10 modi per sopravvivere a un evento gastronomico

16 maggio 2014

Preparate le forchette da combattimento e allenate le gambe a non generare acido lattico: siamo appena entrati nel periodo dell’anno in cui ci sono più eventi gastronomici in giro per l’Italia che kebabbari. Dalle sagre popolari all’aperto, agli articolati eventi food negli spazi più alla moda, non abbiamo che da chiudere gli occhi e puntare il dito a casaccio sul calendario per capire che gusto avrà il weekend.Non è facile sopravvivere a un evento food se non si dispone di ottimi consigli Non è ancora ben chiaro chi e perché frequenta questi appuntamenti ma è certo che per affrontarli al meglio servono anni di esperienza. Se proprio non riuscite a fare a meno di buttarvici in mezzo, tranquilli, ognuno trova l’evento che fa per sé. Per chi abita nella Capitale e ama la cucina al femminile e i cupcakes c’è Culinaria, se invece siete più hipster e non vedete l’ora di scoprire nuovi locali potete fare un salto a This Is Food, sempre a Roma. Se vi trovate in Campania e avete un palato raffinato non lasciatevi sfuggire Festa a Vico (Equense); Vinòforum è invece la tappa necessaria per chi nel mondo del food and wine apprezza in particolar modo il wine. Che ne dite di progettare un viaggio per l’alta Italia e partecipare a Franciacortando? Che voi siate food maniac da viaggio o più sedentari, ecco un elenco dei 10 momenti peggiori degli eventi gastronomici.

  1. shutterstock_144911953Red carpet. Quello dell’ingresso è il momento più preoccupante dell’intera manifestazione. La tensione ai tornelli è altissima e tutti si guardano con aria di sfida. Migliaia di esseri umani sostano all’entrata in attesa che l’amico, quello che è già dentro, torni a portare i biglietti. Se paghi per entrare ti sentirai triste e solo, se accedi con un accredito i tuoi nipoti dovranno sorbirsi questo racconto per molto tempo. Come affrontare la cosa: recati in biglietteria alle 8 del mattino, acquista il ticket e torna a casa a dormire. Presentati alle 12 con grossi occhiali Chanel senza passare dalle casse. Una volta dentro, taggati su Foursquare per farlo sapere al mondo.
  2. Assaggi. Non importa cosa sia, da dove venga e per quanto tempo sia stata esposta all’aria dello stand: l’importante è mangiarla. Alla faccia dell’interesse per la buona cucina, si vedono spesso folle di persone munite di binocoli a infrarossi pronti a fare irruzione con lo scopo di ottenere un assaggio di mozzarella, di cantuccio o di carne sospetta. Come affrontare la cosa: mantieni la calma e respira. Del resto non è con un assaggino che sarai satollo. Avvicinati lentamente allo stand per non fare scappare la preda (il produttore), parlagli, fai domande ed emozionati quando ti dirà che le materie prime usate sono tutte biologiche. Per ringraziarti ti offrirà volentieri qualcosa e magari avrai anche imparato che biologico non vuole dire per forza più buono.
  3. shutterstock_135224810Show-cooking. Uno dei momenti più gradevoli, l’appuntamento che mette d’accordo quasi tutti. Lo chef racconta la sua filosofia del piatto, si impegna nel narrare storie di vita e viaggi intorno al mondo. Ma molte delle signore presenti vogliono solo una cosa: sapere come si ottiene la crosticina sul pollo. Come affrontare la cosa: informati su chi cucinerà, cerca di capire il suo stile e la sua cucina per imparare tante cose nuove. Se la lezione prende la stessa piega di una televendita, scappa a gambe levate.
  4. Il trip del VIP.  D’improvviso durante l’evento vedrai una massa di gente correre verso un’unica direzione. Mantieni la calma, non è scoppiato un incendio. Nella maggior parte dei casi, ha appena varcato l’ingresso il VIP di turno che è pronto per rilasciare qualche intervista. Mettiti nei panni di quel personaggio famoso: poveretto, dovrà stringere le mani unte di assaggini e sorridere alle avances imbarazzanti di uomini e donne con tracce di prezzemolo tra i denti. Come affrontare la cosa: evita di avvicinarti al VIP; è meglio scattarsi una foto con una fetta di jamon iberico. Prima però controlla di non avere anche tu del prezzemolo tra i denti.
  5. shutterstock_181213973Risciacqui. Quale occasione migliore per poter degustare nuovi vini? Non c’è evento che si rispetti senza uno spazio dedicato all’assaggio. Peccato però che già alla terza degustazione avrai difficoltà a capire cosa ci sia nel calice. Davvero pensi che il Verdicchio Riserva che annusi, come un cane da tartufo, possa essere un rosato? Come affrontare la cosa: fatti cambiare il bicchiere ogni tanto. Quel residuo del vino precedente basta per rovinare il nuovo. Ricordati anche che bere una bottiglia di vino ha sempre lo stesso effetto, a prescindere che tu la divida in 3 bicchieri o in 10 assaggi.
  6. Gratis è bello (forse). Non ho mai visto nessuno andare alle fiere dell’edilizia e portare via il cemento per costruire la casa al mare. Quindi smentiamo una volta per tutte questo mito: agli eventi gastronomici non si mangia gratis. A meno che fuori non ci sia scritto mensa di beneficenza, se vuoi mangiare delle cose davvero interessanti, devi tirare fuori i soldi senza fare il broncio. Come affrontare la cosa: fai un giro di perlustrazione, guarda cosa e chi ti fa più simpatia. Non seguire sempre e solo i tuoi gusti ma lanciati su nuovi sapori. Ora capisci il senso di un evento food?
  7. Servizi. Da piccoli, prima di uscire, ci veniva chiesto: sei andato al bagno? Oggi la domanda è: hai la batteria carica? Ti sei assicurato se in fiera c’è il wi-fi? Non ha senso andare a un evento se non puoi raccontarlo in diretta a tutti quelli che sono rimasti a casa. In certi ambienti non conta chi sei ma quanto e cosa mangi e quanto bene lo instagrammi. Come affrontare la cosa: stringi amicizia con un espositore a caso, offrigli un bicchiere di vino e, quando meno se lo aspetta, sfoggia un sorriso e esclama:  “Posso poggiarmi qui per caricare un attimo il telefono?”
  8. shutterstock_1094298562Abbigliamento ideale. Un mix tra il Royal Ascot e un pre-diciottesimo partenopeo. È quello che più o meno si scorge tra le corsie e gli stand di un evento che celebra il cibo. Non se ne capisce il motivo ma presto un team di studiosi spiegherà che la creatività nel vestirsi sviluppa un importante senso della fame. Come affrontare la cosa: stai sereno, tanto nessuno ti guarderà. Saranno tutti concentrati a cercare il proprio foodblogger di fiducia.
  9. Assente giustificato. Proprio nei giorni dell’evento più atteso, sarai obbligato a rimanere a casa per curare la rinite allergica che non ti lascia tregua? Al rientro in ufficio i tuoi colleghi vorranno sapere i dettagli su quello che hai assaggiato. Tu sarai colto da panico perché non potrai dire la verità. Come affrontare la cosa: fai come tutti, rispondi che quella manifestazione è un flop già da anni (anche se non è vero), che andarci è inutile perché non c’è qualità e non succede nulla di speciale. Ti guarderanno tutti come un grande esperto di gastronomia.
  10. shutterstock_122182672Giudizi universali. Hai mangiato, partecipato agli incontri, salutato i vip e i foodblogger. Tutti si aspettano un tuo giudizio. Sappi che se dici che è stato fantastico sei un markettaro o semplicemente uno che non capisce nulla di gastronomia. Se dici che l’evento è stato orribile e non ha soddisfatto le tue aspettative, sarai un pallone gonfiato. Come affrontare la cosa: non avere paura di dire quello che pensi, esiste una lista di frasi che mette tutti d’accordo. Prova con “Molta attenzione è stata accordata allo street food” o con qualcosa più a effetto come “Si respirava la voglia di tornare in cucina con la massima attenzione per le materie prime“. Ma ricorda: qualsiasi cosa dirai, potrà essere usata contro di te.

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