Nutrirsi a Festa a Vico: la strategia del rapace

11 giugno 2014

Festa a Vico nella serata dei grandi chef si può riassumere così: in una location da urlo come il Bikini (SS Sorrentina kl 13,9 a Vico Equense), stabilimento e ristorante gourmet piantato sul mare di fronte a Ischia e al golfo di Napoli, 90 tra grandi chef e maestri pizzaioli cucinano un piatto, ognuno dietro al proprio banchetto, e lo servono al pubblico. Quasi novanta i piatti a Festa a Vico durante la notte degli chef: come scegliere cosa assaggiare? Ora, il dramma degli eventi come questo è che sai già che non riuscirai a provare tutto e quando a fine serata ti ritroverai con i tuoi compagni, amici e conoscenti, ti diranno senza dubbio che ti sei perso qualcosa di eccezionale, e sarà troppo tardi. Dopo anni di tattiche e strategie – per lo più fallimentari – nel tentativo di scegliere quello che davvero vale la pena mangiare, ho voluto in questa edizione sperimentare qualcosa di nuovo: la strategia del rapace. Come un falco pellegrino, prima passi a distanza da tutti banchetti e osservi, guardi i piatti, ascolti il giudizio di altri mangiatori, e poi velocissimo, superando la barriera del suono, ti fiondi dal cuoco, acchiappi e assaggi. Vediamo se ha funzionato. Questi sono i 7 piatti che i miei occhi hanno scelto:

  1. Festa a VicoLe mozzarelline, di Ilario Vinciguerra (Vinciguerra, Gallarate).  Geniale l’idea di far produrre direttamente da uno dei caseifici migliori di Paestum, Barlotti, delle piccole mozzarelle realizzate con una conca da riempire a piacimento. Pomodorini secchi, acciughe, capperi, e quello che vi suggerisce la fantasia. In questo caso la strategia del rapace ha funzionato alla perfezione: così ideate, le mozzarelle mantengono la perfezione dei sapori, il latte, la consistenza, la grassezza. Un boccone solo, di puro piacere.
  2. vasoSe c’è passione nasce un fiore, di Lino Scarallo (Palazzo Petrucci, Napoli). Tre diversi vasetti, molto belli da vedere, interessanti all’assaggio. Ho preferito la crema di patate e ricci di mare con crumble di nero di seppia. Dominante il sapore del riccio, forse non addomesticato a sufficienza dalla crema di patate, ma per gli estimatori del genere sicuramente un piatto da provare.
  3. RoyFoglia di grano, tonno ed erbe, di Roy Caceres (Metamorfosi, Roma). Fenomenale piatto del cuoco sudamericano da mangiare con le mani. Una foglia di bieta sporcata con una pastella da un lato e scottata in padella, che nasconde cubi di tonno rosso e profumatissime erbe, come menta e aneto. Davvero un ottimo piatto.
  4. Matias Perdomo Omaggio a Vittorio Fusari (tartufo, caviale e Franciacorta), di Matias Perdomo. Il cuoco del Pont De Ferr di Milano ha simulato un vero e proprio tartufo nero di terra, con un guscio croccante e un ripieno morbido, dai sapori decisi, dolci, accattivanti. Buono.
  5. Cappelletti al Ragù.O’ Rau, di Giusppe Iannotti (Kresios, Telese Terme). Il rapace che è in me qui ha decisamente avuto un momento nostalgico e non ha resistito al richiamo del cappelletto. Niente forme strane, consistenze curiose, spumette, cremine o chips. Cappelletti ripieni di ottimo ragù, cosa c’è di meglio?
  6. Pallotte cacio e ovaPallotte cacio e ove, di Arcangelo Tinari (Villa Maiella, Guardiagrele). Ho adorato questo piatto, disarmante, buonissimo. Una polpetta di impasto di formaggio e uova condito con il sugo. L’Abruzzo nella sua veste povera ma intrigante, piatto di un eleganza rara. Bravo Arcangelo.
  7. MetròCannolicchi gratinati con salsa di alghe e salsa di aglio rossi di Sulmona, di Nicola Fossaceca (Al Metrò, San Salvo). I cannolicchi scatenano in me un’attrazione simile al cappelletto. La consistenza più bella che un frutto di mare possa offrire è stata perfettamente rispettata da questo piatto di Nicola, che non ha deluso le aspettative.

La strategia del rapace questa volta ha funzionato, anche se la scenetta del confronto tra pareri a fine serata c’è stata comunque. Sembra che alcuni piatti davvero valessero l’assaggio: il Polpo di Cristina Bowerman, il Porco di Rosanna Marziale, la Patata sotto terra di Marco Sacco, la trippa di Valeria Piccini, Rucola fagioli e seppie di Mimmo De Simone, e tutte le pizze di Franco Pepe, Gino Sorbillo, Ciro Salvo, Salvatore Salvo.

La vista del Vesuvio dal Bikini

La vista del Vesuvio dal Bikini

Non si può avere tutto, ma si può avere un’altra serata a Festa a Vico: quella di stasera alla marina di Seiano con street food, dolci di grandi pasticcieri e il concerto di Stefano Bollani. Buon divertimento!

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