Ticino VS Adda: Da Bassano e L’è Maistess a confronto

18 luglio 2014

Ovest contro Est, Ticino contro Adda, Ducato di Milano contro Serenissima. Basta uscire dalla metropoli, dai suoi confini amministrativi, per tagliare con l’asfalto campi di mais, frumento e riso. In direzioni opposte si trovano anche un paio di deliziosi rifugi gastronomici piccoli e riservati: la trattoria Da Bassano a Madignano (via lago Gerundo) e l’osteria L’è Maistess a Fagnano di Gaggiano (via Medici, 14). Si tratta di due realtà vere e significative, con diversi elementi in comune: la distanza dalla metropoli, una trentina di chilometri; la vicinanza dei due grandi fiumi che fanno da guardaspalle a Milano; la campagna vera, che abbraccia entrambe, e la presenza di magici dehors con tanto di orto e giardino in bellavista. Ma anche differenze speculari: un servizio impeccabile contro la fantasia pseudoburbera oppure i richiami mediterranei contro l’identità cremasca. Chi avrà la meglio?

Trattoria Da Bassano

tortelli

Servizio: Bassano Vailati è più di un patron: è uno chef, un oste, un antropologo alimentare amante della ricerca e delle particolarità. Come quella di proporre, tra gli altri, i vini georgiani: estratti d’uva d’altri tempi, dai colori ambrati, profumi antichi e sapori destabilizzanti.

Menu: Nel cestino del pane si trova la pagnotta di mistura, fatta da un panettiere cremasco ottantenne, con farina bianca e gialla, lievito madre e niente sale. Oppure (direttamente dal proprio orto) le zucchine mignon con il loro fiore, impanate e fritte, talmente dolci da sembrare zuccherate. Ancora? Le noci raccolte nel giorno di san Luigi producono un nocino riposato per ben 5 anni. E i tortelli cremaschi, fatti a mano appena prima di essere serviti, sono da lacrime agli occhi. Da non perdere anche la rinascimentale insalata di gallina con cedro, uvetta e aceto balsamico. Si finisce con una torta alle mandorle che ricorda la tortionata lodigiana e un gelato alla crema che ricorda che a volte la realtà supera (in meglio) la fantasia. Ambiente: le pietanze si assaporano nella piccola sala o nel delizioso bersò, avvolto e accarezzato dal gelsomino.

Osteria L’è Maistess

maistess

Maistèss, ovvero mai uguale in lingua locale. La parlata della cucina, oltre al milanese, ne contempla un’altra che viene dal Sud, dal tavoliere per la precisione. Ambiente: il territorio di origine e di adozione produce un risultato nuovo, un connubio da incorniciare. Così come il giardino di questa osteria: verde, fresco, romantico, con un glicine maestoso che avvolge l’esperienza gastronomica e impreziosisce il tutto. Il locale, nascosto nel minuto borgo medievale di Fagnano, è uno dei punti fermi della ristorazione (viva e in grande fermento) nell’area attorno al Ticino. Il servizio è gentile, premuroso, preparato.

Menu: oltre alla carta, il menu guidato è un eccellente esempio di come si possa mangiare bene senza spendere un capitale. Dopo il prosecco di rito è tutta una processione di piattini stuzzicanti: polpettine alla menta, fiori di zucca con ricotta, crocchette di patate, lonza marinata, culatello e melone, mozzarella avvolta nel guanciale e passata al forno, involtini di melanzane alle erbe aromatiche. Strabiliati e piacevolmente quasi sazi, bisogna trovare assolutamente posto per i Maccheroni fatti in casa con ragù al coltello e zucchine, così come per i medaglioni di vitello. Si conclude in gloria con il Tortino caldo di pesche e gelato e la piccola pasticceria secca.

Alla fine chi scegliamo? Difficilissimo e ingiusto sacrificare una delle due esperienze. E allora azzardiamo: il fresco del giardino e sapori coloriti del Maistèss in estate, mentre la dedizione e il calore funambolico della cucina di Bassano per sconfiggere le brume invernali. Voi che ne pensate?

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