrea: “È un’impostazione particolare, che forse prima non c’era: non vivere la cucina solo attraverso i piatti, ma a 360°. Quindi food e moda, kit colorati, design molto belli. Vorremmo che diventasse uno stile di vita”.

Maurizio: “O un movimento di pensiero, non prendere la cucina troppo sul serio, ma divertirsi con le preparazione e gli ingredienti. È lo stesso messaggio che cerchiamo di trasmettere agli eventi a cui partecipiamo, e anche con una trasmissione che stiamo curando, si chiama Colpi di cucina. Si tratta di video di pochi minuti che danno delle idee per fare qualcosa di diverso anche in casa. Senza spendere molto, si può provare a friggere il tagliolino, o fare l’uovo in doppia camicia. In cucina si deve osare, e se si sbaglia, chissenefood!”. 

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