Cibo e viaggi: come studiare l’itinerario?

29 maggio 2014

Ci siamo: abbiamo definitivamente tolto le gomme da neve, tirato fuori il guardaroba estivo e organizzato il primo barbecue. Ora non rimane che organizzare le ferie. un aspetto fondamentale delle vacanze è sicuramente l'itinerario gastronomico Questo comporterà ore intere passate su siti di offerte turistiche, consultazioni dell’estratto conto e, soprattutto, arringhe per convincere i compagni di viaggio del perché è meglio andare ai lidi di Comacchio piuttosto che al museo dei capelli in Cappadocia. Scelta la destinazione c’è un aspetto dell’organizzazione che non ti sfuggirà di certo: l’itinerario gastronomico. Vuoi perché hai passato l’inverno a segnare ristoranti da provare, vuoi perché Chef Rubio ti ha messo fame con i cibi di strada o, più concretamente, perché riconosci nel cibo un valore aggiunto. Ecco allora 10 consigli per costruire un itinerario gastronomico degno di un gourmet.

  1. IndicazioniDeviazioni. Destinazione stabilita, valigie pronte ed entusiasmo alle stelle. Questo è il momento perfetto per informare i compagni di avventura che, se vorranno mangiare qualcosa di buono, bisognerà fare qualche deviazione sul percorso. Può sembrare assurdo ma se non accetti l’idea di uscire dall’autostrada prima della destinazione finale, è probabile che la bistecca ai ferri con patatine fritte dell’autogrill ti perseguiterà a vita urlandoti smidollato.
  2. Il camionista che è in te. Il mondo delle guide gastronomiche è controverso, spesso per buone ragioni. Quando le cose si fanno difficili, consolati pensando a come è nata la guida Michelin: quella che oggi premia i ristoranti migliori al mondo, è nata per supportare camionisti alla ricerca di buoni piatti in terre sconosciute. Oggi l’offerta di guide gastronomiche è molto ampia: dai ristoranti di lusso alle trattorie ma anche botteghe e baracchini. Scegli tra quelle che ti sembrano più adatte, ma la cosa che non devi accantonare è il fiuto e l’intuizione del camionista che cerca parcheggio.
  3. Chiedere ai localiIndigeni. Smettila di fare il sostenuto e mescolati con la gente del posto. Se sei capace di socializzare con chi in un determinato luogo ci vive, avrai accesso a una serie di informazioni gastronomiche che faranno invidia anche ai conduttori di Linea Verde su Raiuno. Anche se hai deciso dove pranzare, fatti comunque dire qual è un buon posto. Affinchè l’indirizzo sia attendibile è necessario che ti sia stato segnalato da almeno un anziano seduto al bar, un giovane con occhiali da sole specchiati e la fornaia del posto.
  4. SmartphoneStrategie digitali. Con molta probabilità il prossimo viaggio sarà digitalizzato per circa l’80%. Significa che prima di fare ogni passo chiederai al tuo tablet maggiori dettagli. Evita di cercare descrizioni dell’ultimo minuto, fai qualche ricerca nel tempo libero in modo che la fretta non faccia da cattiva consigliera. Non è importante trovare la recensione di un ristorante ma verificarne l’attendibilità. E se un locale non è stato ancora recensito, non vuol dire per forza che sia pessimo ma magari che sei stato il primo a scovarlo. Non perdere l’occasione.
  5. Luoghi comuni. Non è detto che un agriturismo sia meglio di un ristorante in centro città, come non è assolutamente detto che il pesce mangiato con vista sul mare sia più fresco di quello mangiato altrove. Segnando le tappe gastronomiche non essere troppo allineato con i luoghi turistici o i punti panoramici: spesso le cose buone sono nascoste agli occhi di molti.
  6. tourist menuMenu turistico. Rafforza il punto sopra: convincersi che i luoghi per turisti possano offrire grande qualità è davvero difficile. Soprattutto se ti trovi all’estero, ricorda il trattamento che viene spesso riservato ai turisti stranieri in Italia: tovaglie a quadri e polpette al sugo. Quindi allontanati dai luoghi affollati e perditi nelle strade meno battute dagli avventori. Prima però avvisa la Farnesina: non vogliamo nessuno sulla coscienza.
  7. MaroccoCultura locale. Un itinerario da rispettabile foodie deve contenere almeno un ristorante di tendenza, una cantina da visitare, una passeggiata tra le coltivazioni del posto e, assolutamente immancabile, il giro al mercato locale (se siete all’estero aggiungeteci anche il supermercato). Niente come un gruppo di bancarelle alimentari è capace di scuotere i sensi e farti capire in che posto meraviglioso sei andato a finire. Comincia a guardare frutta e verdura, assaggia quella che non conosci e che ti ispira di più. Poi passa ai banchi del pesce e, se trovi qualcosa che non hai mai visto, chiedi e fatti raccontare. Questo momento ha lo stesso valore culturale di una visita guidata al Metropolitan Museum.
  8. English BreakfastColazione. Ci sono persone che prenotano vacanze in albergo per il solo piacere del risveglio. Quando preparata con cura, la prima colazione in hotel è davvero un lusso. Ma un buon itinerario gastronomico dovrebbe prevedere almeno qualche colazione fuori, occasione perfetta per consumare dolci e prodotti salati senza sensi di colpa. La cultura della prima colazione è davvero ricca in ogni luogo e la soddisfazione che si può ricavarne è enorme.
  9. Souvenir. Non dimenticare il pensierino. Se sei riuscito a superare la mania delle calamite da frigo raffiguranti le città, il tuo itinerario deve arricchirsi con gli indirizzi di botteghe e luoghi dove è possibile acquistare prodotti enogastronomici locali. Siete in Sicilia? Capperi e origano secco. Andate in Oriente? Allora qualche etto di spezie. Ovunque andiate è possibile trovare piccole chicche golose da regalare al posto di oggetti osceni. Ricorda anche di prendere qualcosa per te. Non c’è foto capace di mantenere un ricordo più vivo di quanto sappiano fare sapori e odori.
  10. Donna che mangia il ramenCibo come cultura. Il vero itinerario sarà quello che costruirete voi e non quello già scritto da qualcun altro. Abbandonate le mode e lasciate che siano i luoghi stessi a ispirarvi. Basterà solo allenare il fiuto alla ricerca delle occasioni da non perdere. Cibi e usi della tavola sono probabilmente tra le espressioni culturali più divertenti a disposizione dell’uomo: sfruttatele al meglio.

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