Cosa si mangia in Italia grazie alla scoperta dell’America?

22 luglio 2014

La cucina, si sa, è un luogo di incontri di civiltà e di sapori. Di certo risalendo a ritroso nella storia diviene sempre più difficile stabilire cosa appartenga alla nostra tradizione gastronomica e cosa sia un prestito delle società vicine. Per alcuni prodotti, però, si può datare precisamente il momento dell’introduzione sulle nostre tavole. Ma che attinenza ha Cristoforo Colombo con la costruzione della tradizione gastronomica europeaMolti dei cibi che consideriamo tipici della nostra cucina sono stati importati dalle Americhe Eccola: dopo la scoperta dell’America e le prime esplorazioni del Nuovo continente, molti vegetali che consideriamo parte del nostro patrimonio sono entrati a far parte del repertorio culinario del Belpaese. Il mais, il peperone, la patata, il pomodoro, la manioca, le arachidi, il cacao, il fico d’India, sono stati importati all’inizio del XVII secolo. Le alterne fortune che hanno goduto all’interno delle corti europee e degli stati nascenti hanno fatto di questi prodotti degli elementi indispensabili presenti in moltissime ricette. Pensate a cosa potrebbe essere la pasticceria senza cacao o la pasta senza il fedele pomodoro. E non dimentichiamo il tacchino, una delle carni bianche più versatili in cucina anch’esso importato dall’America.

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