Sikulè e Mizzica: arancine a confronto a Roma

26 giugno 2014

Mizzica e Sikulè sono due realtà piuttosto distanti geograficamente nella vastità del territorio capitolino: il primo si trova nei dintorni di piazza Bologna, l’altro a Prati. Ciò che li accomuna è la gloriosa offerta di gastronomia siciliana che propongono tutti i giorni ai cittadini romani. A fare da bandiera è l’arancina (o arancino): si distingue dal supplì romano per la ricetta, per la grandezza e per la forma conica, e rappresenta sicuramente uno dei baluardi gastronomici della Sicilia assieme alle granite. Per non fare un torto a nessuno (in particolare alle nostre papille gustative), li abbiamo assaggiati entrambi.

Mizzica

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Mizzica è un bar-gastronomia con un’ampia offerta di tavola calda che passa pure per la pizza (alta), rustici, cartocciate, schiacciata, pizzette siciliane, per finire con il gelato e i dolci: cassate, cannoli, pasta di mandorle. L’ambiente è di medie dimensioni, abbastanza classico, con un dehors all’aperto dove consumare il proprio pranzo (o spuntino). Il servizio è velocissimo ma comunque cortese. Le arancine, fritte o al forno, sono proposte in molti gusti differenti: ne abbiamo contati almeno 7. Quelle al forno sono avvolte in una spirale di pasta sfoglia. Ottime quelle fritte, assolutamente da provare. I prezzi si assestano sui 3 euro circa, a seconda dei gusti.

Sikulè

arancini

Per quanto riguarda l’ambiente, Sikulè differisce da Mizzica perché è più un laboratorio a cui si accede scendendo alcuni scalini. Il servizio è veloce, gentile, simpatico. Le arancine classiche sono sugose, ricche; quelle al pistacchio di Bronte sono ottime. Sikulè ne propone alcune varianti (bianche, ai porcini, con cicoria e salsiccia), oltre a un’offerta di gastronomia siciliana che comprende anche la scacciata tuma e acciughe: la tuma è un formaggio pecorino fresco ottenuto dalla cagliata senza aggiunta di sale, tipico della Sicilia. I prezzi per le arancine classiche o fantasiose oscillano tra i 3 euro e poco più.

Dovendo scegliere tra le due ottime gastronomie siciliane, ci orienteremmo verso Sikulè. La vera domanda è: voi quale preferite?

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