5 consigli per mangiare in Russia

20 giugno 2014
di Maurizio Gallina

La cucina russa è spesso vista come elitaria, legata all’immaginario del lusso del caviale o genericamente bollata come piena di zuppe preparate per scaldarsi e basta. Tra questi due estremi c’è un mondo che il turista italiano in Russia non deve perdersi: ve lo raccontiamo in 5 consigli, una sorta di mini guida di sopravvivenza in loco.

  1. Russia insegneCirillico. Una delle cose che spaventa di più l’italiano nell’ex terra sovietica è la lingua e, ancora peggio, l’alfabeto. Non riuscire neppure a leggere un menu è un’esperienza frustrante ed esprimersi a grugniti e mugolii non ci si addice. La prima regola è sempre non infilarsi nel primo locale che propone insegne e menu dai caratteri latini e inglesismi: banale quanto vero in quel luogo non troveremo nulla di più di qualche pietanza addomesticata per il turista. Con smartphone, traduttori ed era digitale basta solo aggiungere un po’ di buona volontà e non temere: con qualche rublo in tasca il cameriere (o più spesso la cameriera) sarà ben lieta di farvi comprendere il necessario.
  2. BliniStreet food. Non mentite a voi stessi: consumare cibo preparato in strada mentre la temperatura esterna è -14 °C e le vostre scarpe made in Italy non reggono più è un’esperienza che vostro malgrado volete provare. D’inverno l’istinto di sopravvivenza vi farà scegliere quei locali sparsi ovunque che propongono i pirogi come Pirogovi Dvori, dove potrete assaporare i veri pirogi della tradizione russa, ossia torte salate con i ripieni più vari. Se non vi basta ordinate anche dei blini, simili a crêpes (dolci o salate) da assaporare con un tè bollente. Al ripieno (con marmellata di lamponi oppure con patate e funghi, ad esempio) dovrete abbinare uno dei numerosi tè a disposizione: vi verrà servito subito mentre il cuoco prepara i blini. Provate queste specialità in una delle sedi della catena Chainai Loshka.
  3. AringaStreet food extreme. All’uscita di molte stazioni della metropolitana (tranne, ovviamente, quelle centrali) troverete le babushke, nonnette disposte a vendervi per una manciata di kopeki delizie che difficilmente troverete altrove. Molte di queste specialità provengono dalla dacia, la campagna russa che dà molti frutti. Se avete voglia di pesce alla stazione metro Primorskaya, quella più prossima al porto, si vendono aringhe freschissime e conservate in tini di legno. I veri russi la consumano cruda a tocchetti sopra un letto di cipolle, accompagnata da pane nero e un sorso generoso di vodka.
  4.  Polpette di ricottaMarket. Il freddo vi provoca appetito continuo? Entrate in uno dei diffusissimi market aperti 24 ore su 24 e comprate ciò che più vi ispira, ma ricordate: sulla confezione deve esserci la scritta гост seguita da un codice e una data. Si tratta della certificazione di conformità, conferma ufficiale della produzione di sicurezza per la salute umana. Se le trovate acquistate le syrniki, ossia le polpettine di ricotta di cui amavano saziarsi i contadini di ritorno dai campi: possono essere accompagnate con smetana (panna acida) o sgushionka (latte concentrato).
  5. SolyankaZuppe. Ce ne sono davvero a bizzeffe; la più famosa si chiama solyanka ed esiste in molte varianti rispetto alla sua origine: si narra che sia frutto dell’inventiva dei servitori dello Zar che, a fine serata, raccoglievano tutti gli avanzi lasciati dai nobili sulla tavola. Oggi si prepara con carne, patate, cipolle, cetrioli, olive, prezzemolo e, a piacere, panna acida. Esiste anche la versione nipponica a base di spaghettini in brodo con carne di pollo che si chiama kurinnaia lapsha.  Un’altra versione, detta sup frikadelkami è accompagnata da polpette, chiamate kotleti.

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