Più stelle meno sbarre: ecco com’è andata la cena gourmet in carcere

29 maggio 2014

Qualche giorno fa ho rivissuto un’esperienza rara e intensa: sono entrato in un penitenziario e ho trascorso un giorno intero accanto ai detenuti. Non è stata la prima volta e spero nemmeno l’ultima. SaporiReclusi il 19 maggio ha dato vita a una cena gourmet coinvolgendo i detenuti del carcere di saluzzo Spesso vengo coinvolto in eventi che hanno lo scopo di portare la musica fin dentro le mura di un carcere. Ogni volta provo sensazioni diverse, contrastanti tra loro, ma sono sempre esperienze che mi arricchiscono molto sotto il punto di vista umano. Ho visitato Rebibbia, Volterra e San Vittore, però la scorsa settimana tutto aveva decisamente un sapore diverso. Sono stato invitato da Davide Dutto, bravissimo fotografo e artefice di questa giornata speciale, all’evento Più stelle meno sbarre, la prima vera e propria cena gourmet nella Casa di Reclusione Rodolfo Morandi di Saluzzo (in provincia di Cuneo).

Le birre di Pausa Cafè

I ragazzi di Pausa Cafè

Quello di Saluzzo è un carcere sui generis, ricco di attività finalizzate alla ricostruzione delle abilità creative e lavorative di quegli uomini che stanno pagando per gli errori commessi: all’interno c’è Pausa Cafè, un piccolo birrificio gestito direttamente dai detenuti che produce delle ottime birre tra le quali la mia preferita Ermes, una witbier con degli ottimi profumi d’incenso, e un nuovo lambic che mi ha totalmente estasiato. Qui di seguito trovate una galleria con tutte le foto dell’evento organizzato da SaporiReclusi.

In mattinata ho incontrato il gruppo di ragazzi coinvolti invece nel progetto Stampatingalera, un percorso di formazione e di lavoro nell’ambito della fotografia promosso dall’associazione SaporiReclusi. Proprio SaporiReclusi ha organizzato Più stelle meno sbarre, una cena a sedici mani con otto tra i più grandi chef italiani affiancati nel lavoro dal gruppo dei detenuti cucinieri; finalità della serata quella di raccogliere fondi per poter portare avanti tutte le attività del carcere.

Pino Cuttaia SaporiReclusi

Pino Cuttaia impiatta il baccalà alla pizzaiola

Nonostante i piatti siano stati realizzati in un piccolo angolo improvvisato con poche attrezzature, le ricette presentate sono state un vero è proprio godimento per il palato: partenza con Andrea Ribaldone e il suo squisito Minestrone freddo di verdure; da pino cuttaia a enrico crippa tutti gli chef hanno preparato piatti squisiti con poche attrezzature Nicola Batavia ha presentato The egg marinato by Birichin, una preziosa citazione del suo nuovo e rinnovato ristorante; Davide Palluda ha creato un panino sorprendente con fragola e fegato grasso, una leccornia unica; Maurilio Garola con il Millefoglie di filetto di fassona, burrata, nocciola e il suo olio ha evidentemente tenuto fede alla ricchezza produttiva del territorio omaggiando dignitosamente la grande razza piemontese. Pino Cuttaia non poteva che presentare un piatto dai sapori marini della sua Sicilia: Baccalà alla pizzaiola all’affumicatura di pigna, un piccolo capolavoro che anticipava l’indimenticabile Risotto al Castelmagno del bravissimo Enrico Crippa. Ugo Alciati e Paolo Reina si sono dedicati alla stoccata finale: rispettivamente con la Meringa con battuto di fragole e il Mi-cuit al profumo d’arance e cioccolato amaro: i presenti in sala erano totalmente intontiti.

Cena SaporiReclusi

La cena si è svolta nel piccolo teatrino del carcere, dove detenuti, imprenditori, rappresentanti delle istituzioni, produttori di vino e gastronauti sedevano fianco a fianco e affollavano i tavoli per una cena andata, tra l’altro, in overbooking. Voglio anche citare l’impeccabile servizio affidato ai giovani studenti dell’Istituto Professionale Alberghiero Virginio Donadio di Dronero, gestiti dal loro professore di sala (che ho osservato tutto il giorno per l’impeccabile disciplina) e coadiuvati dall’esuberante Luciano Marsaglia, il simpatico patron dell’Ostu di Djun, in provincia di Cuneo.

SaporiReclusi

A fine cena ho battuto all’asta delle preziose Magnum che molti produttori di vino piemontesi hanno gentilmente donato: devo dire con molta sincerità che l’asta è andata benissimo, soprattutto grazie al prezioso supporto di Linda Nano, una gentilissima e fine sommelier che per anni ha affiancato il lavoro di Carlin Petrini nei presidi di Slow Food. Missione compiuta quindi, fondi raccolti, stomaci riempiti a dovere e sorrisi senza confini, di spazio e di tempo. Grazie a tutti, davvero.

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