Grecia: consigli per mangiar bene

7 agosto 2014

La cucina della Grecia, i suoi vini, le birre, gli alcolici e digestivi sono argomenti misteriosi per chi vi si avvicina per la prima volta. La gastronomia tipica di questa splendida terra è basata su materie prime che affondano le radici nelle colture proprie del Mediterraneo, ossia ulivi, viti, agrumi, pomodori, e sul gusto tipico di questa nazione così ricca di cultura. Quali sono i modi migliori per godersi la cucina greca? Ecco 5 consigli fondamentali.

Astenersi ristoranti per turisti

Ristorante greco per turisiti

Come si riconosce un ristorante per turisti? Un indicatore potrebbero essere le scritte in inglese e soprattutto la dicitura greek all’interno dell’insegna o sui cartelli. L’unità di ristorazione fondamentale qui è la taverna, che spesso permette sia di accomodarsi a un tavolo sia di acquistare cibo di strada. La vera taverna greca, inoltre, a differenza del locale per turisti, non possiede cibi che non fanno parte della sua cultura, come pizza o hamburger, tuttavia molti aggiungono dei contorni o dei condimenti di patatine fritte ad attestare che comunque esiste un’attenzione diffusa verso il turista, anche quello che ha paura di osare.

Carne o pesce, ma non mancano alternative vegetariane

Insalata greca

Essendo la Grecia una terra marittima costellata di montagne, qui c’è l’imbarazzo della scelta tra carne e pesce. Uno dei cibi greci per eccellenza è la feta, un formaggio conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, morbido e friabile, che viene servito con olio aromatizzato all’origano. Altra scelta in assenza di carne o pesce, naturalmente, è l’insalata Greca dove la feta accompagna peperoni e cipolle crude, cetrioli, pomodori, olive di Kalamata, origano, olio e sale. Rigorosamente senza lattuga. Per i più golosi c’è il Saganaki: una fetta di feta panata e fritta; e il Tzatziki, splendida salsa a base di yogurt greco, cetriolo e aglio.

Cibo di strada, tra il forte e il delicato

Pita

Non mancano neppure esempi di cibo di strada, in particolare carni arrostite avvolte da una pane (la pita) e accompagnate con peperoni, pomodori, cipolle, patatine fritte e la salsa tzatziki. A primo sguardo potrebbero ricordare locali in cui si serve il kebab, ma le differenze sono molte a partire proprio dalla pita: in Grecia è sempre spessa e morbida. Tra i cibi di strada troviamo il celeberrimo pita gyros e il pita souvlaki, uno spiedino di carne di vitello, manzo o pollo.

Attenzione alle quantità, soprattutto a quelle di aglio

Tzatziki

L’abbondanza, soprattutto di aglio, in Grecia è uno stile di vita. Lo troviamo nello tzatziki in quantità industriali ma anche in altre salse come la taramosalata, a base di uova di merluzzo, aglio, cipolla, limone, olive. Le porzioni dei piatti sono in generale abbondanti a prescindere dal costo, piuttosto basso rispetto ai nostri standard. A titolo esemplificativo: una porzione di pastitsada (spaghettoni conditi con sugo di pomodoro e carne di manzo in umido) può contenere fino a 250 grammi di pasta e 4-5 pezzi molto grandi di carne. Una porzione di Pastisio invece (un timballo di maccheroni al forno con besciamella e ragù) può saziarvi per molte ore.

Orientarsi tra gli alcolici

Ouzo

A tavola non può mancare, soprattutto con i piatti di pesce, la retsina, un vino bianco o rosato aromatizzato al mosto di resina di pino d’Aleppo. Tanti i marchi di birra presenti il più diffuso è Mythos, ma si possono trovare anche tanti piccoli marchi di birre artigianali secondo la località in cui ci si trova. Particolarmente interessante e non sempre facile da trovare è la Blue Island, molto simile alle bionde messicane con poco alcool, dal retogusto agrumato. Liquori e digestivi hanno una base fortemente tradizionale come la metaxa inventata nel 1888 e poi esportata in tutto il mondo, oppure l’ouzo che è un distillato a base di mosto d’uva e anice. Quest’ultimo viene bevuto dai greci anche prima di pranzo, per esaltare i sapori che si andranno a consumare. Infine, da provare, per tutti coloro che amano i liquori dolci e alla frutta, il delizioso Kum quat al mandarino cinese che viene importato in Grecia dalla seconda metà dell’800.

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