Teo Musso racconta l’Open Baladin Fest di Torino

23 luglio 2014

Un tardo pomeriggio di fine estate, il sole che batte o le stelle che appaiono una a una, mentre un gruppo di amici siede in piazza con l’unico scopo di chiacchierare: a completare lo scenario manca solo una birra. il 30 e 31 agosto a torino si terrà la prima open baladin fest per celebrare i 18 anni della birra artigianale italiana E il posto migliore per trovarla, il 30 e 31 agosto, sarà a Torino, in piazzale Valdo Fusi: è qui che si svolgerà la prima Open Baladin Fest, grande ritrovo per festeggiare il diciottesimo compleanno della birra artigianale in Italia. Era infatti il 1996 quando una manciata di birrifici, fra cui il Baladin, il Lambrate, il Birrificio Italiano, Beba e il Vecchio Birraio, cominciavano la propria attività nel bel paese: da allora gusto e abitudini si sono evoluti fino a includere la birra artigianale (o viva, perché non pastorizzata) nell’esperienza di ogni buongustaio. Teo Musso, fondatore di Baladin, è l’anima del progetto Open, con cui ha aperto locali a Cinzano, Roma, Milano e Torino e diffuso la prima ricetta di una birra open source; è anche l’organizzatore della festa, su cui ci ha concesso uno sguardo in anteprima.

open torino

open baladin a Torino

Come è nata l’idea della Open Baladin Fest?
Già il progetto Open nasce con l’idea di aprire a un pubblico più ampio il mondo della birra artigianale, che io in realtà preferisco chiamare birra viva. La Open Baladin Fest è una conseguenza naturale, sempre con lo stesso obiettivo: radunare sotto un solo tetto – in questo caso in una piazza – circa 160 birre alla spina, che rappresentino un po’ l’effervescenza del mondo della birra artigianale. Inoltre è l’occasione per presentare i primi 18 anni della birra artigianale in Italia e fare festa con tutti i birrai presenti: noi metteremo a disposizione i banchi e il personale per la spillatura, i birrai potranno incontrarsi e vivere serenamente 2 giorni di relax, all’insegna della chiacchierata, della condivisione e del divertimento“.

Cosa troverà di interessante alla Open Fest il pubblico meno esperto ma curioso?
Oltre alla possibilità di assaggiare 160 birre diverse e di incontrare i birrai, la Open Fest sarà un bel momento di musica e aggregazione. I contorni dell’evento saranno legati all’informalità più totale. Non ho voluto un palco dove fare concerti: ci saranno musicisti di qualità, che però suoneranno in movimento, in acustico, creando momenti di musica alternati a intervalli di cultura birraia. Ci sarà anche l’intervento degli skater, con cui condividiamo ogni giorno la vita della piazza. L’intenzione è di rendere la Open Fest una vera festa cittadina, a cui i torinesi e i piemontesi possano partecipare per assaggiare cose nuove, diverse, e per aprire la mente a un mondo sconosciuto“.

Open_Roma_01 Baladin

Alla Open Fest si potrà anche mangiare? Quanto è importante per la birra l’abbinamento con il cibo?
Stiamo finendo di definire quali saranno le cucine di strada presenti alla Open Fest: probabilmente ci saranno la focaccia di Recco, il lampredotto, qualcuno che preparerà le patate ripiene. Noi ci occuperemo di tutta la parte che riguarda il mondo Open, con i fritti, le patate e gli hamburger. Penso che la birra abbia potenzialità incredibili nel mondo del gusto e degli abbinamenti. Allo stesso tempo non bisogna dimenticare che si tratta di una bevanda che va bevuta in modo molto informale, senza fare troppi abbinamenti e degustazioni complicate. Nei locali Baladin serviamo cucina semplice, con materie prime di qualità, senza troppe complicazioni; muovendoci nella stessa direzione, durante la Open Fest semplicemente metteremo a disposizione buone birre e buon cibo“.

Baladin Torino

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera esplosione delle birre artigianali. Come si spiega l’aumento improvviso dell’interesse?
A mio parere si tratta di una somma di motivazioni diverse. Da una parte c’è la voglia di slegarsi dai prodotti industriali, dall’altra c’è effettivamente una disponibilità diffusa di birre nuove, che hanno dei profumi e un appeal completamente diversi da quelli che ci si aspettava da una birra fino a qualche anno fa. Ed è stato questo stesso mondo di aromi e piacevolezze così distanti dal passato ad attirare un pubblico nuovo, soprattutto fra chi, come le donne, si era forse tenuto fino a oggi lontano dalla birra“.

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