4 momenti indimenticabili di Inycon a Menfi

23 giugno 2014

Gli scoppi e i crepitii degli ultimi fuochi d’artificio lasciano di nuovo spazio ad un magnifico cielo stellato: si conclude così la XIX edizione di Inycon, tenutasi in una è terminata ieri sera la XIX edizione di Inycon, manifestazione dedicata al vino siciliano a Menfi Menfi che per tre giorni, dal 20 al 22 giugno, è stata percorsa in lungo e largo da migliaia di persone accorse nella cittadina agrigentina per scoprire, conoscere e degustare i vini di questa splendida e ancora un po’ selvaggia parte di Sicilia. Musica, arte, spettacoli, gastronomia: tutto è ruotato intorno al vino in un’atmosfera di festa contagiosa e coinvolgente. Se prima di arrivare qui avevamo parlato dei cinque buoni motivi per visitare Inycon, oggi, lasciata la Sicilia alle spalle, vi raccontiamo i quattro momenti più interessanti della manifestazione.

  1. QSSConvegno sul Made in Italy: per comprendere meglio il luogo e il perché di questa manifestazione, partiremo da una considerazione del sindaco Vincenzo Lotà: “Qui a Menfi, il momento della vendemmia è un livellamento sociale; non esistono più architetti, avvocati, medici, professori; ci sono solo agricoltori”. Parlare di made in Italy in prospettiva del commercio estero in un luogo fortemente identitario come questo, fa comprendere il forte cambiamento culturale maturato in questi ultimi decenni nei confronti della produzione agricola: i mercati interni, da quello rionale a quello nazionale, rimangono importanti, ma una vera crescita economica può avvenire soltanto tramite l’apertura al mercato estero. Per questo motivo, il convegno è stato l’occasione per presentare ad un pubblico di addetti ai lavori e non, il nuovo marchio Qualità Sicura Sicilia, creato per garantire al consumatore sicurezza e alta qualità (rischiando forse di generare perplessità e ulteriori complicazioni nella selva delle certificazioni agroalimentari, ma questa è una considerazione di chi scrive).
  2. DegustazioniDegustazioni: abbiamo partecipato a due eventi, il primo tenutosi presso l’enoteca delle Strade del Vino delle Terre Sicane, a casa Planeta; l’altro invece è andato in scena a Sambuca di Sicilia, non lontano da Menfi, presso la Domus Iter Vitis, ospitata a Palazzo Panitteri. Ora, non staremo qui ad annoiarvi con riconoscimenti olfattivi e sensazioni tattili che i più considereranno meri esercizi di stile (anche se non lo sono affatto). In questa sede però possiamo confermare, senza ombra di dubbio, quanto affermato da Veronika Crecelius, corrispondente in Italia per Weinwirtschaft, importante rivista tedesca sul vino: “Negli ultimi anni, i produttori siciliani hanno fatto passi da gigante, recuperando autoctoni dimenticati e riuscendo a migliorare i loro vini con maggiore equilibrio e dinamicità”. L’incontro con i produttori e gli enologi (tra cui Marilena Barbera di cantine Barbera, Antonino Montalbano di Azienda Agricola Montalbano, Francesca Planeta di Planeta, Nino Sansone per Cantine De Gregorio, Davide Di Prima dell’omonima cantina, Nino Coletti di Entellano, Gunther Di Giovanna di Cantina Di Giovanna e molti altri) che hanno presentato i loro prodotti, ci ha messo di fronte a vini ben fatti, mai sbilanciati; ma soprattutto ci ha dato modo di incontrare persone che hanno raccontato il loro lavoro con orgoglio e competenza, arricchendo i nostri sorsi con la loro passione.
  3. InyconL’incontro con la gastronomia Menfitana: si potrebbe riassumere tutto in due parole: orto e mare. La particolare e privilegiata posizione geografica di Menfi crea questo connubio, che partendo da basi tradizionali povere, è stato riproposto in una chiave moderna durante i Food Talk. Così abbiamo avuto modo di assaporare i prodotti del territorio declinati in maniera innovativa. Liborio Bivona de “La Piazzetta” di Menfi ha presentato un classico Macco di fave con un gambero rosso cotto a bassa temperatura, farcito con burrata (unica concessione extra regionale); a comporre il piatto contribuivano una polpetta di triglia, gambero bianco e finocchietto su riduzione di gambero, e infine un involtino di spatola, farcito con zucchine e vastedda, uno dei pochi formaggi di pecora a pasta filata al mondo; un piatto dai sapori semplici e ben definiti. Alessandro Bursi, chef de il Vigneto, sempre a Menfi, ha rivisitato un piatto dell’alta gastronomia italiana divenuto leggenda, La passatina di ceci con gamberi di Fulvio Pierangelini: qui, il gambero rosso troneggia su una vellutata di legumi dal sapore molto mediterraneo. Dulcis in fundo, il pasticciere Giuseppe Bono dell’Eurocaffé ha presentato in anteprima il suo Dolci Bollicine, creazione che parteciperà ai prossimi campionati italiani di pasticceria  a Rimini. Piatto trompe l’œil: da lontano una flûte di brut spumeggiante, da vicino, un fondo di gelatina di brut, il metodo classico di Planeta da uve Carricante, con una mousse al limone di Sicilia,  completato da un ultimo strato di crema inglese, di nuovo aromatizzata allo spumante, arricchita da fave di cacao. Un dolce (non dolce) molto elegante.
  4. Inycon2Wine tasting su vini speciali: ormai da più di vent’anni il Nero d’Avola con lo Chardonnay, il Cabernet Sauvignon e il Syrah, spadroneggiano nel panorama enoico siciliano; ma le cose stanno rapidamente evolvendosi. Oltre al recupero degli autoctoni, i produttori siciliani stanno lavorando molto anche sui rosati e sulle spumantizzazioni. Il Wine Tasting dell’ultima serata è stata l’occasione per assaggiare alcune di queste espressioni, in una degustazione pubblica svoltasi in un clima giocoso e divertente, animata da Fede e Tinto di Decanter. Abbiamo assaggiato il Brut da Chenin Blanc della linea Mandrarossa di Settesoli, cioè un vitigno francese tipico della valle della Loira, che ha trovato in Sicilia una nuova casa. Siamo passati poi al Gerbino 2013 di Gunther Di Giovanna e alle bollicine del Rosè d’Avola di Lanzara, vino perfetto per l’aperitivo, facile, fresco. Ma tra i vini speciali, non potevano mancare quelli dolci, da sempre vanto di questa regione: Albamarina 2012, da uve Catarratto e Ben Ryé 2011 di Donnafugata, un capolavoro.

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